UniCt, contratti a Medicina. Marano (ControCorrente): “Due rinnovi e un nuovo bando, l’Ateneo chiarisca i criteri adottati”
La capogruppo presenta un’interrogazione all’Ars e chiede l’accesso agli atti dell’Università di Catania: “Vogliamo verificare le motivazioni delle scelte. Trasparenza e imparzialità devono essere garantite a tutti”.
Stesso insegnamento, identico numero di ore e medesima procedura di assegnazione. Eppure, all’Università di Catania, due incarichi di docenza sarebbero stati rinnovati senza una nuova selezione, mentre per un terzo, apparentemente analogo, sarebbe stato pubblicato un nuovo bando. Una differenza di trattamento sulla quale la deputata regionale Jose Marano, capogruppo di ControCorrente all’Ars, chiede di fare piena luce.
La vicenda riguarda tre incarichi relativi al modulo di Medicina di famiglia, nell’ambito dell’insegnamento di Clinica medica del corso di laurea in Medicina e Chirurgia, conferiti attraverso la procedura prevista dal decreto rettorale n. 3332 del 26 agosto 2025.
Marano ha presentato un’interrogazione parlamentare rivolta al Presidente della Regione Siciliana e all’Assessore regionale all’Istruzione e inoltrato una richiesta formale di accesso agli atti all’Università di Catania per acquisire la documentazione relativa ai rinnovi.
“Non contestiamo la possibilità di rinnovare gli incarichi, prevista dallo stesso bando, ma vogliamo comprendere perché, a fronte di situazioni apparentemente identiche, siano state adottate decisioni differenti. Le regole devono essere applicate in maniera uniforme e ogni scelta deve trovare fondamento in motivazioni oggettive e verificabili”, dichiara Marano.
Il decreto rettorale, infatti, prevede espressamente che i contratti possano essere rinnovati con lo stesso docente per un massimo di cinque anni ma subordina tale possibilità a una proposta motivata della struttura competente e a una valutazione positiva dell’attività didattica svolta.
“Per questo – spiega la parlamentare – abbiamo chiesto formalmente all’Ateneo di poter acquisire le proposte di rinnovo e le valutazioni dell’attività didattica dei docenti interessati. Si tratta di documenti fondamentali per verificare il rispetto delle condizioni previste dal bando e comprendere le ragioni delle scelte effettuate”.
Sulla vicenda sono intervenute anche le associazioni Codacons e Codacons Medici, che hanno sollecitato chiarimenti da parte dell’Università.
“L’Università deve essere un luogo in cui merito, trasparenza e imparzialità rappresentano principi irrinunciabili. Non è una questione che riguarda i singoli docenti ma la correttezza delle procedure e la parità di trattamento tra professionisti. Se non dovessero emergere motivazioni chiare e documentate, sarebbe legittimo interrogarsi sulla ragionevolezza delle decisioni assunte. Ci aspettiamo risposte puntuali dall’Ateneo, perché la trasparenza non può essere soltanto un principio dichiarato ma deve trovare riscontro negli atti e nelle decisioni amministrative”, conclude Marano.

