A CATANIA MIGLIAIA DI CATTEDRE DESTINATE ALLE SUPPLENZE: IL PRECARIATO È ORMAI STRUTTURALE
I dati relativi alle disponibilità pubblicate dall’Ambito territoriale di Catania restituiscono ancora una volta l’immagine di un sistema scolastico fondato in misura sempre maggiore sul lavoro precario.
Dall’esame dei prospetti iniziali risultano 452 cattedre su posto comune e 3.054 cattedre di sostegno disponibili per incarichi a tempo determinato. A queste si aggiungono complessivamente 276 spezzoni, pari a 2.918 ore.
Successivamente sono state effettuate 1.625 conferme per continuità didattica sul sostegno, comprendenti 1.623 cattedre intere e due spezzoni. Dal confronto scuola per scuola tra le disponibilità iniziali e il bollettino delle conferme emergerebbe, al netto di questa prima operazione, un residuo stimato di 1.431 cattedre intere di sostegno e 34 spezzoni per 465 ore.
Sommando tali disponibilità residue ai posti comuni, non interessati dalla procedura di conferma sul sostegno, resterebbero quindi da coprire circa 1.883 cattedre intere e 274 spezzoni, per complessive 2.892 ore.
«Si tratta di numeri impressionanti, che descrivono una situazione non più emergenziale ma strutturale – dichiara il professor Giorgio La Placa, coordinatore provinciale della Federazione Gilda-Unams di Catania –. Se ogni anno migliaia di posti devono essere coperti attraverso incarichi a tempo determinato, significa che la scuola ha un bisogno stabile di questi docenti. Non è ragionevole continuare a trattare come temporanee esigenze che si ripetono sistematicamente».
I dati dovranno essere letti tenendo conto di eventuali rettifiche, accantonamenti e successive operazioni dell’Amministrazione. Il quadro complessivo, tuttavia, mostra chiaramente la dimensione assunta dal precariato nella scuola catanese.
Il ricorso reiterato ai contratti fino al 30 giugno o al 31 agosto produce instabilità per i docenti, aggrava le difficoltà organizzative degli istituti e compromette la continuità didattica degli alunni, con conseguenze ancora più delicate sul sostegno.
«Dietro ogni cattedra precaria c’è un docente che spesso lavora da anni nella scuola, ma è costretto a vivere nell’incertezza, partecipando continuamente a nuove procedure e cambiando sede – prosegue La Placa –. Ci sono inoltre studenti e famiglie che hanno diritto alla continuità didattica e a un’organizzazione scolastica stabile fin dal primo giorno di lezione».
La Federazione Gilda-Unams di Catania ritiene necessario trasformare in organico di diritto tutti i posti che rispondono a esigenze consolidate, compresi quelli di sostegno reiterati negli anni in deroga o nell’organico di fatto. Lo Stato deve avviare un serio piano di stabilizzazione, utilizzando le graduatorie esistenti e valorizzando l’esperienza maturata dai docenti che da anni garantiscono il regolare funzionamento della scuola pubblica.
Il ricorso alle supplenze dovrebbe rispondere esclusivamente a necessità realmente temporanee, non diventare il sistema ordinario con cui vengono coperti posti indispensabili.
«Lo Stato non può continuare a risparmiare sulla stabilità professionale dei docenti e sulla continuità educativa degli alunni – conclude il coordinatore provinciale –. Chiediamo che tutti i posti effettivamente vacanti e disponibili siano destinati alle immissioni in ruolo e che venga adottato un sistema di reclutamento semplice, stabile e trasparente. Stabilizzare i docenti significa riconoscere dignità al loro lavoro e investire concretamente nella qualità della scuola pubblica».
La scuola non può continuare a vivere di precarietà programmata.


