SANT’AGATA LI BATTIATI: GIOVEDÌ 9 LUGLIO IL THE ONE TRIO
Nei Giardini del Polo Culturale in via dello Stadio la formazione jazz di Mortellaro, Amato e Petralia – Prima del live, la presentazione del nuovo romanzo di Sal Costa: “Colla”
Dopo la gustosa “anteprima” di sabato 4 luglio con il jazz internazionale del Joe “Bibi” Camilleri Trio, che con Warren Galea e Alan D’Ugo in un trio di alta caratura tecnica e artistica ha deliziato il pubblico con standards e perle rare dal repertorio jazz maltese, italiano e statunitense, giovedì 9 luglio alle 21 con ingresso libero è già tempo per il secondo appuntamento per l’estate jazz a Battiati targata Musikante: si esibirà il The One Trio, nei Giardini del Polo Culturale di Sant’Agata Li Battiati in via dello Stadio 19.
The One segna il ritorno sulle scene di una formazione composta da Sam Mortellaro al pianoforte, Alberto Amato al contrabbasso e Antonio Petralia alla batteria.
Una sorta di reunion artistica per tre musicisti che, tra il 2023 e il 2024, hanno condiviso diversi concerti e palcoscenici in Italia, da Trento ad Acireale, da Palermo a Catania, maturando un’intesa musicale fondata sull’ascolto reciproco, sull’interplay e sulla libertà espressiva.
Dopo una pausa, il trio ritorna, rinnovando un dialogo musicale già sperimentato dal vivo e riportando sul palco il piacere autentico dell’incontro. Il repertorio si muove nel cuore della tradizione jazzistica, attraverso standard accuratamente selezionati e riletti con arrangiamenti personali, lasciando ampio spazio all’improvvisazione e alla creazione estemporanea.
Accanto ai grandi temi del jazz, The One propone anche alcune composizioni originali di Antonio Petralia, pagine nate da un percorso autoriale personale e caratterizzate da una scrittura melodica, evocativa e aperta al dialogo tra i tre strumenti. Un repertorio che mette così in relazione memoria e contemporaneità, tradizione e ricerca, scrittura e improvvisazione.
The One è un nuovo inizio che nasce da un’esperienza condivisa: tre musicisti, tre sensibilità differenti, un’unica voce collettiva. Un trio essenziale nella forma, ma ricco di sfumature, capace di trasformare ogni concerto in un dialogo vivo, spontaneo e irripetibile.


