Un sito che strategicamente rimane sempre uno dei più importanti agglomerati industriali dell’isola e che con le Zes potrebbe vedere il suo sviluppo definitivo. E Dittaino circa 300 ettari tra i territori di Assoro e Enna. Nato negli anni 70 sempre in altalena tra speranze e delusioni. L’ultima in ordine di tempo quella dei Patti Territoriali quando tra la fine degli anni 90 e l’inizio del terzo millennio arrivarono in quell’area circa 100 miliardi delle vecchie lire di finanziamenti pubblici. Ma la quasi totalità delle attività imprenditoriali avviate si sciolsero come la neve al sole. Dopodichè per il colpo di grazia di pensò la crisi del 2008. Per c’è stato il deserto industriale. Oggi con non poca fatica, si assiste ad una lenta rinascita. E la Regione pare che ci creda tanto che ha investito 6 milioni di euro come ha ricordato nei giorno scorsi l’assessore regionale Girolamo Turano nel potenziamento di infrastrutture come il 63 per cento delle strade e il ripristino del 34 per cento degli impianti di pubblica illuminazione. Attualmente le aziende insediate sono 42 di cui 39 in attività. In prevalenza legate all’agroalimentare produzione di energie alternative e biomasse fra le più grandi d’Europa, e tre aziende del fotovoltaico. Ma per Dittaino la vera scommessa è nella logistica. Infatti per la sua posizione geografica al centro della Sicilia, a pochi chilometri dalla A19 cui è collegata da uno svincolo, con la rete ferroviaria che la attraversa, è una naturale piattaforma per la movimentazione merci. Ad onor del vero questa strategicità viene utilizzata da aziende della grande distribuzione organizzata che in questo sito hanno realizzato i loro centri di smistamento. Ma le sue potenzialità in questo settore sono enormi tanto che una quindicina di anni fa il governo regionale ne aveva finanziato uno studio di fattibilità per la realizzazione di una grande piattaforma di logistica regionale che fosse collegata con il porto di Catania ed Augusta. Mil tutto rimase chiuso nei cassetti della burocrazia.


