4 DICEMBRE GIORNO DEL MARTIRIO
DEL BEATO GIROLAMO DE ANGELIS
SACERDOTE GESUITA ENNESE
MISSIONARIO MARTIRE IN GIAPPONE
Compatrono della città di Enna
Girolamo De Angelis nacque nel 1567 a Castrogiovanni (Enna). A diciotto anni fu ammesso nella compagnia di Gesù presso il noviziato di Messina, prima di essere ordinato sacerdote, desideroso di partecipare alla grande opera di evangelizzazione degli orientali chiese ed ottenne di essere destinato alle missioni.
Per prepararsi a tale scopo fu inviato a Lisbona partendo alla volta del Giappone nel 1596, ma il viaggio, presentatosi pieno d’imprevisti e traversie di ogni genere, lo costrinse a far ritorno nella capitale portoghese dove nel 1598 ricevette la consacrazione sacerdotale.
Nello stesso anno partì per il Giappone giungendovi nel 1602 lì iniziò subito un attivo ed intenso apostolato nelle missioni di Fusimi, Suruga, Edo (Tokio) e Kyoto. Scoppiata la persecuzione nel 1614, riuscì a rifugiarsi a Nagasaki ma anziché abbandonare il paese, vestito in abiti civili per non essere scoperto, continuò il suo apostolato.
A Osaka si legò di stretta amicizia con due nobili della provincia di Oschù, insieme con loro passo nel nord del Giappone, nella provincia di Sendai, dove prima non era mai penetrato nessun religioso.
Padre Girolamo vi guadagnò facilmente terreno e dopo aver evangelizzato anche altre provincie del Giappone settentrionale, si recò nell’isola di Ezo (oggi Hokkaido).
Egli fu il primo fra gli europei a visitare una terra rimasta sconosciuta agli occidentali, e sulla quale delineò una carta geografica e redisse delle dettagliate relazioni sulla lingua e gli usi dei suoi abitanti le quali furono pubblicate nel 1624, insieme ad altre lettere.
Nel 1621 fu inviato dai superiori nella capitale, Edo, per assistere i fedeli colpiti da una nuova e violentissima persecuzione, lì continuò il suo apostolato fino al 1623 quando, denunciato da un cristiano apostata, fu arso vivo fino ad altri 49 fedeli.
Beatificato il 7 luglio del 1867 da Pio IX, fu il primo membro della provincia sicula della Compagnia di Gesù ad essere elevato all’onore degli altari.
Il 7 dicembre del 1997 è stato proclamato dal vescovo della diocesi Compatrono della città di Enna.
IL BEATO GIROLAMO DE ANGELIS
PIONIERE DELL’ISOLA DI YEZO
Il Beato Girolamo De Angelis, oltre per lo straordinario zelo apostolico, si distinse per l’intuizione del geografo e la precisione dell’etnologo, come ci mostrano le relazioni e la mappa dell’isola di Yezo, realizzate nei viaggi del 1618 e del 1621, in condizioni del tutto straordinarie, mentre perseguitato svolgeva la missione, confortando i cristiani rifugiati nell’isola ed avviando l’evangelizzazione degli Ainù.
Fu nel corso di uno dei suoi numerosi viaggi per visitare le comunità cristiane nel nord del Giappone che, il B. Girolamo si spinse fino all’isola di Yezo (oggi Hokkaido), visitando primo fra gli europei una terra rimasta sconosciuta agli occidentali e, sulla quale delineò una carta geografica e redisse delle relazioni dettagliate sulla lingua, gli usi e costumi dei suoi abitanti.
Queste costituiscono un’opera scientifica di grande valore poiché grazie ad esse gli europei appresero che Hokkaido è un isola e non una penisola del continente asiatico, come allora si riteneva e, vennero a conoscenza degli usi degli Ainù, un popolo con una sua propria civiltà e primordiale cultura, oggi modesta minoranza integrata tra i giapponesi.
La mappa e le relazioni del Beato Girolamo De Angelis furono oggetto di studi in un simposio mondiale di geografi ed etnologi celebrato a Firenze nel 1985.
LE FATICHE DI UN
EVANGELIZZATORE ENNESE
Dal rapporto annuale del 1619
del Beato Girolamo al Superiore
della Compagnia di Gesù.
“Dovetti attraversare
due montagne ripide dove i sentieri erano così scivolosi e i dirupi così scoscesi
che era quasi spaventoso solo guardarli.
Era così brutto che l’intero Giappone non ha niente da paragonarsi con questo.
C’erano aspre foreste da attraversare e creste, coperte di neve, che dovevano essere attraversate a dorso di cavallo.
A volte sembrava impossibile trovare un appoggio per il piede ed avevo visioni di me che rotolavo giù nell’abisso, per venir sepolto nel fondo delle valli.
Talvolta sembrava impossibile andare avanti,
dato che la neve era così alta che quasi formava una barriera impenetrabile.
Là camminai senza cibo e senza alcun tipo di riparo,
dato che le cime di queste montagne sono completamente disabitate.”
(P. Girolamo De Angelis)
“Come sono belli sui monti
i piedi del messaggero
di lieti annunzi
che annunzia la pace
messaggero di bene
che annunzia la salvezza
che dice a Sion : regna il tuo Dio”.
(Isaia 52,7)


