Straordinaria partecipazione agli Esercizi Pastorali online
per Sacerdoti, Diaconi e Religiosi
In circa 200, dall’Italia e dall’estero,
da martedì 10 a venerdì 13 novembre 2020,
presso la Sede Nazionale di Roma,
hanno seguito le sessioni in programma
e dedicate al Cardinale G. Bassetti ricoverato per Covid-19.
Francia, Romania, Moldavia, Perù, Nigeria e, ovviamente, ogni Regione del nostro
Paese che, nonostante le limitazioni imposte dal coronavirus, ha risposto con
entusiasmo alla proposta. Dunque, da tutta l’Italia e dall’estero, in circa 200
partecipanti hanno aderito agli Esercizi Pastorali per Sacerdoti, Diaconi e
Religiosi promossi dal Rinnovamento nello Spirito Santo, da martedì 10 a venerdì
13 novembre 2020, presso la Cappella “Vergine dalle mani alzate” della Sede
Nazionale in Roma, con una particolare intenzione rivolta nella preghiera a S. Em. il
Card. Gualtiero Bassetti attualmente ricoverato per Covid-19.
Ispirate dal versetto “Non trascurare il dono che è in te e che ti è stato conferito”
(cf 1 Tm 4, 14), le quattro sessioni svoltesi al mattino e al pomeriggio, sebbene
vissute “da remoto”, si sono rivelate un’importante occasione di grazia, di
riflessione e di comunione, scandite dai contributi di qualificati relatori e guidate
dall’Equìpe dei sacerdoti responsabili – formata da don Vincenzo Apicelli, don
Patrizio Di Pinto, don Lino Magoga e don Michele Leone – assieme a Salvatore
Martinez, Presidente del RnS, Mario Landi, Coordinatore nazionale del RnS, e
Amabile Guzzo, Direttore nazionale del RnS, in rappresentanza dell’intero
Comitato Nazionale di Servizio del RnS. Uno speciale “moderatore”, dal Cielo,
l’indimenticato don Guido Maria Pietrogrande, il Consigliere spirituale nazionale
del RnS, salito al Cielo nel marzo u.s. e da sempre infaticabile pilastro nella
preparazione di questo atteso appuntamento annuale.
Come noto, a motivo delle nuove disposizioni governative emanate in queste ultime
settimane per contenere il contagio, si è cercato di preservare l’edizione 2020 degli
Esercizi Spirituali programmati, come ogni anno, ad Assisi – Santa Maria degli
Angeli, ideando un format in modalità Web e ripensato nella formula organizzativa
e nelle finalità: Esercizi Pastorali, per approfondire il ministero del sacerdote nel
suo specifico servizio nella Chiesa e nel mondo di oggi.
Quattro le specifiche direzioni d’impegno affrontate nelle varie sessioni –
Vocazione, Accompagnamento, Famiglia, Comunità in missione – con un
approfondimento mirato alla Guarigione, ambito a cui il RnS, da sempre, ha rivolto
grande attenzione nel duplice respiro sacramentale e carismatico. Di volta in volta,
seppur da remoto grazie alla chat appositamente predisposta nel sito, si è potuto
instaurare uno spazio di dialogo, stimolante e dinamico, tra partecipanti e relatore,
oltre che proporre intensi momenti di preghiera comunitaria ed esperienze spirituali
legate ai temi trattati.
Nella prima giornata, è stato S. Em. il Card. Edoardo Menichelli, Arcivescovo
emerito di Ancona-Osimo, sul tema “Il Sacerdote e la Vocazione”, basandosi su
“Cercate di rendere sempre più salda la vostra vocazione” (2 Pt 1,10). Al centro
della sua relazione, in particolar modo, l’«identità», ossia «quella riconoscibilità di
sé che dà pace» e che il sacerdote deve saper porre a fondamento del proprio
ministero, ricordando che «se la vocazione è di Dio, essa va accolta, ubbidita e
qualche volta risanata, “rattoppata” nelle nostre tante miserie». In più, ha aggiunto il
Presule, non va mai dimenticato che «tutto è del Padre e tutto ci è affidato nella
Chiesa» e che «nel cammino sacerdotale l’invito è a dialogare e farsi interpreti delle
esigenze della vita diocesana».
Nel pomeriggio Salvatore Martinez ha tenuto la prima meditazione su “La
guarigione nel piano di Dio – Elementi biblici e dottrinali”, seguita poi
dall’esperienza spirituale in cui a farsi protagonista è stato il crocifisso. «La verità
più ampia della sofferenza l’abbiamo solo in Cristo – ha sottolineato il Presidente
del RnS, partendo da temi delicati come la malattia e il peccato -, e questo mistero
diventa ministero, il più grande ministero di amore e risurrezione: un amore infinito,
incarnato per salvare l’uomo perduto e sofferente».
Sul secondo tema degli Esercizi, “Il Sacerdote e l’Accompagnamento”, nella
giornata di mercoledì, è intervenuto P. Amedeo Cencini, Psicologo e Docente
all’Università Pontificia Salesiana. Dalle origini vicino all’esperienza del
Rinnovamento, il sacerdote canossiano si è lasciato interrogare dalla Parola
“Consolate, consolate il mio popolo” (Is 40,1) per inquadrare l’accompagnamento
come via alla compassione e alla speranza per l’uomo di oggi. Termine-chiave della
sua relazione, la «sensibilità». Spiega infatti Cencini, con “sana” provocazione:
«Essere sacerdoti vuol dire anzitutto questo: avere radicate in noi certe sensibilità, e
la sensibilità non si improvvisa. La formazione iniziale dei presbiteri dovrebbe
essere un processo di conformazione ai sentimenti di Cristo: ecco il punto di arrivo.
