Convention nazionale Sud chiama Nord e Sindaci d’Italia, al via a Roma “L’Italia dei Territori”. De Luca: «Dalle esperienze dei sindaci un nuovo modello di governo per il Paese»
Magorno: «La federazione con Sud chiama Nord nasce da radici comuni, non è un’operazione di palazzo». Il ministro Pichetto Fratin: «Un contributo di realismo alla coalizione di centrodestra». De Luca ripercorre le sue cinque esperienze da sindaco e lancia le prime proposte per il manifesto programmatico nazionale.
Roma, 27 ottobre 2026 – Si è aperta oggi a Roma la convention nazionale di Sud chiama Nord e Sindaci d’Italia, “L’Italia dei Territori”, tre giornate di confronto politico e istituzionale che riuniscono sindaci, amministratori locali, rappresentanti del Governo e delle istituzioni nazionali attorno a un obiettivo: riportare i territori al centro delle scelte politiche del Paese.
Un appuntamento che segna una tappa fondamentale nel percorso di costruzione di una nuova proposta politica nazionale, fondata sull’esperienza amministrativa, sul principio di autonomia e sulla capacità di trasformare le esigenze delle comunità in azioni concrete.
Ad aprire i lavori è stato il presidente di Sindaci d’Italia, Ernesto Magorno, che ha ribadito le ragioni politiche e culturali del percorso di federazione con Sud chiama Nord.
«Quello che ci accomuna a Sud chiama Nord è che Sud chiama Nord è un partito di territorio, un partito di sindaci, di amministratori locali, di consiglieri provinciali, di presidenti delle province. È un partito dei territori ed è ovvio che noi non possiamo che federarci con un partito che ha la nostra stessa storia, le nostre stesse radici».
Magorno ha richiamato il pensiero di don Luigi Sturzo come riferimento ideale del nuovo progetto politico, sottolineando la necessità di superare l’emarginazione dei territori, restituire centralità agli enti locali e ricostruire il rapporto tra cittadini e istituzioni.
«Non è un’operazione di palazzo», ha precisato, evidenziando come l’iniziativa nasca dall’incontro tra amministratori provenienti da esperienze politiche differenti, uniti dalla responsabilità di dare risposte alle comunità.
Nel corso della mattinata è intervenuto anche il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervistato dal giornalista Luca Moriconi. Il ministro ha affrontato i temi del caro energia, del nucleare di nuova generazione, delle fonti rinnovabili e della centralità strategica del Mezzogiorno nei nuovi corridoi energetici e infrastrutturali.
Sul piano politico, rispondendo a una domanda sul nuovo rapporto tra Sud chiama Nord e il centrodestra, Pichetto Fratin ha espresso apprezzamento per il percorso avviato, definendo quello che Sud chiama Nord può offrire alla coalizione «un contributo di realismo notevole».
De Luca: «Il mio compito è facilitare una sintesi politica che parte dai territori»
Particolarmente significativo l’intervento di Cateno De Luca, che ha ripercorso oltre vent’anni di esperienza amministrativa attraverso episodi, battaglie istituzionali, risultati e scelte che hanno caratterizzato il suo percorso alla guida di Fiumedinisi, Santa Teresa di Riva, Messina, della Città Metropolitana di Messina e, oggi, di Taormina.
«Questi tre giorni possano consentire una sintesi e anche una comune strategia tra Sud chiama Nord e Sindaci d’Italia. Io ho il ruolo di facilitare questa sintesi. Faccio il facilitatore», ha dichiarato De Luca.
Un percorso che affonda le proprie radici nella fondazione di Sicilia Vera, il 18 marzo 2007, prosegue con la nascita di Sud chiama Nord nel maggio 2022 e trova oggi una nuova dimensione nazionale nell’incontro con Sindaci d’Italia, costituito il 4 ottobre ad Assisi.
«Quello che abbiamo costruito negli anni, partendo da una precisa matrice sturziana, oggi può avere una strategia complessiva, una strategia nazionale con Sindaci d’Italia», ha sottolineato.
Dal bilancio alla lotta all’evasione: il metodo amministrativo diventa proposta politica
Al centro dell’intervento di De Luca, una vera e propria lezione di amministrazione rivolta ai sindaci e agli aspiranti sindaci presenti.
Il primo principio è partire dai conti e dall’organizzazione della macchina comunale.
«La prima cosa che ho sempre fatto entrando in un palazzo municipale è farmi portare il bilancio. Perché nel bilancio c’è tutto. Non ci sono solo aspetti contabili, ma le scelte politiche che devono trovare una concreta copertura finanziaria».
De Luca ha insistito sulla necessità di analizzare prioritariamente le entrate, verificare la reale capacità di riscossione, individuare i contribuenti non censiti e contrastare l’evasione tributaria.
Accanto al risanamento finanziario, la riorganizzazione della macchina amministrativa, attraverso una revisione degli uffici, dei servizi e delle strutture dirigenziali.
«Deve finire l’alibi che spesso si utilizza, quello secondo cui siamo nelle mani della burocrazia. L’indirizzo strategico sull’organizzazione è di competenza del sindaco e della giunta».
