CAMERA DEL LAVORO CGIL E FUNZIONE PUBBLICA CGIL SU DESERTIFICAZIONE AREE INTERNE DELLA SICILIA
Più della metà dei Comuni siciliani si trova in un’area interna dell’isola, dove abita il 50% della popolazione regionale. Ma nei prossimi anni, senza una radicale inversione di marcia, questi territori rischiano di andare verso la desertificazione fra declino demografico e fragilità strutturali.
E’ il grido di allarme della Cgil di Enna lanciato dal Segretario Generale della Camera del Lavoro Antonio Malaguarnera e dal Segretario Generale della Funzione Pubblica Alfredo Schilirò. I due sindacalisti della Cgil ennese sottolineano che le aree interne siciliane sono caratterizzate da un progressivo spopolamento e da un marcato invecchiamento della popolazione. I comuni più a rischio hanno una popolazione di meno di 5mila abitanti, localizzati in zone montane o interne, forte emigrazione giovanile e popolazione molto anziana. Dal punto di vista sociale, queste aree soffrono di una progressiva riduzione dei servizi essenziali, quali welfare e sanità, istruzione e mobilità, carenza complessiva che alimenta un circolo vizioso di marginalizzazione e abbandono.
La vera emergenza- dichiarano Schilirò e Malaguarnera – è l’inesorabile emigrazione dei giovani che sono costretti ad abbandonare le aree interne della Sicilia e quindi il territorio ennese.
La Grande crisi del 2008, la pandemia da Covid-19 e, ora, le guerre in Ucraina e Medio Oriente hanno reso e rendono incerto il futuro per la maggior parte dei giovani siciliani ed ennesi . Diventare adulti, per la generazione nata dopo il 2000, è stato soprattutto un percorso a ostacoli tra choc globali e minacce costanti al futuro del mondo. Così, anche “fare famiglia” diventa faticoso e lasciare l’Italia «non è più soltanto un’opzione », ma per tanti «è una necessità». «I giovani non sono assenti o disinteressati, ma sempre più spesso faticano a riconoscersi in sistemi istituzionali e decisionali che non li considerano una priorità»,
La Sicilia e la provincia di Enna – aggiungono i sindacalisti della Cgil ennese Malaguarnera e Schilirò non sanno valorizzare i propri cittadini. In questo contesto, l’emigrazione diventa la risposta razionale: i giovani rifiutano di sprecare i loro anni più preziosi aspettando un’opportunità che spesso non arriva mai, in un sistema che seleziona in base all’anzianità e protegge per appartenenza, non per merito. Questo squilibrio si riflette in un mercato del lavoro dominato da piccole imprese con scarsa capacità di crescita dimensionale e bassa intensità innovativa, associato a una cultura imprenditoriale ancora fortemente familiare, che limita la mobilità sociale e riduce le prospettive di avanzamento professionale.
Le conseguenze non riguardano soltanto chi parte, ma anche chi resta. Precarietà del lavoro, salari insufficienti e assenza di prospettive rendono la costituzione di una famiglia un progetto spesso rinviato a tempo indeterminato.
È di vitale importanza dare una svolta e rendere appetibile questa terra – concludono i due esponenti della Cgil ennese – attraverso un Patto di Sviluppo tra Istituzioni, l’Università, mondo del lavoro e parti sociali puntando sull’ammodernamento della pubblica amministrazione, un piano di infrastrutturazione del territorio ennese e il recupero dei centri storici. Auspicano, infine, che la creazione del Policlinico Universitario possa rappresentare la centralità della medicina sperimentale di ultima generazione che sappia coniugare innovazione e ricerca per tutti i paesi del Mediterraneo .


