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RISULTATI FINALI DEL 10° CENSIMENTO “I LUOGHI DEL CUORE”

Riccardo Febbraio 25, 2021 28 minuti letti
Chiesa rupestre di San Nicolò Inferiore, Modica (RG) Foto Katia Campione (C) FAI (2)

RISULTATI FINALI

DEL 10° CENSIMENTO “I LUOGHI DEL CUORE”

 

 

Nel 2020, con ben 2.353.932 voti, gli italiani hanno voluto dimostrare

il loro amore per il patrimonio culturale e ambientale italiano:

il miglior risultato di sempre per il censimento del FAI.

 

Una partecipazione sorprendente che nell’anno del dramma del Covid-19 si carica di significato e racconta di un’Italia coesa, vitale e fiera delle proprie bellezze,

che guarda al futuro con speranza, nonostante tutto. La classifica vede: 

 

  • al 1° posto la Ferrovia Cuneo-Ventimiglia-Nizza
  • al 2° posto il Castello e Parco di Sammezzano a Reggello (FI)
  • al 3° posto il Castello di Brescia
  • al 4° posto la Via delle Collegiate a Modica (RG)
  • al 5° posto l’Ospedale e la Chiesa di Ignazio Gardella ad Alessandria

 

Era il 6 maggio 2020 quando, nel pieno dell’emergenza Coronavirus, il FAI – Fondo Ambiente Italiano dava il via con grande passione civile alla decima edizione de “I Luoghi del Cuore”, promossa in collaborazione con Intesa Sanpaolo. L’invito rivolto agli italiani, potente e di notevole impatto emotivo, era quello di esprimere l’amore per il proprio Paese in un momento di così grande difficoltà, votando i luoghi a loro più cari, quelli di cui avevano sentito fortemente la mancanza nei giorni passati giocoforza chiusi in casa e a cui avrebbero voluto assicurare, grazie a questo censimento, tutela e valorizzazione. E la risposta a questa esortazione è stata davvero eccezionale: i voti raccolti fino al 15 dicembre, giorno di chiusura dell’iniziativa, sono stati 2.353.932, il miglior risultato di sempre, con oltre 39.500 luoghi segnalati in 6.504 Comuni d’Italia (l’82,3% del totale).

 

L’Italia è una potenza culturale, il suo patrimonio è composto da migliaia e migliaia di capolavori. Per segnalare con il maggior numero di voti il proprio luogo del cuore, gli italiani hanno dato vita a una stupenda ed elettrizzante competizione. Il proverbiale campanilismo del Bel Paese si è scatenato, generando imprevedibili ribaltamenti nelle classifiche provvisorie. È stata un’edizione ad alta tensione, non solo per un ordine d’arrivo mai scontato, ma soprattutto perché i comitati e le associazioni di cittadini che si sono attivati per raccogliere voti si sono fronteggiati lealmente con un agonismo senza pari, degno delle più importanti gare sportive, senza mai interrompere la propria corsa verso il traguardo dalla scorsa primavera. E non bisogna solo pensare a città contro città o borgo contro borgo: la piccola e meravigliosa città di Modica ha generato ben due candidature entrate nella top 10, in pochi chilometri quadrati.

 

A vincere questa edizione del censimento del FAI non sono stati solo i luoghi più votati, con le loro storie affascinanti e la loro necessità di cura, restauro e attenzione, ma anche l’intero patrimonio culturale e ambientale italiano, il cui immenso valore per la collettività in termini di identità, memoria, legami sociali, esperienze di vita e speranze future emerge limpidamente scorrendo la variegata classifica dei “Luoghi del Cuore” (consultabile sul sito www.iluoghidelcuore.it). Un progetto di sempre maggiore successo, con oltre 9.630.000 voti raccolti in totale dalla prima edizione del 2003 a oggi, in grado di amplificare in modo semplice e diretto il bisogno di essere ascoltati di tantissimi cittadini, ben consapevoli che abitare in centri urbani, piccoli o grandi che siano, con un tessuto tutelato e valorizzato, rappresenti un elemento di benessere, tanto quanto l’essere circondati da un paesaggio e da un ambiente ben conservati.

 

Se è vero che da Lombardia, Sicilia e Piemonte – le tre regioni più attive con rispettivamente 328.591, 301.826 e 241.727 voti raccolti – sono arrivate più di un terzo delle segnalazioni totali, la mappa dei siti amati coinvolge tutto il territorio nazionale e stupisce per eterogeneità di tipologie: dalle chiese alle aree naturali, dai castelli ai borghi, dalle aree archeologiche ai giardini urbani, dalle ferrovie ai ponti, anche in questa edizione del censimento è andata in scena una perfetta rappresentazione dell’inestimabile ricchezza culturale del nostro Paese. E, a sorpresa, è stato il Molise, nelle altre edizioni sempre abbastanza defilato, la regione con più voti in rapporto al numero di abitanti, mentre la Liguria è al primo posto per voti in rapporto alla sua superficie.

