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Vento nuovo nel Sud Est siciliano nasce il Consorzio tutela vini Valdinoto «Tra gli obiettivi la Doc unica»

Riccardo Novembre 23, 2025 6 minuti letti

Vento nuovo nel Sud Est siciliano
nasce il Consorzio tutela vini Valdinoto
«Tra gli obiettivi la Doc unica»

Presentato in anteprima al Vinitaly è frutto di un importante ricambio generazionale
che oggi vede a capo delle 25 aziende consorziate donne e uomini che hanno offerto una nuova visione del territorio, convinti che fare rete e cooperare sia l’unica strada da percorrere
per tutelarsi dalle contraffazioni, e che lo spirito di squadra sia fondamentale per affermarsi
Tra gli obiettivi l’aggiornamento dei disciplinari e la creazione della Doc Val di Noto

Web: https://www.consorziovaldinoto.it/
Facebook: https://www.facebook.com/profile.php?id=61573613638894
Instagram: https://www.instagram.com/consorzio_valdinoto/

Dopo aver ufficialmente debuttato all’ultima edizione del Vinitaly, il Consorzio tutela vini Valdinoto – l’ultimo nato sull’Isola, l’ottavo tra quelli riconosciuti dal Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare – è pronto ad affrontare le sfide del settore. Una presentazione ufficiale sul territorio è sempre un buon punto da cui partire per lavorare alla tutela delle tre Doc del territorio (Noto, Siracusa ed Eloro) e la Igt di Avola (uno tra i vini più contraffatti anche oltreoceano), e contemporaneamente promuovere l’identità del Sud-Est enologico, affinché i vini diventino uno strumento di attrattività.
Il Consorzio tutela vini Valdinoto nasce dalla necessità di fare rete di un territorio piccolo e particolarmente fertile, in un momento di grande rinnovamento per le aziende del territorio, ma anche di grande crisi per il segmento vitivinicolo.
Dopo tutta una serie di tentativi falliti, oggi il Consorzio tutela vini Valdinoto mette insieme 25 aziende per una superficie di oltre 300 ettari vitati coltivati principalmente a Nero d’Avola e Moscato, distribuiti fra Siracusa, Avola, Noto, Rosolini, Pachino, Portopalo di Capo Passero e Ispica. Il Consorzio Valdinoto, a forte trazione femminile, è frutto di un importante ricambio generazionale che ha interessato tutto il territorio e che oggi vede a capo delle aziende donne e uomini che hanno offerto una nuova visione, convinti che fare rete e cooperare sia l’unica strada da percorrere per tutelarsi dalle contraffazioni, e che lo spirito di squadra sia fondamentale perché il Val di Noto possa rafforzare la sua identità, non solo vitivinicola.
La giornalista Carmen Greco ha moderato la presentazione nell’ex Cantina Sperimentale di Noto, luogo simbolo della storia delle viticultura siciliana, ex convento che a metà ‘800 ospitò la Reggia Cantina sperimentale di Sicilia. «Il nostro è un territorio d’eccellenza, uno dei più vasti d’Italia che crede molto nelle sinergie – ha detto sindaco di Noto, Corrado Figura – e nel partenariato pubblico-privato per la valorizzazione di luoghi storici come la Cantina sperimentale».
Alla presentazione hanno partecipato i vertici del Consorzio – la presidente Angela Sergio, la direttrice Teresa Gasbarro e il vicepresidente Carlo Scollo – oltre all’onorevole Luca Cannata, Vito Bentivegna, direttore dell’Istituto regionale del vino e dell’olio (Irvo), Vincenzo Scrofano e Saro Cavallo, rispettivamente vicesindaco di Pachino e consigliere comunale di Rosolini.
Il lungo iter che ha portato alla nascita del Consorzio di tutela vini Valdinoto è stato introdotto dalla presidente Angela Sergio: «Un ringraziamento particolare va a quanti ci hanno preceduto e spianato la strada – ha detto la presidente Sergio -. Oggi tutte le aziende sono impegnate quotidianamente a raccontare la storia e la tradizione del territorio, ma è nata l’esigenza di comunicare i nostri vini in un modo più contemporaneo, con grammatiche comunicative nuove».
