Vai al contenuto
Enna Press

Enna Press

Testata giornalistica Online

BANNERCGIL
Menu principale
  • Politica
    • sindacati
  • Salute
    • sanità
  • Istituzioni
    • Comune
    • Associazioni
    • Prefettura
    • Camera di Commercio
    • Provincia
    • Scuola
    • Università
    • Convegni
    • ordini professionali
    • Forze dell’Ordine
    • giudiziaria
  • Cultura
    • Poesie
    • Eventi
    • Teatro
    • Eventi Religiosi
      • Riti della settimana santa
  • Ambiente
    • Agricoltura
    • Agroalimentare
  • Sport
    • Arti Marziali
    • Atletica
    • Automobilismo
    • Basket
    • Boxe
    • Calcio
    • Calcio a 5
    • Canoa
    • Danza
    • Karting
    • Motori
    • Nuoto
    • Pallamano
    • Pallavolo
    • Tennistavolo
    • Rally
    • Uisp
    • Aia
    • Coni
  • Cronaca
  • Turismo
  • Trasporti
  • Solidarietà
    • Volontariato
    • Donazioni
  • VIDEO
  • Home
  • Uisp
  • Sport e razzismo: la Nba cambia la storia dello sport 
  • Uisp

Sport e razzismo: la Nba cambia la storia dello sport 

Riccardo Settembre 5, 2020 6 minuti letti

Sport e razzismo: la Nba cambia la storia dello sport

 

 

No all’indifferenza: lo sport americano si è schierato contro le discriminazioni, a partire dal basket, ma non solo. Cosa succede in Italia?

 

Sta succedendo qualcosa di grosso nello sport mondiale: niente più silenzio o indifferenza di fronte al razzismo. “The times they are a changing”: la ballata di Bob Dylan è del 1963. Di cinque anni dopo i pugni chiusi e guantati di Smith e Carlos sul podio di Città del Messico. E poco altro. Ci sono voluti quasi sessant’anni per far capire anche ai campioni e a tutto l’establishment dello sport che i tempi stanno cambiando e non ci si può più nascondere dietro la foglia secca dell’isolamento. E nessuno si senta esentato quando c’è da reagire al razzismo, nessuno si senta assolto. La NBA di basket si ferma, sulla spinta dei Milwaukee Buks che hanno creato un effetto domino sulle altre squadre, per chiedere giustizia dopo l’ennesimo caso di violenza contro un afroamericano e per protestare contro il razzismo. Anche il baseball e il calcio americani non hanno giocato nei giorni scorsi dopo il caso di Jacob Blake, l’uomo di 29 anni colpito alle spalle per sette volte dalla pistola di un poliziotto, sotto gli occhi dei suoi tre figlioletti a Kenosha, in Wisconsin. Resterà paralizzato per sempre. L’episodio, l’ennesimo di violenza della polizia contro un afroamericano, ha fatto riesplodere le proteste a pochi mesi dall’uccisione di George Floyd a Minneapolis, soffocato dal ginocchio sul collo di un poliziotto durante un controllo. Entrambi questi fatti, così come altri, sono documentati da video che fanno il giro della rete. In queste ore le proteste stanno montando e il fanatismo di qualche giuggiolone fascista soffia sul fioco: un diciassettenne fanatico di armi ha ucciso due manifestanti a fucilate nella stessa Kenosha.

Nello sport internazionale si era capito tre anni fa che i tempi stavano cambiando, quando Colin Kaepernick, giocatore di football dei San Francisco 49ers, ha deciso di inginocchiarsi durante l’inno nazionale per protestare contro la violenza della polizia sui neri: è stato cacciato dal campionato Nfl, ma è diventato un simbolo. Il suo esempio è stato seguito dalla capitana della nazionale femminile di calcio Megan Rapinoe, prima calciatrice e prima bianca a schierarsi.

All’inizio di luglio il campione del mondo di Formula 1 Lewis Hamilton, prima del Gp d’Austria ha chiarito al mondo che “la vita dei neri conta” e si è inginocchiato insieme ad altri quattordici piloti che indossavano la maglietta nera e la scritta «Fine al razzismo».

David Alaba, 28 anni, difensore del Bayern Monaco, austriaco con madre filippina e padre nigeriano, ha chiuso la finale della Champions, vinta sul PSG, inginocchiandosi con il suo doppio messaggio: “La mia forza sta in Gesù” e “Black lives matter”. Con Dio e contro il razzismo. Nemmeno il mondo del tennis è rimasto indifferente: Naomi Osaka, tennista giapponese al 10° posto nel ranking mondiale, si è ritirata dal torneo internazionale in corso a Cincinnati e sul suo profilo Facebook ha postato: “Prima di essere un’atleta, sono una donna nera. E come donna nera sento che ci sono questioni ben più importanti e che meritano attenzione, rispetto al guardare me mentre gioco a tennis. Guardare il continuo genocidio di persone nere per colpa della polizia, onestamente mi fa rivoltare lo stomaco. Quando ne avremo abbastanza?”.

