Sanità:Cgil e Fp Sicilia contestano i contenuti del piano della rete ospedaliera e chiedono al governo regionale di sospenderne la pubblicazione e di confrontarsi con parti sociali e territori
“E’ un piano che non risponde agli interessi dei cittadini e che contiene norme che da sole potrebbero determinare l’impugnativa da parte dello Stato”
Palermo, 11 lug- “La bozza della nuova rete ospedaliera siciliana non viene incontro alle esigenze di salute dei siciliani ma risponde evidentemente ad altri interessi, che non hanno nulla a che vedere con i bisogni dell’utenza e delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto sanitario”. Lo sostengono la Cgil e la Funzione pubblica regionali che, con una nota a firma Francesco Lucchesi e Renato Costa (Cgil) e Gaetano Agliozzo chiedono al governo regionale di “sospendere la presentazione del piano abbozzato e di avviare un serio confronto con le parti sociali e con le rappresentanze del territorio”. “Nella bozza presentata- scrivono Lucchesi, Costa e Agliozzo- c’è una scarsissima attenzione alle aree interne della nostra regione, , con una riduzione dei posti letto, contraddicendo il diritto universale alla salute dei cittadini delle aree”. Cgil e Fp riscontrano inoltre nella bozza “un’attenzione alla lunga degenza e non alla fase acuta del bisogno, non guardando alla medicina del territorio e alla presa in carico del soggetto ma privilegiando l’ospedalizzazione. Esattamente tutto il contrario – sottolineano- rispetto a quanto previsto dal DM 77 ( il decreto ministeriale che definisce modelli e standard dell’assistenza sanitaria, ndr)”. Le altre criticità riscontrate dal sindacato riguardano il mancato potenziamento dei Pronto soccorso, “uno dei settori più in crisi del sistema sanitario regionale, dove si riscontrano i maggiori problemi- tra i quali le continue aggressioni degli addetti- anche a causa della mancanza cronica di personale. “Si continua a non tenere conto di chi lavora nel comparto sanitario – sostengono Lucchesi, Costa e Agliozzo- incentivando implicitamente la migrazione del personale dal pubblico al privato. E finendo anche con l’implementare l’emigrazione sanitaria” . Cgil e Fp aggiungono che “la bozza di riorganizzazione non rispetta i parametri stabiliti dal Dm 77 in quanto manca l’articolazione interna delle discipline per cui non si conoscono il numero delle strutture complesse, il numero di strutture semplici e il numero delle strutture dipartimentali. Ciò significa- sottolineano- che non è presente una indicazione specifica su come si vuole distribuire il personale rischiando di lasciare alla gestione politica il potenziamento o il depotenziamento di una o di un’altra struttura in base ad esigenze che non hanno nulla a che fare col bisogno di salute di un territorio”. “Infatti – specificano i sindacalisti- non emerge dalla bozza alcuna integrazione con i bisogni dei territori siciliani. Peraltro – rilevano- Il DM 77 prevede esplicitamente che venga comunicata la corretta distribuzione del personale nelle tre strutture: siamo dunque in presenza di una violazione normativa che da sola potrebbe determinare impugnazione da parte del governo nazionale”.
2025 dac


