Mostra di Santo Nicoletti e proiezione dei corti palestinesi dal NAZRA Festival
Venerdì 30 ottobre doppio appuntamento al Garage Arts Platform. Dalle 19 si inaugura “Mancu li cani”, la nuova mostra personale di Santo Nicoletti, artista multidisciplinare che si muove tra pittura, disegno, scultura in terra cruda e in terracotta. Originario di Barrafranca, ha vissuto per diversi anni tra Roma e Bologna, dove ha esposto in diverse mostra collettive e personali.
In mostra una serie di opere, disegni, schizzi, sculture, e opere non-finite, che raccontano il mondo visivo di Santo Nicoletti e accompagnano il visitatore alla scoperta di una mano guidata da una fantasia che naviga tra visioni zoomorfe e antropomorfe post punk, metamorfosi, rivendicazioni, ironia, critica sociale e atti espressivi liberatori.
La mostra sarà aperta fino a circa metà dicembre e sarà visitabile durante le altre aperture del garage per incontri e spettacoli.
Alle 21 si terrà la proiezione dei corti vincitori della settima edizione di Nazra Palestine Short Film Festival, un festival di cinema itinerante dedicato al cinema cortometraggio da e sulla Palestina.
Il nome “Nazra”, che in arabo significa “sguardo”, riflette l’essenza del festival: offrire punti di vista autentici e plurali su una realtà complessa – e spesso affidata alla narrazione della propaganda – attraverso il linguaggio diretto e immediato del cortometraggio. Il suo carattere diffuso e dal basso promuove un circuito virtuoso che permette a opere, spesso escluse dal mercato cinematografico internazionale, di essere valorizzate, diffuse in Italia e riportate in Palestina, creando una rete culturale che si estende ben oltre i confini geografici.
Nato nel 2017 dalla sinergia di diverse realtà, persone volontarie e cittadine solidali e appassionati di arte cinematografica negli anni si è diffuso sul territorio intessendo una rete di contatti solidali di supporto nella promozione delle voci e degli sguardi dei cineasti palestinesi contemporanei.
Sono quattro le categorie in concorso: fiction, documentari, opere sperimentali e “Gaze on Gaza”, la sezione dedicata alle opere e alle testimonianze palestinesi prodotte a Gaza dall’ottobre del 2023. In programma anche la proiezione del corto premio speciale della giuria del Ciné Palestine Festival. Le proiezioni sono in lingua originale con sottotitoli in italiano.
L’ingresso è libero con donazione consigliata per NAZRA e con tessera garage 26-27. Il Garage si trova in via Leonardo da Vinci 2 a Enna Bassa.
PROGRAMMA DELLE PROIEZIONI NAZRA
QAHER di Nada Khalifa, fiction, 20 min.
Jason, un palestinese canadese, torna in Palestina dopo anni di assenza per fare una sorpresa a sua sorella, portandole un regalo insolito: una capra, dono tradizionale per celebrare la nascita del suo nipotino. Mentre intraprende il viaggio per raggiungerla, riscopre il vero significato dell’identità palestinese.
Nada Khalifa è una regista e produttrice palestinese pluripremiata, la cui infanzia è stata profondamente segnata dalla realtà della vita sotto occupazione. Ispirata dalla resilienza del suo popolo, Nada ha sempre saputo di voler utilizzare l’arte e il cinema come strumenti per raccontare queste storie al mondo. Nel 2020 si è trasferita in Polonia per frequentare il corso di laurea in Regia Cinematografica presso la Warsaw Film School, conseguendo il diploma con lode nel 2024. Il suo primo cortometraggio, *Qaher*, è stato presentato in oltre 30 festival cinematografici internazionali in tutto il mondo, ottenendo più di 10 premi, tra cui il Grand Prix del Festival Tous Courts di Aix-en-Provence.
INTERSECTING MEMORY di Shayma’ Awawdeh, documentario, 20 min.