 

Ma qual è il motivo che spinge a partecipare al censimento “I Luoghi del Cuore”? Dare valore e garantire tutela, attraverso il FAI, all’“eredità culturale” dei territori, intesa – secondo la definizione riportata nella Convenzione di Faro, finalmente ratificata dall’Italia lo scorso settembre – come “un insieme di risorse ereditate dal passato che

 

le popolazioni identificano, indipendentemente da chi ne detenga la proprietà, come riflesso ed espressione dei loro valori, credenze, conoscenze e tradizioni”. E a impegnarsi per raggiungere questo obiettivo, tanto ambizioso quanto importante, sono soprattutto i comitati che si mobilitano per far votare il proprio luogo amato – nel 2020 se ne sono registrati 302, il 32,5% in più rispetto all’edizione precedente – limpida espressione del principio di sussidiarietà di cui si parla nell’articolo 118 della Costituzione. La loro azione è il cuore pulsante del censimento, l’atto d’amore che le persone dedicano, quali “ambasciatori dei territori”, ai luoghi che vogliono salvare da degrado e abbandono, o semplicemente far conoscere.

 

Nello slogan dell’iniziativa – IL TUO VOTO SALVA – è racchiusa la speranza di regalare un futuro a piccole e grandi bellezze d’Italia, che diventa più concreta maggiore è il numero di voti che si riescono a raccogliere (vedi box Premi e prossimi passi): oltre ai premi per i primi luoghi classificati e alla possibilità, per beni con almeno 2.000 voti, di partecipare al bando per richiedere un intervento di valorizzazione o restauro, un buon piazzamento permette anche di far giungere con più forza a istituzioni e media le istanze dei cittadini.

Ed ecco allora che 75.586 persone hanno espresso la loro preferenza per la Ferrovia Cuneo-Ventimiglia-Nizza, luogo al 1° posto della classifica nazionale, grazie anche all’impegno di tre comitati – Amici del Treno delle Meraviglie, Amici della Ferrovia Cuneo Ventimiglia Nizza e Amis du Train des Merveilles – che auspicano il potenziamento della linea e la sua valorizzazione. Un’opera che fonde la natura aspra delle Alpi Marittime con l’ingegno umano, ideata da Cavour a metà Ottocento, quando Nizza era sabauda, e che nei suoi 96 km di lunghezza include 33 gallerie e 27 ponti e viadotti, coprendo un dislivello di 1.000 metri e toccando 18 Comuni, in gran parte borghi montani. Semidistrutta dai tedeschi in ritirata nel 1943 e ricostruita negli anni Settanta con un accordo italo-francese da rinnovare, la ferrovia è un’infrastruttura necessaria per i residenti, con importanti potenzialità turistiche. Nel 2013 ha rischiato la dismissione ed è purtroppo interrotta dallo scorso ottobre a causa dello smottamento del Colle di Tenda causato dall’alluvione che ha isolato la Val Roya.

 

Al 2° posto con 62.690 voti si classifica il Castello di Sammezzano a Reggello (FI), edificio senza pari in Italia e con pochi confronti anche a livello internazionale per la rievocazione in 13 sale monumentali di capolavori architettonici di arte indiana e moresca, già vincitore dell’ottavo censimento “I Luoghi del Cuore” (anno 2016). Incagliato in una complessa situazione proprietaria, che ha visto avvicendarsi in anni recenti aste andate deserte e società in liquidazione, il castello, insieme al parco di 190 ettari che lo circonda, è da decenni in stato di grave abbandono ed è privo di tutti gli arredi storici. A fine 2019 è tornato proprietà della Sammezzano Castle srl, uscita da una procedura di fallimento, ma i comitati Savesammezzano e FPXA sono tornati a raccogliere i voti per tenere alta l’attenzione su un bene che merita di essere recuperato e fruito.

 

Il 3° posto è invece occupato dal Castello di Brescia, segnalato da 43.469 persone. Possente fortezza che rispecchia nelle sue stratificazioni la storia della città, dalla fondazione in epoca romana al dominio visconteo, dal governo della Serenissima fino all’epoca austriaca, che lo ha visto protagonista del Risorgimento cittadino, ospita un percorso museale ed è sede di eventi. La raccolta voti, a cui hanno aderito anche varie istituzioni, associazioni e aziende del territorio, è stata promossa dal comitato Amici del Cidneo onlus, nato per valorizzare il castello e il Colle Cidneo, considerati un unicum in Italia per dimensioni, ampiezza di aree verdi e posizione.

 

Al 4° posto si trova la Via delle Collegiate di Modica (RG), grazie ai 40.521 voti raccolti. Un percorso che unisce idealmente il Duomo di San Giorgio e le chiese di San Pietro e Santa Maria di Betlem, testimonianza della storia della città lungo i secoli, dal tardogotico al tardobarocco. Il comitato Le collegiate di Modica #culturacheunisce si è costituito per il censimento, per valorizzare e promuovere interventi di recupero per il grande patrimonio qui conservato, che rischia di deteriorarsi.