Per l’occasione è stato presentato il logo del Consorzio tutela vini Valdinoto, nato da un concorso di idee lanciato tra le scuole del territorio, che ha visto prevalere una delle proposte del Liceo artistico Gagini di Siracusa, esattamente quella della classe di grafica guidata dalle docenti Daniela Nieli e Giovanna Galizia.
«Il logo riproduce la forma stilizzata della Sicilia, che costituisce la base visiva del marchio – ha detto la studentessa Giulia Norma, autrice del logo – all’interno dell’area geografica del Val di Noto è stato posizionato un grappolo d’uva arricchito da una foglia la cui forma richiama elementi del Barocco siciliano. Questo dettaglio celebra l’unicità architettonica e culturale che accomuna i territori della zona, alcuni dei quali riconosciuti patrimonio Unesco, e comunque profondamente legati alla tradizione del vino».
Non solo tutela e vigilanza, il Consorzio tutela vini Valdinoto va oltre, e tra gli obiettivi che si posto c’è quello di aggiornare i disciplinari, allargando le maglie ad alcuni bianchi: «Oltre ai più diffusi Grillo e Cataratto – spiega la direttrice Teresa Gasbarro- abbiamo già istituito un gruppo di lavoro che sta analizzando nello specifico i vitigni più utilizzati in zona, in modo da aggiornare il disciplinare e renderlo quanto più aderente alle produzioni del territorio».
La direttrice Gasbarro ha poi presentato alcuni dati prodotti da Irvo che ben spiegano la condizione produttiva del territorio: dei 1404 ettari vitati nella sola provincia di Siracusa, solo153 sono rivendicati; nello stesso territorio nel 2022 sono stati prodotti 105.978 ettolitri di vino, di cui solo il 4,3% certificati, un dato che nel 2024 è diminuito del 43%.
A fronte di questi dati il Consorzio Valdinoto ha manifestato la necessità di creare una Doc Val di Noto che possa unificare le tre Doc già esistenti: «Che diventerebbero – precisa Gasbarro – le sottozone. Così facendo manterremo la storicità delle tre denominazioni e semplificheremo, potenziandola, la nostra efficacia comunicativa e commerciale. In un momento in cui il mondo del vino soffre per tanti motivi, dai dazi doganali sulle esportazioni alla lotta alle bevande alcoliche, è necessario essere uniti e coesi, fare squadra».
Un obiettivo ambizioso ma non impossibile, accolto di buon grado anche da Vito Bentivegna, direttore dell’Istituto regionale del vino e dell’olio: «Quella di creare un’unica Doc è una richiesta molto importante che va avanzata all’Assessorato regionale. Dal canto nostro, siamo sempre disponibili a supportare le aziende e il Consorzio, consapevoli che la giusta scelta operata oggi può fare la differenza domani. In questa prospettiva ritengo sia importante che le aziende del territorio si facciano sentire, dando forza numerica e supporto, non solo morale, al Consorzio Valdinoto».
Entusiasta della proposta anche l’Onorevole Luca Cannata: «Ho seguito il riconoscimento da parte del Ministero del Consorzio Valdinoto sin dalle prime battute. Il vino è un attrattore di sviluppo del nostro territorio ed è all’attenzione del Ministro Francesco Lollobrigida. Con la vostra capacità di fare rete, andando oltre i personalismi, state dando un grande esempio, ed oggi sono qui per dirvi che il Governo vi sostiene».
Il Il Consorzio Valdinoto registra anche la necessità di promuovere la cultura del “bere bene” e del “bere locale”, partendo dagli esercenti – che proponendo vini locali aiuterebbero l’intera filiera – e dai più giovani, che spesso guardano il vino con sospetto. «Il nostro compito è quello di semplificare il linguaggio del vino – conclude Gasbarro – promuovendo le nuove interpretazioni di vitigni come il Nero d’Avola, che oggi giocano su piacevolezza e bevibilità».
«L’attività del Consorzio, che anzitutto produce e tutela i nostri vini – aggiunge il vicepresidente Carlo Scollo -, deve lavorare parallelamente e di concerto con La Strada del Vino del Val di Noto che promuove il territorio attraverso le sue eccellenze, su tutti l’enoturismo. Adesso tutti insieme dobbiamo impegnarci per cooperare su un percorso enogastronomico, che può rappresentare la svolta del futuro».

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