Anche il golf si unisce alla protesta dello sport americano e scende in campo per schierarsi contro ogni forma di razzismo attraverso un videomessaggio di Cameron Champ, uno dei primi 100 nel ranking mondiale: “Questa è solo la punta dell’iceberg, la gente ha ignorato il problema per troppo tempo e siamo arrivati a un punto in cui la situazione è diventata intollerabile”.

Lo stop della NBA è clamoroso e cambierà la storia dello sport perchè si tratta di una delle leghe professionistiche più ricche al mondo, con 8 miliardi di fatturato. Ma è anche quella in cui l’85 per cento dei giocatori è di pelle nera. E se un colosso economico di queste dimensioni viene fermato da un gruppo di supercampioni superpagati che prende coscienza e dice “basta”, fanno impallidire alcune sciocche giustificazioni di chi, anche in Italia, continua a dire che lo spettacolo non si può fermare. Un esempio? Nel nostro Paese, negli ultimi 6 anni, ci sono state soltanto 4 sospensioni temporanee di partite di calcio di serie A per episodi di razzismo. Eppure cori d’odio, striscioni offensivi e frasi razziste si rincorrono negli stadi. Nonostante le proteste dell’Aic, l’Assocalciatori presieduta da Damiano Tommasi, siano state sempre puntuali nel denunciare il razzismo, in campo e fuori.

Ma i tempi incominciano a cambiare anche da noi. Quando il campionato è ripreso, dopo 103 giorni di interruzione per il lockdown, il primo gol è stato segnato da Nicolas Nkoulou, difensore camerunense del Torino. Lo ha festeggiato inginocchiandosi sull’erba per esprimere sostegno a Black Lives Matter. Il giorno dopo lo ha fatto il centravanti belga dell’Inter Romelu Lukaku. È il caso di ricordare che a settembre, appena arrivato in Italia dall’Inghilterra, aveva denunciato i cori razzisti ricevuti a Cagliari dai sostenitori avversari, ma era stato redarguito da una parte dei suoi stessi tifosi. Si sono inginocchiati anche i giocatori del Torino; la Sampdoria ha postato la sagoma di un marinaio – il suo simbolo – tutto nero; l’Inter ha giocato in Coppa Italia con un messaggio antirazzista sulla fascia da capitano; Juventus e Milan hanno fatto il riscaldamento con la maglietta di Black Lives Matter. Lo stesso simbolo applicato dai giocatori della Roma sulla loro maglietta.

Victor Osimhen, 22 anni, attaccante nigeriano “acquistato” per 70 milioni dal Napoli, proveniente dal Lille, al suo arrivo in Italia ha detto: “Sì, ero un po’ scettico sull’Italia e sulla situazione del razzismo nel vostro paese. Ma poi ho visitato la città di Napoli, ho parlato con il presidente e l’allenatore, mi sono tranquillizzato”.

Nei campionati italiani ci sono stati 750 episodi di razzismo in 15 anni, fra il 2000 e il 2014, soprattutto nelle giovanili: ce lo ha spiegato il sociologo Mauro Valeri, una vita spesa a denunciare il razzismo nello sport. A lui, scomparso nel novembre scorso, è stato intitolato il primo Osservatorio Nazionale contro le discriminazioni razziali nello sport, presentato a luglio da Unar-Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, dall’Uisp e da Lunaria.
In questo agosto cupo e insolito, lo sport professionistico sembra alzare la testa in tutto il mondo, con una forza inedita, al di là delle scontate prese di posizione del passato, affermazioni di principio spesso tradite. Le istituzioni dello sport, spesso difese da una cortina fumogena fatta di isolamento che loro stesse hanno creato, e quelle politiche non possono ignorare queste novità. Si tratta di un fenomeno importante, da seguire con attenzione perché lo sport è linguaggio popolare. Se prende coscienza che non è un fenomeno separato dalla società e che anche l’uccisione di Jerry Essan Masslo, avvenuta a Villa Literno alla fine di agosto di 31 anni fa, è affar suo, significa che i tempi stanno cambiando per davvero: “For the loser now will be later to win Cause the times, they are a-changin’- perché il perdente di oggi sarà il vincente di domani. Perché i tempi stano cambiando”. (Fonte: Articolo21.org, di Ivano Maiorella)

Advertisement
Advertisement
Visite: 531

Informazioni sull'autore

Riccardo

Editor

Visualizza tutti gli articoli

Navigazione articolo

Precedente: “Capovolgere il futuro”: l’Uisp lancia la nuova stagione sportiva
Successivo: Regione: dopo 40 anni parte l’iter per rimuovere il sale dalla Miniera Bosco a San Cataldo

Storie correlate

casten 1
  • Uisp

Autostoriche: una bella domenica insieme a Casten e Uisp

Riccardo Giugno 28, 2026
vivilago 1
  • Uisp

Uisp: il 21 giugno Sport e Natura al Lago Nicoletti con Vivilago.