 

La decima edizione del censimento si è contraddistinta anche per l’attenzione registrata dalle due classifiche speciali lanciate all’avvio dell’iniziativa. La prima, dedicata ai Luoghi storici della salute in omaggio al personale sanitario impegnato nella lotta al Covid-19, ha visto trionfare la Chiesa e l’Ospedale di Ignazio Gardella ad Alessandria, al 5° posto della classifica nazionale con 30.391 voti: mentre l’ospedale è stato risistemato ed è funzionante, la chiesa, opera prima del grande architetto razionalista, versa in profondo stato di degrado e necessita di tempestivi restauri. Da questa classifica si evince quanto la tradizione della cura affondi radici secolari nel nostro Paese, con un patrimonio diffuso di beni di epoche diverse, che coinvolge ospedali, come il Complesso Morelli di Sondalo (SO), avanguardistico villaggio-sanatorio degli anni Trenta, chiese legate a complessi di cura, farmacie storiche, conventi e ville che hanno mutato destinazione, come l’Ambrogiana di Montelupo Fiorentino (FI), residenza medicea divenuta nel 1886 primo manicomio criminale del Regno d’Italia, e ancora complessi termali e aree verdi, come i giardini dell’Ospedale Militare di Taranto, dove per un particolare microclima si trovano specie di collina e tipiche del sottobosco.

 

La seconda classifica speciale riguarda invece l’Italia sopra i 600 metri, territori di grande valore ambientale e storico, con pochi abitanti e un notevole potenziale, ma spesso caratterizzati da problemi di dissesto idrogeologico, dalla mancanza di infrastrutture, servizi e risorse economiche oltre che da una forte tendenza allo spopolamento, a cui da tempo il FAI si impegna a dar voce. A vincere è stata la Ferrovia Cuneo-Ventimiglia-Nizza, ma il premio in palio, non cumulabile con quello assegnato al vincitore assoluto del censimento, spetta all’Eremo di Sant’Onofrio al Morrone a Sulmona (AQ), complesso arroccato su una rupe affacciata sulla Valle Peligna e legato a Papa Celestino V, al 9° posto della classifica nazionale con 22.442 voti. Migliaia i luoghi oggetto di segnalazione, tra cui borghi, come Vico Pancellorum (LU), frazione appenninica di Bagni di Lucca dove è nata la fantasiosa lingua arivaresca; chiese, come quella di Santa Maria Gesù Lo Piano a Polizzi Generosa (PA), nel parco delle Madonie; luoghi naturalistici, come il Sentiero del Brigante in provincia di Reggio Calabria, percorso di circa 130 km tra il Parco Nazionale dell’Aspromonte e il Parco Naturale Regionale delle Serre; luoghi simbolo della tradizione e della devozione popolari, come il Museo dei Misteri di Campobasso, dove si conservano i settecenteschi “ingegni” utilizzati durante la processione del Corpus Domini, che ha conquistato il 10° posto nazionale, e persino un teatro en plein air che è anche un’opera d’arte, il Teatro Andromeda a Santo Stefano Quisquina (AG), realizzato negli anni Novanta dal pastore di pecore Lorenzo Reina, con 108 pietre bianche a formare l’omonima costellazione.

 

Anche nell’edizione 2020 la lista dei siti amati è ricchissima di luoghi sorprendenti. Ne sono esempio il Ponte Acquedotto a Gravina in Puglia (BA) – al 7° posto della classifica nazionale – spettacolare struttura ad archi di 90 metri protagonista di una scena del nuovo film di James Bond No time to die; Villa Ottelio Savorgnan in provincia di Udine, dove uno studioso inglese ha ipotizzato si sia svolta la vicenda trasformata da Shakespeare in Romeo e Giulietta; il piccolo Molino dalla Torre “Zorzini” a Mezzana (TN), con la sua vecchia macina in pietra; un monumento funebre di età romana con una struttura a cuspide piramidale, noto come “Fescina”, a Quarto (NA); il Bacino del Rio Grande ad Amelia (TR), torrente tributario del Tevere che scorre tra i Monti Amerini, incontrando due antichi sbarramenti; Parco e Casale della Cervelletta, complesso fortificato nella Riserva Naturale della Valle dell’Aniene, che conquista il primo posto in Lazio per il secondo censimento consecutivo, e Forte Aurelia, che oggi ospita una sede operativa della Guardia di Finanza, entrambi a Roma; la Villa per Michelangelo Antonioni in Gallura (SS), una “Cupola” perfettamente integrata nella natura, progettata dall’architetto Dante Bini e oggi abbandonata; il Giardino degli Angeli in provincia di Bologna, parco ricco di fiori e piante creato in memoria di una giovane ragazza, scomparsa nel 2006.

