Venerdì 5 dicembre alle ore 21 Guido Celli e Sergio Beercock si esibiscono al Garage a Enna Bassa (Via Leonardo da Vinci 2) con il poema concerto LA FOCE VERSO L’INGUINE DEL MONDO, la loro prima collaborazione artistica.
La performance è il risultato di una mini-residenza durante la quale il poeta romano, in tour in Sicilia con i suoi poemi, e il performer anglo-siciliano hanno lavorato insieme al garage per alcuni giorni sviluppando così il primo progetto in comune a partire da “L’INGUINE DEL MONDO”, la più recente performance in due atti pensata e scritta da Celli.
Sia Beercock che Celli conoscono bene il Garage e vi hanno portato in scena, in diverse occasioni negli ultimi anni, performance teatrali e audio, concerti, reading. Il Garage è quindi particolarmente felice di creare le condizioni per far lavorare assieme i due artisti ed è lieto di poter fare da cornice alla loro prima apparizione in coppia, a tutti gli effetti un debutto.
L’ingresso è di 5 euro, con tessera garage 2021-22.
Guido Celli nasce a Roma nel 1979. Nella vita precedente ha fatto il pugile, il buttafuori, il pulitore, il facchino, il manovale e il magazziniere. Ora fa l’artista. Scrive e pubblica poemi, li performa in giro per l’Italia, dirige videoclip, incide e produce musica.
Ha collaborato con diversi artisti fra cui Flavio Giurato, Joe Lally (Fugazi), Arash Irandoust, Emanuele Poki, Daniele Aristarco, Sara D’Uva, Vincenzo Drago, Giulia Tripoti, Curandero, Cian Donnelly. La rivista di Milano “L’Almanacco de La Terra Trema” ospita spesso le sue poesie più recenti. Porta, con Caterpillar, in giro per teatri, la pièce “Era solo un ragazzo (Per una pedagogia dei padri in poema)”, con Vito Maria Laforgia i poemi/concerto per viola da gamba e voce “Madre Materno” e “C’è un cielo che vola in cielo, Celeste”, con Peppe Leone il poema ritmico “Pietra Madre”, con Edoardo Pellegrini la voce in scenografia errante “Le vie dell’errar e” e con Martina Ricciardi e Marco Ambrosini il poema in danza per viola d’amore a chiavi “Trilogia della cicatrice”, con Luca Guidi il poema/canzone “Ci ha detto Rachele”.
Sergio Beercock, nato a Kingston upon Hull in Inghilterra da madre siciliana e padre inglese,
è un artista poliedrico che si muove con disinvoltura tra musica e teatro. Il suo cantautorato emerge dalla tradizione popolare britannica e pizzica le corde di tutta l’Europa e dell’America del Sud, intrecciandovi talvolta quelle del soul-jazz afroamericano. La sua voce a volte narra, a volte crea, a volte si comporta da strumento musicale per accompagnare l’ascoltatore verso un racconto intimo che a tratti vira verso la psichedelia.
Da musicista, ha pubblicato il suo primo album solista “Wollow” (2017, 800A Records), e lo ha promosso in due anni di tour tra Italia e Regno Unito in radio, clubs, teatri e festivals; dal 2015, ha lavorato in featuring con artisti e produttori come Giovanni Sollima, Fabio Rizzo, Alessio Bondì, Go-Dratta e molti altri. Da performer, lavora in vari collettivi teatrali anche come regista: le sue colonne sonore e i suoi spettacoli hanno debuttato in Italia al Santarcangelo Festival e Primavera dei Teatri ed è stato finalista al 30° Premio Scenario. Con “see you around the bend” ha iniziato una nuova fase artistica che parte dal concept “Voce. Corpo. Rito.” in cui BEERCOCK indaga i mezzi e i confini della voce e del corpo in quanto strumenti, ponendoli al centro della sua nuova ricerca che conduce al nuovo album “Human Rites”, uscito a dicembre 2020 (800A Records) con il sostegno di MiBact e SIAE nell’ambito dell’iniziativa “Per Chi Crea”. Ha di recente pubblicato “VoceCorpoRito” (Bisso Edizioni), una raccolta di poesia in versi liberi che raccontano e svelano suggestioni e ispirazioni del percorso alla ricerca di un linguaggio autentico, nati durante la realizzazione del progetto discografico Human Rites.