Che senso ha essere prete se non hai i sentimenti di Cristo in te? Sarebbe una
schizofrenia».
Approfondendo “La guarigione nella vita della Chiesa – Elementi magisteriali e
pastorali” , Salvatore Martinez, dopo aver affrontato il tema della salvezza
nell’attività terapeutica di Gesù, sulla scia dell’antropologia teologica, ha dunque
chiarito come «questo ministero prosegue nella Chiesa. Un ministero di potenza
legato alla prassi sacramentale, nella quale prosegue il ministero di Gesù: come
sacerdoti non dovremmo chiedere questa fedeltà e parresìa per obbedire alla Parola
e allo stesso mandato di Gesù? La Chiesa continua il ministero di guarigione di
Gesù». Quindi, l’esperienza spirituale, con la Bibbia in mano, per chiedere allo
Spirito «che venga a risvegliare entusiasmo per le cose sante di Dio».
A sviluppare il terzo ambito di riflessione – “Il Sacerdote e la Famiglia” – è stato
Mons. Carlo Rocchetta, Teologo, esperto di pastorale familiare. “Non hanno più
vino” (Gv 2,3), dal celebre brano dedicato al “miracolo delle nozze di Cana”, ha
fatto da filo conduttore alla apprezzata dissertazione, in cui l’amore sponsale è stato
sintetizzato da un termine caro anche a Papa Francesco: la «tenerezza». Inoltre, il
relatore ha precisato come i due sacramenti, ordine e matrimonio, in un’ottica di
«corresponsabilità», vanno «di pari passo e attuano il continuo attuarsi della Chiesa
nella storia. Entrambi servono all’edificazione della Chiesa e la pastorale familiare
non potrà che fondarsi su questo».
Dopo aver trattato «l’uomo malato e il piano di Dio» e dopo aver illuminato «il
magistero e la tradizione patristica», nella terza meditazione, prima della consueta
esperienza spirituale, Salvatore Martinez si è concentrato su: “La guarigione nel
RnS – Elementi carismatici e ministeriali”. Tramite numerose citazioni è stato
ricordato «il grande lavoro che il RnS ha portato avanti per oggettivare e rendere
scevro da personalismi un carisma così particolare come quello della guarigione,
che si fa ministero, ma anche attività terapeutica di tutta la comunità, in forza della
compassione e della fede carismatica che cooperano nei suoi membri. Un carisma
«decisamente attuale nei Santuari» e che «ogni presbitero possiede e può esercitare
per mezzo dell’unzione, della sensibilità e del dono dello Spirito».
Il tema dell’ultima giornata, “Il Sacerdote e la Comunità in missione”, è stato
affidato a S. E. Mons. Domenico Pompili, Vescovo di Rieti e Amministratore
apostolico di Ascoli Piceno. A partire dallo spunto biblico “Le Chiese andavano
fortificandosi nella fede e crescevano di numero ogni giorno” (At 16,5), il Presule,
contestualizzando il discorso nel particolare tempo di prova che stiamo vivendo a
causa della pandemìa, si è soffermato sul valore dell’«età» e sulla necessità, come
sacerdoti, di «prendere consapevolezza della nostra dimensione psicologica e
personale, accettando i propri limiti anche quando è un travaglio che ci costringe a
guardare in noi stessi». Due i «pericoli da evitare», secondo Pompili:
(pelagianesimo e agnosticismo) e due le «strade da imboccare»: le Beatitudini e il
giudizio escatologico. Ora, ha aggiunto, «non è più tempo di interpretare ma di
agire, e i preti sono esortati ad essere pastori insieme, lasciandosi ispirare da un
atteggiamento reattivo, intraprendente» e andando «incontro alla gente» come in
una vera Chiesa in uscita.
“Lo Spirito Santo e la vittoria della fede al tempo del Covid-19”: questo il titolo
dello streaming pomeridiano, con la Preghiera per una nuova Effusione dello Spirito
animata da Salvatore Martinez, tenendo a mente che «la testimonianza di Gesù è
lo Spirito di profezia e questo spirito ci rende profeti, perché ha qualcosa da
ricordare e attualizzare». Dopo avere presentato, alla luce delle Scritture la persona
dello Spirito Santo e le azioni distintive della sua personalità divina, la preghiera per
una nuova Effusione dello Spirito ha suscitato una nuova passione per i carismi
dello Spirito connessi al ministero sacerdotale, con la richiesta di nuovi doni e il
«risveglio dell’unzione», secondo il tema generale degli Esercizi Pastorali on line.
Particolarmente seguite anche le due sessioni serali del giovedì e venerdì, con la
speciale Adorazione Eucaristica, seguita da oltre 160mila utenti, e il momento
conclusivo delle Condivisioni e testimonianze pervenute via Zoom da ogni Diocesi,
pregne di riconoscenza e di risonanza autentica per l’esperienza vissuta nel segno
della riscoperta del proprio ministero sacerdotale.
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Nel sito www.rinnovamento.org saranno disponibili i materiali per i partecipanti,
mentre la Rivista “Rinnovamento nello Spirito Santo” dedicherà all’evento uno
speciale nel prossimo numero.
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