LUIGI DI MAIO MINISTRO DEGLI ESTERI
Lo dice sul serio ?
Giorni fa ho ascoltato una dichiarazione da parte del nostro Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, sull’urgenza che venga eliminato il voto “all’unanimità” previsto dall’Unione Europea per l’approvazione di importanti provvedimenti.
Unanimità voluta dai sei Padri fondatori quando buttarono le basi per un nuovo assetto europeo.
Allora erano solo sei ed erano sei Grandi, norma non più utile ma assai dannosa oggi che, invece, sono ventisette e non sono “Grandi”.
Spero che la dichiarazione di Di Maio non sia una delle tante battute di circostanza, nel momento che grandi divisioni per la tutela di interessi “regionali”, giornalmente sono all’ordine del giorno.
Anche l’Italia, in un particolare momento da me ricordato il 28 gennaio 2016, alla pagina 142 del mio secondo libro di Cronaca e riflessioni sulla politica italiana, pensò di non votare il bilancio.
Matteo Renzi, in una delle sue ultime uscite, con il suo modo e tono di esprimersi, aveva annunciato che l’Italia, invasa da immigrati, non avrebbe approvato il prossimo bilancio di previsione elaborato dall’Unione, determinando una paralisi di una certa importanza.
Le normative vigenti, infatti, prevedevano e continuano a prevedere che il bilancio pluriennale deve essere approvato all’unanimità, perché rientra nelle “questioni considerate sensibili dagli Stati membri”.
Questa Europa ha bisogno di una scossa che possa provocare il cambio di marcia o la sua disgregazione.
Oggi gli Stati sono ventisette e molti altri bussano dietro la porta, sollecitati dalla situazione creata dalla Russia con l’aggressione dell’Ucraina.
E’ indispensabile che si affronti con la necessaria urgenza anche questo problema, unitamente a quello dell’Unione politica, utilizzando una maggiore e migliore lungimiranza da parte di tutti i responsabili dei 27 Stati i quali, nella loro conclamata miopia, temono di perdere parte della loro sovranità.
angiolo alerci