Riccardo Giugno 20, 2026
ragazzi next level
  • Uisp

Da sito abbandonato a luogo di sport e non solo per sportivi e famiglie. La metamorfosi del campo di contrada Venova grazie all’Uisp

Riccardo Giugno 19, 2026

Articoli recenti

  • Il 6 giiugno la giornalista ennese Mariangela Vacanti su Radio Maria per parlare di Girolamo De Angelis
  • A settembre la Festa dell’Unità Provinciale ennese 2026 farà tappa a Villarosa (EN).
  • SQUADRA CHE VINCE NON SI CAMBIA: TORNA IL PROGRAMMA ESTIVO UNICO DI ASSORO, LEONFORTE E NISSORIA
  • CARCERI: SAPPE, “ENNA È IL FALLIMENTO DEL PROVVEDITORATO. DOPO LA RIVOLTA SI COSTRINGONO I POLIZIOTTI A LAVORARE TRA LE MACERIE”
  • Giovedì prossimo si presenta “Morgantina rivive”

← Precedente

Grazie per la risposta. ✨

Archivi

Luglio 2026
L M M G V S D
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031  
« Giu    

Articoli recenti

  • Il 6 giiugno la giornalista ennese Mariangela Vacanti su Radio Maria per parlare di Girolamo De Angelis
  • A settembre la Festa dell’Unità Provinciale ennese 2026 farà tappa a Villarosa (EN).
  • SQUADRA CHE VINCE NON SI CAMBIA: TORNA IL PROGRAMMA ESTIVO UNICO DI ASSORO, LEONFORTE E NISSORIA
  • CARCERI: SAPPE, “ENNA È IL FALLIMENTO DEL PROVVEDITORATO. DOPO LA RIVOLTA SI COSTRINGONO I POLIZIOTTI A LAVORARE TRA LE MACERIE”
  • Giovedì prossimo si presenta “Morgantina rivive”

Ultime notizie

radio maria
  • Eventi

Il 6 giiugno la giornalista ennese Mariangela Vacanti su Radio Maria per parlare di Girolamo De Angelis

Riccardo Luglio 5, 2026
festa unità villarosa
  • Eventi

A settembre la Festa dell’Unità Provinciale ennese 2026 farà tappa a Villarosa (EN).

Riccardo Luglio 5, 2026
programma unico
  • Eventi

SQUADRA CHE VINCE NON SI CAMBIA: TORNA IL PROGRAMMA ESTIVO UNICO DI ASSORO, LEONFORTE E NISSORIA

Riccardo Luglio 5, 2026
  • sindacati

CARCERI: SAPPE, “ENNA È IL FALLIMENTO DEL PROVVEDITORATO. DOPO LA RIVOLTA SI COSTRINGONO I POLIZIOTTI A LAVORARE TRA LE MACERIE”

Riccardo Luglio 5, 2026
Trova i tuoi orari degli autobus

OFFERTE DI LAVORO

Il Centro La Diagnostica di Catenanuova ricerca un tecnico sanitario di radiologia medica a Enna

Copyright EnnaPress© All rights reserved. | MoreNews di AF themes.
Accetta i Cookie
Questo sito Web utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione.Cookie settingsACCEPT
Privacy & Cookies Policy

Panoramica sulla privacy

Questo sito Web utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza durante la navigazione nel sito Web. Di questi cookie, i cookie classificati come necessari vengono memorizzati nel browser in quanto sono essenziali per il funzionamento delle funzionalità di base del sito Web. Utilizziamo anche cookie di terze parti che ci aiutano ad analizzare e comprendere come si utilizza questo sito Web. Questi cookie saranno memorizzati nel tuo browser solo con il tuo consenso. Hai anche la possibilità di disattivare questi cookie. La disattivazione di alcuni di questi cookie può influire sulla tua esperienza di navigazione.
Necessary
Sempre abilitato
I cookie necessari sono assolutamente essenziali per il corretto funzionamento del sito Web. Questa categoria include solo i cookie che garantiscono funzionalità di base e caratteristiche di sicurezza del sito Web. Questi cookie non memorizzano alcuna informazione personale.
Non-necessary
Qualsiasi cookie che potrebbe non essere particolarmente necessario per il funzionamento del sito Web e viene utilizzato in modo specifico per raccogliere dati personali dell\'utente tramite analisi, pubblicità, altri contenuti incorporati sono definiti come cookie non necessari. È obbligatorio ottenere il consenso dell\'utente prima di eseguire questi cookie sul tuo sito Web.
ACCETTA E SALVA