 

 

PREMI DEL 10° CENSIMENTO “I LUOGHI DEL CUORE” E PROSSIMI PASSI

 

Al primo, secondo e terzo luogo classificato del censimento “I Luoghi del Cuore” 2020 – Ferrovia Cuneo-Ventimiglia-Nizza, Castello e Parco di Sammezzano e Castello di Brescia – saranno messi a disposizione da FAI e Intesa Sanpaolo, solo a fronte della presentazione di un progetto da concordare, contributi di 50.000, 40.000 e 30.000 euro, a cui si aggiungeranno 5.000 euro extra per i due siti che hanno superato 50.000 voti. Il premio di 20.000 euro in palio per i vincitori delle classifiche speciali Luoghi storici della salute e Italia sopra i 600 metri, verrà assegnato, rispettivamente, all’Ospedale e Chiesa di Ignazio Gardella e all’Eremo di Sant’Onofrio al Morrone; quest’ultimo lo riceverà al posto della Ferrovia Cuneo-Ventimiglia, poiché in nessun caso i premi sono cumulabili. Stesso discorso per il premio messo in palio per il luogo che ha ricevuto più voti via web, per il quale il FAI curerà la realizzazione di un video storytelling: il destinatario sarà il Ponte Acquedotto di Gravina, che lo riscuoterà al posto del Castello di Sammezzano.

In più, i referenti dei luoghi che hanno ottenuto almeno 2.000 voti, potranno candidare al FAI, attraverso il bando che verrà lanciato a marzo 2021, una richiesta di recupero o valorizzazione, legata a progetti concreti, attuabili in tempi certi e dotati di un cofinanziamento che assicuri un sostegno reale. Come nelle scorse edizioni, FAI e Intesa Sanpaolo selezioneranno entro novembre i luoghi vincitori.

Il FAI si farà inoltre portavoce di tutte le segnalazioni ricevute e, anche attraverso l’azione capillare delle sue Delegazioni presenti su territorio nazionale, solleciterà le istituzioni preposte affinché diano attenzione ai luoghi, sensibilizzando in particolare i Sindaci di tutti i 6.504 Comuni coinvolti e tutte le Regioni.

 

 

 

 

“In un tempo di straordinaria difficoltà, il fatto che i voti per i ‘Luoghi del Cuore’ siano stati oltre 2.300.000 è il segno che gli italiani considerano il loro amato Paese come un Paradiso perduto da ritrovare. È evidente una sempre più diffusa coscienza di luoghi speciali sparsi lungo tutta la penisola, così ben distribuiti e numerosi da rendere l’Italia una ‘potenza culturale’ e da incoraggiare il FAI a svolgere sempre meglio il proprio ruolo sussidiario nell’aiutare le Istituzioni pubbliche a tutelare e promuovere il proprio patrimonio di arte, storia e natura”, ha dichiarato Andrea Carandini, Presidente FAI.

 

Dal 2004 Intesa Sanpaolo affianca il FAI in questa iniziativa a favore della tutela e della valorizzazione delle bellezze artistiche e naturali del Paese, ambito che vede il Gruppo impegnato in prima persona. A questo si aggiunge la capillare diffusione sul territorio italiano che asseconda la presenza ben distribuita della Banca in tutte le regioni italiane.

 

Gian Maria Gros-Pietro, Presidente Intesa Sanpaolo, ha commentato: “Il brillante risultato di voti che i ‘Luoghi del Cuore’ del FAI hanno raccolto in un anno così particolare testimonia che la voglia di arte e di bellezza non si è spenta con la pandemia e che le persone rimangono sensibili alle piccole e grandi espressioni del patrimonio locale e partecipano al censimento con l’obiettivo di salvaguardarle. Alle meritorie finalità di tutela e di cittadinanza partecipativa del progetto, quest’anno si aggiunge il contributo a dare respiro alle professioni dell’arte, del restauro, del paesaggio in difficoltà e ad alimentare il turismo locale. L’enfasi data ai luoghi della sanità evoca il doveroso riconoscimento al personale sanitario, coerente con il sostegno e l’attenzione che Intesa Sanpaolo ha assicurato in questi mesi”.

 

 

Il censimento è stato realizzato sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il Patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo.

 

Il Servizio Pubblico è da sempre al fianco del FAI. Ma quest’anno la Rai testimonia in modo se possibile ancora più vivo il senso e l’orgoglio di questa collaborazione: in un Paese nel quale la pandemia ci costringe purtroppo a limitare i nostri spostamenti, diventa ancora più essenziale quella “finestra sulla bellezza” che i media Rai sono in condizione di spalancare, portando milioni di cittadini a diretto contatto con i “Luoghi del Cuore” votati in occasione del censimento 2020.

 

E grazie di cuore a tutti gli italiani che hanno partecipato!

