Questa Organizzazione Sindacale, che rappresenta i lavoratori delle costruzioni,
dopo vent’anni di parole spese da politici ed amministratori locali, regionali e nazionali, chiede ai rappresentanti del Governo nazionale di contribuire, tramite la Legge di Bilancio per l’anno 2022, ad un vero atto di giustizia sociale verso i lavoratori di questo importante settore industriale del paese.
Gli operai edili, come è noto, sono i più esposti ad usura, a malattie professionali, ad incidenti gravi e invalidanti spesso mortali.
Il loro lavoro non è mai a tempo indeterminato ma segue l’evoluzione del cantiere ed è pertanto discontinuo, con ricadute negative sulla carriera previdenziale che si attesta in media tra i 26 e i 30 anni di contributi: per questi lavoratori la pensione è quasi un miraggio.
Gentile Onorevole e Senatore, su decine di migliaia di edili over 63, sono riusciti ad andare in pensione con L’APE Social meno di 2000 in tutta Italia e solo qualche unità a Enna, gli altri restano sulle impalcature e a quell’età il rischio di cadere è massimo, come dimostra la strage che sta accompagnando la ripresa del settore.
E’ quindi evidente che alle condizioni attuali sarebbe un miracolo che qualcuno di questi avesse 36 anni di contributi necessari per poter oggi accedere all’APE SOCIAL.
Aiutateci a far scendere i nonni dalle impalcature e ridurre la soglia da 36 a 30 gli anni necessari per accedere all’APE SOCIAL, inserendo la proposta in uno specifico comma della legge di bilancio, un comma che salverà tante vite.

