La nuova Politica Agricola Comune (PAC) conseguenze nefaste per la Sicilia,
anche Cia Sicilia Orientale manifesterà il prossimo 18 dicembre a Bruxelles
Catania, 9 dicembre 2025 – “Riduzione dei Fondi e una più marcata disparità di trattamento a danno delle regioni più in difficoltà come la Sicilia, che resterà sempre più indietro rispetto ai territori più sviluppati, con un maggior rischio di spopolamento delle aree interne e il totale abbandono delle campagne”. Sono questi gli aspetti che maggiormente preoccupano gli agricoltori di Cia Sicilia Orientale sottolineati dal presidente Giosuè Catania che annuncia l’adesione allo sciopero del prossimo 18 dicembre a Bruxelles, al fianco degli oltre 5mila agricoltori e mille trattori accesi, a difesa della Politica Agricola Comune (Pac).
“Il rischio di smantellamento della Pac è concreto, il che porterebbe a tagli drastici delle risorse e alla creazione di conflitti tra i vari comparti – spiega il presidente di Cia Sicilia Orientale, Giosuè Catania –La Pac fondamentale per la stabilità e la sicurezza alimentare dell’Europa e non deve essere ridotta a una voce qualsiasi del bilancio Ue”.
“L’apertura a mercati esteri e la concorrenza con produzioni di altri paesi metteranno in difficoltà i nostri produttori locali – sottolinea Giosuè Catania– in particolare quelli che operano in settori tradizionali come l’olio d’oliva, gli agrumi, il grano, la zootecnia e i vini. Per questo è fondamentale garantire una distribuzione equa del valore lungo la filiera agricola, per evitare che gli agricoltori subiscano pratiche commerciali sleali”.
E poi, c’è l’aspetto della coesione e della sostenibilità ambientale. “Sostenere lo sviluppo delle aree interne non serve solo a prevenire lo spopolamento – dice – ma è fondamentale per garantire la sopravvivenza e la salvaguardia della biodiversità dei nostri territori, che creano certamente bellezza ma possono anche costituire una preziosa leva per aumentare la redditività dei nostri produttori e dei nostri allevatori. Le nuove linee guida potrebbero non tenere adeguatamente conto delle specificità ecologiche della Sicilia, a rischio di danneggiare l’ambiente locale e le pratiche agricole sostenibili”.
“Senza un’agricoltura forte non ci sarà sicurezza alimentare, ambientale e sociale – conclude Giosuè Catania – il futuro dell’Europa dipende da questo”.