25 febbraio 2021

FAI – Fondo Ambiente Italiano

Ufficio Comunicazione Stampa e New Media – Elisabetta Cozzi tel. 349 5572117; e.cozzi@fondoambiente.it

Ufficio Comunicazione Tv e Radio – Novella Mirri tel. 334 6516702; n.mirri@fondoambiente.it

 

Intesa Sanpaolo

Rapporti con i Media – Silvana Scannicchio tel. 335 7282324; stampa@intesasanpaolo.com

 

RISULTATI FINALI

DEL 10° CENSIMENTO “I LUOGHI DEL CUORE”

 

CLASSIFICA DEI LUOGHI PIU’ VOTATI IN SICILIA*

*luoghi che hanno ottenuto almeno 2.000 voti

 

Posizione in classifica nazionale  

VOTI

 

LUOGO DEL CUORE

4° 40.521 La Via delle Collegiate, Modica (RG)
6° 30.226 Chiesa Rupestre di San Nicolò Inferiore, Modica (RG)
13° 19.432 Chiesa di Santa Maria Gesù Lo Piano, Polizzi Generosa (PA)
15° 18.059 La Cripta del Duomo Di Messina, Messina
21° 13.887 Reale Cappella di Santa Venera nella Basilica Cattedrale, Acireale (CT)
25° 11.218 Scala dei Turchi, Realmonte (AG)
41° 7.480 Giardino Inglese, Palermo
70° 5.328 Bosco di Santo Pietro, Caltagirone (CT)
83° 4.672 Chiesa del Purgatorio, Castelvetrano (TP)
85° 4.586 Convento di S. Maria di Gesù Superiore, Messina
110° 3.741 Teatro Andromeda, Santo Stefano Quisquina (AG)
114° 3.578 Chiesa di Santa Maria di Gesù, Catania
115° 3.567 Pozzo di Gammazita e le Antiche Vie d’acqua di Catania
120° 3.357 Officina Delle Tradizioni Popolari, Agrigento
125° 3.266 Complesso Monumentale di S. Maria della Grotta, Marsala (TP)
131° 3.102 Maddalusa, Agrigento
133° 3.082 Castello Aragonese (XIV Sec.), Piazza Armerina (EN)
145° 2.927 Santuario dei SS. Martiri Alfio, Filadelfo E Cirino, Lentini (SR)
163° 2.647 Salto del Ventimiglia, Geraci Siculo (PA)
165° 2.613 I Santoni – Santuario rupestre della Dea Cibele, Palazzolo Acreide (SR)
176° 2.505 Piazza Magione, Palermo
177° 2.490 Castello Santapau, Licodia Eubea (CT)
178° 2.488 Lucchesiana, Agrigento
194° 2.299 Eremo di Santa Rosalia alla Quisquina, Santo Stefano Quisquina (AG)
199° 2.255 Chiesa di Santa Maria degli Angeli, Assoro (EN)
207° 2.142 Ex Convento di Sant’Agostino, Troina (EN)
208° 2.112 Costa tra Castellammare del Golfo e la Tonnara di Scopello, Castellammare del Golfo (TP)
213° 2.074 Teatro Massimo Bellini, Catania

Luoghi della classifica speciale “Italia sopra i 600 metri”

 

APPROFONDIMENTI SU ALCUNI DEI LUOGHI PIÙ VOTATI IN SICILIA:

Via delle Collegiate, Modica (RG)

La via delle Collegiate è un percorso che unisce idealmente il duomo di San Giorgio e le chiese di San Pietro e Santa Maria di Betlem, testimonianza della storia di Modica lungo i secoli, dal tardogotico al tardobarocco, fino agli ultimi interventi di inizio Novecento che, a seguito dell’alluvione del 1902, hanno visto l’impiego di una quantità ingente di risorse economiche, culturali, artistiche e spirituali. Il comitato “Le collegiate di Modica #culturacheunisce”, nato lo scorso maggio, è formato da rappresentanti delle tre chiese – due delle quali rientrano nel sito Unesco “Le città barocche della Val di Noto” – tutte rilevanti sul piano architettonico e che custodiscono inoltre significative opere d’arte. In occasione del 10° censimento “I Luoghi del Cuore”, i parroci hanno infatti sottoscritto un protocollo di intesa per la partecipazione all’iniziativa e il comitato si è mobilitato per raccogliere voti con l’intento di valorizzare e promuovere interventi di recupero per il grande patrimonio culturale qui conservato che, a causa del passare del tempo, rischia inesorabilmente di deteriorarsi.

Chiesa rupestre di San Nicolò Inferiore, Modica (RG)

La Chiesa rupestre di San Nicolò Inferiore è la più antica tra le chiese di Modica. Di origine medievale, fu riscoperta casualmente nel 1987, durante lo sgombero di un’abitazione privata del centro storico e nel 1992 venne acquistata dal Centro Studi sulla Contea di Modica, che si occupò, attraverso scavi archeologici, di riportare alla luce le varie stratigrafie che testimoniano la sua evoluzione. Il piccolo edificio, in pessimo stato di conservazione anche a causa di usi impropri – fu utilizzato anche come garage – è costituito da un ambiente di circa 45 metri quadrati e da un’abside semicircolare rivestita da affreschi di epoca bizantina, con il Cristo Pantocratore circondato da angeli. Lungo le pareti è visibile una seduta ottenuta dalla roccia calcarea in cui è scavata la chiesa. L’edificio rappresenta la traccia più evidente e conservata di architettura rupestre bizantina nell’area dei Monti Iblei ed era probabilmente il luogo di culto del quartiere grecofono altomedievale della città. Il comitato “Abbi cura insieme a noi di San Nicolò Inferiore” riunisce diverse associazioni territoriali che si sono attivate al censimento del FAI per garantire un futuro alla chiesa e in particolare agli affreschi.