Durante la Seconda Intifada nella Palestina occupata, la paura, l’assedio e la morte definiscono la realtà della città di Hebron. Momenti del passato vengono rivissuti attraverso la memoria infantile, intersecandosi con la memoria collettiva. In mezzo alla continuità e alla ripetizione di tutto ciò, cosa ricordiamo? Cosa dimentichiamo?
Shayma’ Awawdeh è una filmmaker palestinese nata nel 1994. Laureata in cinema presso la Dar Al-Kalima University, ha diretto tre cortometraggi: 4th Floor (2018), This Home Is Ours (2024) e Intersecting Memory. Ha inoltre lavorato come direttrice della fotografia e assistente alla macchina da presa in diversi cortometraggi, e ha condotto laboratori di cinema per bambini.
MORGENKREIS di Basma AlSharif, opera sperimentale, 20′ 31”.
Un cortometraggio narrativo, intenso e viscerale, si sviluppa in tre parti per raccontare la perdita. Dalla prima esperienza della separazione fino alla violenza impercettibile legata all’integrazione in un nuovo Paese, quando il proprio non è più abitabile, Morgenkreis segue un padre e un figlio nei loro rituali quotidiani, mentre si preparano ad affrontare la giornata e ad andare all’asilo.
Basma al-Sharif è un’artista e filmmaker palestinese che esplora le storie politiche cicliche e i conflitti. Attraverso film e installazioni che si muovono avanti e indietro nel tempo, tra luoghi e non-luoghi, affronta l’eredità del colonialismo con opere satiriche, immersive e liriche.
FREE FISH di Bisan Owda, sezione Gaze on Gaza, 22’13”.
Free Fish è un intimo cortometraggio documentario girato interamente a Gaza durante uno degli anni più sanguinosi della sua storia recente. Il film segue due fratelli, Mohammad e Ahmad Kaloob, separati dall’assedio e dallo sfollamento, ma uniti dal mare. Mohammad, rifugiato a Khan Younis con le sue due figlie, cerca nuovi modi per pescare dopo aver perso barca e reti nei bombardamenti del porto di Gaza. Ahmad, rimasto nel nord sotto assedio, rischia la vita ogni giorno per procurarsi del cibo lungo una costa militarizzata, dove la fame è diventata un’arma di guerra. Eppure entrambi continuano a tornare al mare, trasformando la pesca in un gesto di resistenza e memoria. Il film segue anche Rami, nipote adolescente di Mohammad, che dopo aver perso il fratello gemello durante il genocidio affronta da solo il mare, dando voce a una storia di sopravvivenza, lutto e dignità.
Bisan Owda è una regista e cineasta palestinese di 26 anni, attualmente residente a Gaza, che da cinque anni documenta la vita quotidiana nella Striscia. Ha prodotto un programma televisivo e per i social media intitolato “Hakawatiya”, che documentava tutte le aree della Striscia di Gaza prima della sua distruzione, oltre a numerosi temi culturali e storici. Prima del genocidio, ha lavorato come produttrice per la rete televisiva giordana Roya TV, e durante il genocidio ha collaborato con Al Jazeera come produttrice di brevi documentari. Ha inoltre lavorato con Al Arabiya TV alla realizzazione di una serie di brevi documentari di 15 minuti. Bisan ha vinto un Emmy nella categoria Miglior Servizio di Cronaca per il suo documentario e un Peabody Award per il suo lavoro giornalistico.
LA BARAJA DE MYRIAM di Cristina Hadwa, Ciné Palestine Festival, premio speciale della giuria, 15 min.
Corto d’animazione premio speciale della giuria del Ciné Palestine Festival di cui è promotrice la palestinese Maya Haj Hassan.
La storia di Myriam è una chimera in cui una donna e i suoi discendenti diventano una cosa sola. A undici anni, Myriam deve sposarsi, lasciare la Palestina e attraversare l’oceano per raggiungere un territorio sconosciuto ai piedi delle montagne del Cile. In questa nuova terra, devastata quanto la sua, Myriam scopre i suoi poteri, che cerca di trasmettere alla sua pronipote.
Cristina Hadwa è una regista cilena di origine palestinese.

