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Ugl. Il segretario generale Capone ieri a Catania per incontrare i dirigenti del sindacato e serrare i ranghi. “Non abbassare la guardia, in arrivo mesi caldi per occupazione ed economia”

Ugl. Il segretario generale Capone ieri a Catania per incontrare i dirigenti del sindacato e serrare i ranghi. “Non abbassare la guardia, in arrivo mesi caldi per occupazione ed economia”

La situazione economica ed occupazionale, le politiche del Governo nazionale per fronteggiare l’emergenza causata dal Covid-19, sono stati i temi principali dell’incontro che si è tenuto a Catania ieri pomeriggio tra il segretario generale della Ugl Francesco Paolo Capone ed i dirigenti sindacali dell’Unione territoriale etnea. Dopo i saluti del segretario catanese Giovanni Musumeci, che ha sottolineato come questa singolare condizione che ha investito tutto il paese, ha reso ancor più marcate le difficoltà di una città come Catania già provata dal dissesto economico – finanziario e dalle vicende che hanno coinvolto l’ente comunale anche di recente. Musumeci ha anche ricordato come in questi mesi l’attività della Ugl sul territorio è stata intensa non solo per la tutela dei diritti dei lavoratori, ma soprattutto per la tenuta sociale e lo sviluppo nell’area metropolitana ai piedi dell’Etna. Dal canto suo, invece, nel lungo intervento il segretario Capone, dopo aver ringraziato i dirigenti della Ugl locale per l’impegno costante e determinato, che ha significato nel tempo la crescita dei quadri e degli iscritti, ha espresso forte preoccupazione per l’imminente futuro del sistema Italia. “Se da una parte possiamo considerare che ci siamo ormai lasciati alle spalle la fase acuta di questa emergenza sanitaria, dall’altra riteniamo che stiamo per andare incontro ad un autunno e un inverno caldi sul fronte economico e non solo. In questa fase, ancor più che in precedenza, l’organizzazione sindacale è chiamata a non abbassare la guardia – ha detto il segretario generale. Quando finiranno tutte le misure tampone, che fino ad oggi hanno caratterizzato queste fasi, temiamo ci potrà essere un milione in più di disoccupati. Questo perché, oltre ad esserci leggi e provvedimenti condizionati da decreti attuativi e pareri vari, alcune norme non sostengono la necessità di un cambio di passo e di una impellenza di recuperare il gap produttivo che sta penalizzando l’Italia rispetto ad altri stati visto che questi durante il lockdown italiano hanno continuato a produrre. A partire dal settore dell’automotive e della metalmeccanica in generale. Come Ugl dobbiamo inoltre rimanere particolarmente attenti sul fenomeno della criminalità diffusa che vuole mettere le mani sull’economia dei territori, sfruttando le difficoltà cui andranno incontro i lavoratori e gli imprenditori. La proroga odierna dello stato di emergenza, con un quadro simile, è solo deleteria per una nazione che deve tornare a correre – ha evidenziato Capone. Allo stato attuale ci sono interi comparti dilaniati dalla crisi che non possono continuare ad essere penalizzati, pensiamo al turismo ed al terziario ad esempio, oltre alle costruzioni con le tante opere pubbliche già cantierabili che vanno sbloccate. Riteniamo sia giusto continuare a professare e praticare la massima prudenza, senza però fare prendere sopravvento al panico ed alla paura. Elementi negativi che – ha concluso – certamente non fanno il bene di tutto il paese, della ripresa economica e dell’immagine di una comunità che dal lavoro vuol ripartire seriamente.” Una vera e propria serrata di ranghi, dunque, quella del leader nazionale della Ugl che prima della chiusura del breve incontro ha avuto modo di ascoltare, alla presenza del segretario confederale Giovanni Condorelli, gli interventi di alcuni dirigenti e dare appuntamento a settembre per un confronto generale sulle tante iniziative sindacali a formative che la Ugl organizzerà nei prossimi mesi.

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