Capisco che la verità fa male, ma arrivare al punto di mistificarla, solamente per aver qualche minuto di visibilità, mi sembra eccessivo.
Per dovere di informazione, voglio precisare che quanto detto dall’Amministrazione e dai gruppi che la sostengono nella nota apparsa oggi sulla stampa online, nel vano tentativo di sconfessare quanto affermato dalla scrivente il giorno prima, in merito al progetto “Dopo di Noi”, nei fatti conferma quanto da me sostenuto e cioè l’incapacità dell’attuale Amministrazione di portare avanti il progetto originario, tant’è che nonostante le somme fossero state già accreditate dalla Regione, per loro stessa ammissione, il Comitato dei Sindaci ha dovuto rimodulare il progetto pena la restituzione delle somme. Taccio, anzi sorvolo al momento, in merito al fatto che la stazione appaltante, delle azioni decantate dall’Amministrazione e riconducibili all’attuazione del progetto “Dopo di Noi”, sia stata l’Asp e non il Comune.
Confermo, pertanto, che per l’Amministrazione il sociale continua ad essere un campo minato.
Fallimentare, poi, la scelta del dirigente alle politiche sociali da parte del Sindaco individuata come la migliore, nonostante nella valutazione dei titoli si fosse classificato al terz’ultimo posto. Fallimentare la gestione dell’assessorato. Giusto per fare qualche esempio in tal senso, vogliamo parlare dei progetti approvati dalla Regione che solo in minima parte hanno trovato attuazione e, nella totalità dei casi, non si tratta di nuove azioni, ma di azioni in prosecuzione? Vogliamo parlare dei Piani di zona, fermi a non si sa quale anno? Vogliamo parlare di rimodulazioni, bocciate dalla Regione?
Ma quale sindrome? Parlano i fatti, nessuna sindrome dell’ex assessore, né voglia di occupare poltrone che ho, spontaneamente e senza pentimento alcuno, deciso di lasciare e che, a differenza di altri un po’ più confusi di me, ho scelto di non ri-occupare, nonostante sia stata in più occasioni offerta dal capo dell’Amministrazione al gruppo di cui faccio parte.
Alla fine della fiera, mi pare evidente che non solo l’unica regola che esiste è che non ci sono regole, ma è altrettanto evidente che l’unica certezza è l’incertezza, atteso che il capo dell’Amministrazione, rispetto alle scelte politiche consumate, cambia idea in continuazione.
Giusy Macaluso ( Consigliere Comunale)