Tra le esperienze richiamate, il piano strategico “Vivi Fiumedinisi”, avviato nel 2004 nell’ambito dei Contratti di Quartiere, che secondo quanto illustrato da De Luca ha consentito di attivare investimenti pubblici e privati per circa 80 milioni di euro.
Un’esperienza che diventa oggi il punto di partenza per una proposta da inserire nel manifesto programmatico nazionale: favorire strumenti di programmazione territoriale integrata, capaci di mettere insieme investimenti privati, opere pubbliche, sviluppo urbanistico e occupazione, attraverso procedure trasparenti e semplificate.
«Questa è una strategia di semplificazione. Con un unico percorso amministrativo possiamo approvare più investimenti, creare posti di lavoro, generare ricchezza e riqualificare il contesto urbano. È questo il modello che dobbiamo rendere ordinario».
De Luca ha quindi ricordato l’esperienza di Santa Teresa di Riva, soffermandosi sulle iniziative adottate per evitare lo sforamento del patto di stabilità attraverso la concessione anticipata dei loculi cimiteriali e sulle azioni di recupero delle morosità del servizio idrico.
Un racconto utilizzato per evidenziare la differenza tra autorità e autorevolezza. «L’autorità ci viene assegnata dalla legge.
L’autorevolezza ce la conquistiamo noi sul campo. Io preferisco essere autorevole e non autoritario».
Ampio spazio è stato dedicato anche all’esperienza di Messina, a partire dalla vittoria elettorale del 2018, ottenuta senza alcun consigliere comunale eletto nelle liste a sostegno del sindaco.
De Luca ha ripercorso il percorso del “Salva Messina”, avviato per affrontare una situazione debitoria quantificata in circa 555 milioni di euro, la riorganizzazione delle società partecipate e il piano di riequilibrio finanziario.
«Quando sono arrivato, Messina era conosciuta come la città della munnizza, delle baracche e del dissesto. Abbiamo cambiato il destino della città. Quella progettualità civica è stata confermata nel 2022 e nuovamente nel 2026 con Federico Basile».
Un passaggio è stato riservato al rapporto istituzionale costruito con Laura Castelli, allora viceministro dell’Economia, in occasione della battaglia per il sostegno finanziario alle ex Province siciliane.
Un esempio, ha sottolineato De Luca, di collaborazione istituzionale capace di superare le appartenenze politiche per risolvere concretamente i problemi dei territori.
Nella parte conclusiva, De Luca ha illustrato alcune delle iniziative adottate a Taormina: il contrasto all’evasione, la revoca di centinaia di pass gratuiti per i parcheggi, la riorganizzazione del servizio di raccolta dei rifiuti, il risanamento finanziario e le battaglie per garantire maggiori risorse alla città.
Particolare attenzione è stata dedicata al rapporto tra Comuni e siti archeologici.
De Luca ha ricordato il risultato ottenuto attraverso una norma regionale che riconosce al Comune di Taormina una quota degli introiti derivanti dalla bigliettazione del Teatro Antico, per sostenere i servizi di pulizia, sicurezza, mobilità e decoro urbano connessi alla presenza del sito.
«Questa è una delle cose che proporremo a livello nazionale», ha annunciato, indicando la possibilità di estendere il modello ai Comuni italiani che ospitano grandi attrattori culturali e archeologici.
Tra le questioni da affrontare anche la revisione della normativa sul dissesto degli enti locali, affinché i Comuni che riescono a risanare anticipatamente i propri conti possano essere liberati dalle limitazioni previste dalla legislazione vigente, senza dover attendere il decorso dei termini ordinari.
«Il sindaco sceriffo? Chiamatemi come volete, quello che conta sono i risultati»
L’intervento è stato accompagnato dalla proiezione di filmati e testimonianze delle iniziative più significative della sua attività amministrativa: dalle proteste istituzionali ai controlli sui servizi pubblici, dagli interventi contro il degrado urbano alle azioni in materia di sicurezza e protezione civile.
«Le sceriffate fine a se stesse non servono. Quello che conta alla fine sono i risultati», ha ribadito De Luca, rivendicando un modello di amministrazione fondato sulla presenza diretta, sull’assunzione di responsabilità e sulla capacità di intervenire per risolvere i problemi.
La prima giornata della convention segna dunque l’avvio di un confronto che dovrà tradursi in una sintesi politica e programmatica tra Sud chiama Nord e Sindaci d’Italia.
Al centro, la valorizzazione delle autonomie locali, la semplificazione amministrativa, la riforma della finanza degli enti territoriali, la capacità di attrarre investimenti, il rapporto tra Stato e Comuni e una nuova rappresentanza politica costruita a partire dalle comunità.
Un percorso che vede la partecipazione di autorevoli rappresentanti delle istituzioni nazionali, tra cui il presidente del Senato Ignazio La Russa e i ministri Matteo Piantedosi, Francesco Lollobrigida e Guido Crosetto, oltre all’annunciato intervento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
L’obiettivo politico della tre giorni è trasformare le esperienze amministrative in una piattaforma nazionale, capace di coniugare la concretezza del governo locale con una visione complessiva per il futuro dell’Italia.