 

Chiesa di Santa Maria Gesù Lo Piano, Polizzi Generosa (PA)

Attestata dal 1301, nel 1535 la Chiesa di Santa Maria Gesù Lo Piano fu sede del Senato cittadino istituito da Carlo V. È ancora visibile su un lato una mano in pietra che sosteneva lo stendardo per indicare alla popolazione la riunione. La facciata principale, rinnovata nel 1770, è ritmata dal portale e da paraste, che sorreggono un cornicione, sormontato dal campanile a vela. Il portale laterale, romanico, presenta un arco a tutto sesto che culmina con un bassorilievo raffigurante la Vergine. La chiesa, a navata unica, ha una copertura a capriate, in abete abies nebrodensis, uno dei più preziosi endemismi del Parco delle Madonie, relitto dell’ultima glaciazione. La copertura rappresenta l’unica testimonianza di uso costruttivo di tale specie di abete, di cui oggi restano solo 29 esemplari. Il comitato “La Chiesa di Santa Maria Gesù Lo Piano nel cuore” si è attivato per la tutela del bene, inagibile. La chiesa è “Luogo del Cuore” degli stilisti Domenico Dolce, la cui famiglia è originaria di questo borgo all’interno del Parco delle Madonie, e Stefano Gabbana che ricordano, in una video testimonianza registrata a sostegno del luogo, che (…) “la prima collezione è stata concepita lì, per cui per noi Polizzi è il vero ‘luogo del cuore’”. La Chiesa rientra nella classifica speciale Italia sopra i 600 metri.

Cripta del Duomo, Messina

Gioiello storico e architettonico semisconosciuto, la Cripta del Duomo di Messina è una chiesa sotterranea, scoperta nel 2009, con annesso uno scolatoio di cadaveri dove venivano posti a essiccare i defunti attraverso un procedimento di mummificazione naturale. Costruita contestualmente alla Chiesa Madre a cui in origine era collegata, la cripta fu realizzata nel 1081 per volere del re normanno Ruggero II. Nel Seicento, quando fu affidata alla Congregazione Schiavi della Madonna della Lettera, la cripta fu ristrutturata e abbellita con stucchi, statue e affreschi barocchi. Sopravvissuta a terremoti e alluvioni, è l’unica struttura originale rimasta dell’antico impianto chiesastico, quasi interamente ricostruito dopo il sisma del 1908 e gli incendi causati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Per la sua tutela e valorizzazione il comitato “La Cripta del Duomo di Messina Luogo del Cuore FAI” ha scelto di attivarsi al censimento 2020.

Reale Cappella di Santa Venera nella Basilica Cattedrale di Acireale (CT)

La Reale Cappella di Santa Venera è un gioiello barocco dedicato alla patrona di Acireale nella Cattedrale cittadina. Edificata tra il 1680 e il 1697 grazie al lascito del benefattore Troilo Saglimbene, custodisce il prezioso busto reliquiario della Santa realizzato nel 1651 dall’argentiere messinese Mario D’Angelo. Le pareti, rese dinamiche dalle colonne tortili e dai pregevoli stucchi a opera del romano Girolamo Baragioli, sono interamente affrescate dal messinese Antonio Filocamo (1669-1743). Con grazia ed eleganza tutta settecentesca, i dipinti raffigurano la Predica e il Martirio di Santa Venera nei quadroni laterali e la Gloria della Santa nella volta. Nel tempo, la Reale Cappella è divenuta il “cuore” della città, la cui identità si costruisce e si consolida proprio attorno al culto della Santa Patrona. Il Comitato “Deputazione della Reale Cappella di Santa Venera” attraverso la raccolta voti al censimento del FAI desidera evidenziare la necessità di restauro di affreschi, stucchi e dorature della Cappella.

