Mezzo milione di euro buttati al vento: l’ultimo regalo della maggioranza Dipietro alla città.
A differenza di tanti protagonisti della politica ennese che in questi anni si sono distinti per giravolte e cambi di casacca, mi sono sempre sforzato di esercitare il mio ruolo di opposizione mantenendo salde le mie posizioni: avrò certo commesso degli errori, ma sulla coerenza non accetto lezioni da chi ha perso ogni tipo di credibilità politica in cinque (e più) anni di mandato.
Nel 2024 votai convintamente contro la proroga dell’Ente Autodromo per una ragione chiara: serviva uno statuto nuovo rispetto a quello, ormai scaduto, vecchio di 30 anni che aveva contribuito a determinare il disastro a cui abbiamo assistito negli ultimissimi anni, in cui l’autodromo si era ridotto a organizzare due/tre corsette l’anno con poche decine di spettatori a fronte di una spesa che si avvicinava al milione di euro (di fondi quasi tutti pubblici). Con quel voto ci eravamo assunti un impegno preciso: ritornare entro la fine del mandato con uno statuto nuovo, moderno, che potesse finalmente porre fine a quello che ormai era diventato un inutile e costosissimo giocattolo ben lontano dai fasti del passato.
Quell’impegno lo abbiamo mantenuto: ieri in aula è stata presentata una proposta di delibera per l’adozione di un nuovo statuto (già approvato sia dalla Provincia che dell’ACI) la cui approvazione avrebbe posto fine allo stato di liquidazione dell’ente e avrebbe consentito di riaprire un ragionamento politico sul futuro di Pergusa e dell’Autodromo e, soprattutto, su come rilanciare un’intera area.
Inspiegabilmente, ieri le forze politiche di maggioranza hanno deciso di votare contro. Per partito preso? Per poter poi dire, mistificando la realtà, che “è stato il PD!!”? Poco importa.
Quello che importa è che grazie al voto contrario delle forze politiche che sostengono l’attuale amministrazione, l’Ente Autodromo resterà in stato di liquidazione fino al 2030. Tradotto: tutto fermo, tutto bloccato, tutto immobile e abbandonato al declino.
Oltre il danno, la beffa: lo stato di liquidazione continuerà a gravare sulle tasche dei cittadini ennesi 100.000 euro l’anno per…nulla.
E allora il tema, probabilmente, non è il voto di ieri, non è neanche l’Ente Autodromo, è la manifesta incapacità di governare la città di una classe politica che ha condotto Enna in uno stato di regressione cronica in tutti i settori. E se l’unica risposta che chi attualmente amministra da 11 anni sa dare per giustificare i propri insuccessi è “è stato il PD!” allora forse qualche domanda i cittadini di questa città dovrebbero cominciare a porsela.
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