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๐ La delegata Marina Taglialavore, tra lโaltro anche presidente del club UNESCO di Enna, ha aperto la serata con un caldo ringraziamento alle autoritร presenti e a chi ha reso possibile lโincontro, ricordando il ruolo collettivo che ha portato la cucina italiana al riconoscimento internazionale. Nel suo intervento Taglialavore ha sottolineato come ogni piatto racchiuda una storia, un territorio e una comunitร , ponendo lโaccento sulla trasmissione intergenerazionale delle tecniche e dei saperi culinari.
๐น Il Presidente nazionale della Federazione dei Club per lโUNESCO, Mauro Micale, ha salutato i presenti in videoconferenza, mentre hanno preso parte alla cena il Prefetto S.E. Ignazio Portelli, il Questore Incognito Cono, lโassessore alla Cultura del Comune di Enna Peppe La Porta, lโassessore alla Cultura del Comune di Agira Ausilia Cardaci ed Ugo Serra, componente nazionale della consulta accademica e segretario del consiglio di presidenza dellโAIC. Gli interventi hanno richiamato il valore sociale e identitario della tavola come luogo di incontro e condivisione.
๐ Nel corso dei saluti รจ emersa la consapevolezza che il riconoscimento UNESCO non sia solo una celebrazione della qualitร gastronomica, ma una responsabilitร come fatto emergere dalla stessa Taglialavore: conservare, studiare e tramandare pratiche, ricette e saperi affinchรฉ restino vivi e autentici. LโAccademia si รจ posta come soggetto guida in questo percorso, lavorando con istituzioni, studiosi e associazioni per valorizzare le tradizioni locali.
๐ฝ๏ธ La cena ha proposto un menu che ha saputo coniugare radici e pregio: macco di favette fresche aromatico al finocchietto selvatico; cuori di carciofo con mollica, cipolletta e tuma; ricottina fresca di produzione locale; uno sformatino di bucatini con sarde, finocchietto selvatico, uvetta e pinoli; il falsomagro della tradizione ennese accompagnato da lamelle di patate al forno; e, in chiusura, un dessert firmato Federico II, applaudito per equilibrio e tecnica. Ogni portata ha richiamato prodotti del territorio e pratiche domestiche reinterpretate con cura.
๐ค Oltre al piacere del gusto, la serata ha voluto essere momento di riflessione sui valori immateriali custoditi dalla cucina: memoria familiare, identitร territoriale, convivialitร e capacitร di costruire legami sociali. ร emersa lโidea che la cucina italiana abbia conquistato il mondo non solo per sapori e tecniche, ma per uno stile di vita che promuove condivisione e relazione.
๐ Lโincontro ha infine rinnovato lโimpegno degli accademici e delle istituzioni locali a promuovere iniziative formative, ricerche e progetti che mantengano vive le tradizioni gastronomiche, grazie anche alla grande professionalitร dimostrata ancora una volta dal direttore del Federico II, Calogero Salvaggio e la sua famiglia oltre lo staff e lo chef con tutti i suoi collaboratori, favorendo nel contempo innovazione sostenibile e valorizzazione delle eccellenze locali.
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