Scala dei Turchi, Realmonte (AG)

Il suo nome risale al XVI secolo, quando i pirati saraceni, impropriamente chiamati “Turchi”, la utilizzavano come punto di approdo per saccheggiare i paesi limitrofi. Si tratta di una parete rocciosa di marna bianca che riproduce la forma di una scala dal profilo smussato, curvo e irregolare; un vero monumento naturale, che si protende sul mare tra Agrigento e Porto Empedocle, separando due spiagge sabbiose. L’intera costa dove insiste la Scala dei Turchi è stata catalogata come zona a rischio idrogeologico; nonostante ciò l’area è da tempo oggetto di abusivismo. Dagli anni Ottanta del Novecento, una delle spiagge ai suoi piedi era deturpata dallo scheletro di cemento di un complesso alberghiero mai concluso. Grazie alla mobilitazione al censimento “I Luoghi del Cuore” 2008, il FAI ha agito in favore del bene affiancando Legambiente in una battaglia legale che, nel 2013, ha portato all’abbattimento dell’ecomostro. FAI e Intesa Sanpaolo hanno inoltre sostenuto la demolizione di un altro edificio abusivo su uno dei terrazzi rocciosi in cima alla Scala. È seguita la riqualificazione dell’area, trasformata in belvedere pubblico in collaborazione con il Comune. Negli anni a seguire il luogo è stato oggetto di attenzione per via degli usi impropri e per i fenomeni di dissesto idrogeologico a cui è soggetto. Il FAI ha inoltre espresso alcune osservazioni al Piano Regolatore di Realmonte in adozione, che riguardavano in particolare le strategie regolatorie dell’area costiera in cui ricade anche la Scala dei Turchi. Il comitato “Realmonte-Città della Scala dei Turchi” sta nuovamente raccogliendo voti per tutelarla.

Giardino Inglese, Palermo

Progettato nel 1850 “all’inglese” da un giovanissimo Giovan Battista Filippo Basile, che vide la collaborazione del botanico Vincenzo Tineo e dell’architetto Carlo Giachery, entrambi suoi maestri nonché protagonisti del fermento culturale e accademico della Sicilia di primo Ottocento. Il giardino inglese di Palermo è stato recentemente dedicato alla memoria del Presidente della Regione Siciliana Piersanti Mattarella, vittima il 6 gennaio 1980 di un agguato mafioso. Il comitato “Illuminiamo il Giardino Inglese Mattarella” ha raccolto i voti con l’obiettivo di una maggiore salvaguardia per questo parco, tra i più rappresentativi e amati della città, che necessita di importanti interventi di recupero che sappiano rilanciarne il fascino e l’immagine romantica in chiave contemporanea.

 

Bosco di Santo Pietro, Caltagirone (CT)

Il Bosco di Santo Pietro rappresenta il più vasto relitto di sughereta mista a lecceta della Sicilia centro meridionale. Donato agli abitanti di Caltagirone dal conte Ruggero detto il Normanno nella seconda metà del XII secolo, fino alla fine dell’ultimo conflitto mondiale il bosco di Santo Pietro ha rappresentato la più grande risorsa della città di Caltagirone: un immenso capitale naturale ed economico che consentì alla città di ricostruire autonomamente i principali monumenti pubblici dopo il disastroso terremoto del 1693. Da una sola “decortica” di sughero si ricavavano fino a 15.000 “carretti” di preziosa scorza principalmente destinata alla produzione di tappi in una miriade di grandi e piccole fabbriche sparse su tutta la città. Il luogo è degno di nota anche per l’indice di biodiversità che in esso resiste e si conserva: oltre 400 specie di vegetali alcuni dei quali anche rari, circa 100 di fauna avicola, tendenzialmente in crescita e mammiferi come la Martora, l’istrice, il gatto selvatico e numerosi rettili. Negli ultimi 10 anni sono stati innumerevoli i danni causati dagli incendi dolosi. L’obiettivo del comitato “Riprendiamoci il bosco” è quello di portare all’evidenza della Regione siciliana la necessità che sia re-istituita la Riserva naturale orientata “Bosco di Santo Pietro”, decaduta nel 2006, fondamentale per una maggiore tutela e riqualificazione dell’area.

 

Chiesa del Purgatorio, Castelvetrano (TP)

La costruzione del sacro edificio iniziò nel maggio del 1642 per volere di Diego Aragona Pignatelli principe di Castelvetrano. I lavori coinvolsero i resti di una piccola chiesa preesistente già retta dalla Congregazione del Purgatorio e terminarono nel 1664. La chiesa presenta una planimetria basilicale a tre navate, sormontata dal claristorio sostenuto da colonne con archi a tutto sesto. L’edificio culmina in un’abside rettangolare ove campeggia l’altare maggiore. Gli altari delle navate laterali sono posti in piccole cappelle di gusto baroccheggiante. L’aula è coperta da una volta a botte riccamente stuccata ed affrescata, mentre le navate laterali sono coperte da volte a crociera. Le cappelle laterali sono caratterizzate da paraste in stucco e decorate da cornici e fregi con motivi floreali. Notevole la decorazione delle coperture eseguite nel 1746 dagli stuccatori di origine castelvetranese, i fratelli Nicola e Gaspare Curti. L’edificio subì un restauro statico nella prima metà del Novecento mentre negli anni ’60 gli eredi dei principi Pignatelli si adoperarono per la sostituzione degli antichi pavimenti in terracotta con il marmo. Attualmente la chiesa è chiusa per la messa in sicurezza del tetto, ma richiede ulteriori lavori di restauro al fine di poterla rendere fruibile al pubblico, per questo motivo il comitato “Chiesa del Purgatorio” ha scelto di votarla come Luogo del Cuore.

