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USB: In piena pandemia condannati all’esilio centinaia di docenti di ruolo siciliani

In piena pandemia condannati all’esilio centinaia di docenti di ruolo siciliani
Il 31 Agosto tutti gli uffici scolastici provinciali della Sicilia hanno provveduto a pubblicare le utilizzazioni ed assegnazioni provvisorie interprovinciali, con centinaia di docenti che si sono spostati da una provincia all’altra della Sicilia, lasciando vacanti nelle province di titolarità altrettanti posti che sarebbero stati a disposizione dei docenti “esiliati” che da anni combattono la loro battaglia per una mobilità che li porti definitivamente a casa.
Nel pieno rispetto della normativa, questi posti liberatisi il 31 Agosto dovevano essere riutilizzati dagli uffici scolastici provinciali per garantire le assegnazioni provvisorie di quanti in prima battuta non avevano trovato posto, consentendo almeno per un anno a questi docenti esiliati di poter svolgere il loro servizio a casa.
La scelta dell’USR Sicilia di non consentire lo scorrimento delle graduatorie sui posti vacanti ha di fatto condannato alla partenza tantissimi lavoratori, una scelta squisitamente politica operata dalla nuova dirigenza dell’USR Sicilia, ancora più grave perché attuata in piena pandemia, che ha tolto a questi docenti la possibilità di tornare sui posti vacanti che gli spettavano di diritto perché liberi prima dell’inizio di settembre.
Consideriamo la decisione dell’USR Sicilia un atto di protervia nei confronti dei docenti esiliati, una sorta di punizione “nordista” verso i docenti del Sud, la cui unica colpa è quella di aver subito il terribile algoritmo della cattiva scuola renziana, ma che da anni continuano a contribuire al funzionamento della scuola pubblica statale nella loro terra attraverso il sistema delle assegnazioni provvisorie interprovinciali.
Quello che sta accadendo in Sicilia in queste ore ci fa ripensare ad una vecchia massima di Gore Vidal: “Nel burocrate c’è qualcosa che non ama la poesia” … noi aggiungiamo anche che non ama l’umanità.

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