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STRATEGIA AREE INTERNE. L’APPELLO DI GIARRIZZO (M5S) AI SINDACI DEI COMUNI DELL’ENNESE: COLLABORIAMO SU ISTITUZIONE DI UNA NUOVA AREA CHE COMPRENDA IL NOSTRO TERRITORIO

STRATEGIA AREE INTERNE. L’APPELLO DI GIARRIZZO (M5S) AI SINDACI DEI COMUNI DELL’ENNESE: COLLABORIAMO SU ISTITUZIONE DI UNA NUOVA AREA CHE COMPRENDA IL NOSTRO TERRITORIO

ROMA, 5 agosto 2020 – Il deputato alla Camera del Movimento 5 Stelle Andrea Giarrizzo torna a parlare dell’esclusione del territorio dell’Ennese dalla Strategia Nazionale Aree Interne. Questa volta, lanciando direttamente un appello ai venti sindaci della provincia. “Serve la collaborazione i tutti – afferma il parlamentare – e al contempo sensibilizzare la cittadinanza relativamente alle grandi opportunità previste dalla SNAI. Le nostre comunità devono mobilitarsi perché si ponga finalmente rimedio a questa ingiustizia”.

Attraverso la missiva, il deputato spiega ai primi cittadini i passaggi già effettuati alla Camera nelle scorse settimane: “In primis, ho ritenuto opportuno sollevare in ambito Parlamentare tale problematicità, depositando lo scorso 7 luglio, un’interrogazione a risposta scritta, in cui si chiedeva al Ministro per il Sud e la Coesione Territoriale Giuseppe Provenzano, di adottare, per quanto di competenza, iniziative necessarie all’individuazione di una nuova area interna, presso la Regione Siciliana. Sempre a riguardo, inoltre, il Governo ha espresso parere favorevole ad un Ordine del Giorno collegato al Decreto Rilancio, presentato dal sottoscritto, attraverso cui è stato nuovamente chiesto l’impegno ad adottare idonei provvedimenti volti ad ampliare la geografia delle Aree interne presenti in Sicilia, così da garantire, anche ai Comuni della provincia ennese, i fondi necessari per un adeguato grado di sviluppo”.

“La SNAI, – spiega Giarrizzo – in questi anni, ha contribuito, grazie all’impiego non solo di risorse europee ma anche di fondi nazionali, allo sviluppo economico e sociale di particolari macro aree del Paese che, benché ricche di risorse ambientali e culturali, dal secondo dopoguerra in poi sono state soggette ad un progressivo spopolamento, con conseguente riduzione dell’occupazione e dell’offerta di servizi, nonché dell’aumento dei costi sociali a livello sia locale che nazionale causati da fenomeni quali il dissesto idro-geologico o il degrado del patrimonio culturale e paesaggistico”.

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