 

Convento di Santa Maria di Gesù Superiore di Messina

Forse il più antico convento carmelitano in Europa, costruito molto probabilmente sopra un monastero del 1166. Le sue vestigia sono state casualmente individuate nel 1989 durante i lavori per la costruzione di una strada. Alcuni studiosi ritengono che nella cripta sottostante la chiesa, ancora oggi interrata e da indagare compiutamente, si conservino le spoglie di Antonello da Messina, sulla cui sepoltura c’è un dibattito aperto tra gli storici. Negli ultimi anni è stata attivata una raccolta fondi per il recupero dell’area e dei resti del convento con l’annessa cripta, di proprietà della Curia. Il comitato “Amici del Convento di Santa Maria di Gesù Superiore”, che si è attivato al censimento, è composto da un gruppo di volontari che dal 2011 si prende cura del sito archeologico e si occupa dell’apertura al pubblico.

 

Teatro Andromeda, Santo Stefano Quisquina (AG)

Realizzato all’inizio degli anni ‘90 dal pastore Lorenzo Reina, che da ragazzo portava il suo gregge di pecore al pascolo e scolpiva alabastri la notte come passatempo. 108 pietre bianche, come la costellazione della galassia Andromeda, si stagliano sulla sabbia scura della cavea a 1000 metri di altitudine, davanti a un panorama mozzafiato. Un luogo ricco di fascino, un’opera visionaria in continuo divenire, un teatro all’aperto che è un’opera d’arte en plein air. Per entrare nel teatro si passa attraverso una porta che diventa simbolo di passaggio da un mondo conosciuto a un nuovo mondo. Lorenzo Reina è stato il primo progettista non laureato in architettura invitato a partecipare alla Biennale Internazionale di Architettura di Venezia, dove nell’edizione 2018 ha portato quello del suo Teatro tra i sessanta progetti di “Arcipelago Italia” presso il Padiglione Italia curato dall’architetto Mario Cucinella (Palermo, 1960). Il luogo rientra nella classifica speciale Italia sopra i 600 metri.

 

Castello Aragonese (XIV Sec.), Piazza Armerina (EN)

Il Castello Aragonese di Piazza Armerina sorge sul lato meridionale della Piazza Castello, situata sul “Colle Mira”, nell’antico nucleo medievale della città, l’odierno quartiere Monte. La fortezza presenta una pianta rettangolare con quattro torrioni quadrangolari disposti ai vertici, collegati da mura e bastioni a impianto trapezoidale: indubbi gli influssi dell’architettura federiciana sveva. Le origini del castello non sono documentate, gli storici ne collocano la fondazione tra il 1392 e il 1396 e ne attribuiscono l’edificazione all’aragonese Martino I il Giovane, Re di Sicilia, sposo della Regina Maria, figlia di Re Federico IV il Semplice. L’edificio doveva assolvere una funzione principalmente difensiva e solo in misura secondaria residenziale. Dopo il 1812 il castello fu adibito a carcere e furono operate alcune rilevanti trasformazioni. Il Castello Aragonese è oggi di proprietà di un privato cittadino che si è occupato di alcuni interventi al fine di renderne possibile, almeno in parte, la fruizione. Il comitato “Amici del Castello Aragonese di Piazza Armerina” auspica che le attività di recupero del luogo possano proseguire e altre aree del castello possano in futuro essere visitate.

 

Santuario dei SS. Martiri Alfio, Filadelfo e Cirino, Lentini (SR)

Il santuario diocesano dei santi martiri Alfio, Filadelfo e Cirino in Lentini, più comunemente noto come “Chiesa della Fontana”, è tra i luoghi sacri più cari dell’intera comunità religiosa legata al culto e alla devozione verso i tre santi fratelli, patroni della città di Lentini e di molte altre città della Sicilia. La chiesa si erge sul luogo in cui i santi subirono il martirio il 10 Maggio del 253 d.C. In una rappresentazione cartografica manoscritta della città di Lentini del 1584, conservata presso la Biblioteca Angelica di Roma, tra i vari edifici religiosi elencati in legenda si distingue “la fontana di li Sancti Martyri”, a testimonianza che la chiesa era già esistente. Dopo il disastroso terremoto del 1693, la chiesa fu ricostruita nello stesso luogo e fu riaperta al culto nel 1711. L’edificio oggi si presenta a navata unica quadrangolare senza transetto, ha una copertura a botte e un catino absidale nel quale è inglobato un pozzo; la facciata è a capanna e ad essa vi si accosta la loggia campanaria, eretta sopra i locali dell’attuale sagrestia. Il Santuario custodisce al suo interno pregevoli opere d’arte, tra cui le preziose sculture cinquecentesche a grandezza naturale dei tre Santi Martiri seduti in trono.

 

 

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