REMINISCENZE NATALIZIE – “LA NUVENA CCU LL’ ARCHI ” fonte pagina Facebook
Pietraperzia Scoperta del Territorio
Siamo agli inizi degli anni venti, quando in paese non era ancora arrivata la luce elettrica.
La sera della vigilia di Natale, dopo la rituale litania, il coro dei musicanti, a cui per l’occasione si univano altri elementi con “piancetti e grancascia “, intonava con ritmo allegro e festoso questa simpatica canzone:
“ORA NNI DATI LI DINARI
CA SPIDDIMMU DI CANTARI
E PPI L’AMURI DI LU BBAMBINU
JAMMU ACCATTARI LA CARNI E LU VINU”.
Quella sera si concludeva il ciclo della novena e le famiglie si riunivano nelle case per la tradizionale cena di magro costituita da una frittura a base di cavoli, cardi selvatici, baccalà e olive.
Sulla tavola troneggiava “LU VUCCIDDATU” e “LU PANI MPAPARINATU” che emanavano un profumo particolare.
L’aria della sera era piena di buoni odori; si sentiva il suono delle campane che annunciavano la Santa Notte.
Anche se c’era un po’ di miseria gli animi erano tranquilli ed ogni cuore si beava di tanta serenità.
ANEDDOTI NATALIZI
Quando si cantava la Novena, ad un certo punto della litania, precisamente ad “Agnus Dei qui tollis peccata mundi”, il suonatore di tamburo partiva anticipatamente per andare ad avvertire quelli della successiva novena che i musicanti erano in arrivo.
Una sera il suonatore di tamburo si assentò e chi lo doveva sostituire, non pratico di queste cose e non sapendo in quale momento della litania dovesse partire, lo chiese a Baddarò (Vincenzo D’Amico) il quale rispose: “Arrivata a CHITOLLI tu parti.”😂
BUON NATALE!


