Agrigento, Ronzoni e Acquisto (Uil): “Sbloccare i servizi, ripartire con i cantieri e investire sul futuro occupazionale e produttivo del territorio. Serve un cambio di passo immediato”.
Palermo. “Agrigento è una terra che poggia su un patrimonio turistico, storico e umano unico al mondo ma che oggi paga il prezzo di una dimenticanza istituzionale non più tollerabile. La contrazione del 9,6% delle presenze complessive e la frenata dell’occupazione stagionale nei settori chiave della ristorazione e dei pubblici esercizi fotografano un territorio capace di attrarre visitatori, ma non messo nelle condizioni di trattenerli e di trasformare il turismo in sviluppo stabile”. Lo affermano Emanuele Ronzoni, commissario della Uil Sicilia, e Gero Acquisto, segretario generale della Uil Agrigento, chiedendo investimenti strutturali, servizi efficienti e un confronto costruttivo con le istituzioni e gli enti gestori. “Bisogna avere il coraggio di guardare in faccia la realtà – spiegano Ronzoni e Acquisto -. L’esperienza dello scorso anno come Capitale italiana della cultura si è rivelata un flop sul piano mediatico e strategico, finendo per aggravare la situazione anziché risollevarla. Si poteva e si doveva fare molto di più per tradurre quel titolo in benefici concreti, ma la vetrina internazionale ha soltanto reso più evidente l’assenza di investimenti capaci di rendere la città stabilmente accessibile e competitiva”. La Uil evidenzia un paradosso che non può più essere ignorato: “Alle imprese dell’accoglienza e della ristorazione si chiede eccellenza mentre lavoratori e gestori sono costretti a operare in un contesto segnato da isolamento e carenze nei servizi primari. I cantieri strategici per la città, a partire dalla condotta idrica agrigentina, avanzano a un ritmo troppo lento rispetto alle esigenze economiche del territorio. Questo immobilismo, sottolineano i sindacalisti, blocca lo sviluppo e si traduce in una diminuzione dei contratti stagionali e in una riduzione delle ore lavorative con conseguenze pesanti sulla stabilità occupazionale di centinaia di famiglie. Agrigento non può continuare a essere la grande dimenticata delle agende politiche regionali e nazionali – concludono Ronzoni e Acquisto -. Non cerchiamo la polemica fine a sé stessa ma pretendiamo un cambio di passo immediato. Siamo disponibili a un dialogo costruttivo e a un confronto serrato con le istituzioni e gli enti gestori. Siamo pronti a sederci a un tavolo per sbloccare i servizi e far ripartire i cantieri ma serve la volontà politica di investire sul serio sul futuro occupazionale e produttivo di Agrigento”

