SICILY CAMP PROTECHMED: A RAGUSA UN CONFRONTO INTERNAZIONALE SULL’INNOVAZIONE TECNOLOGICA NELLA SERRICOLTURA MEDITERRANEA
Sei Paesi mediterranei a confronto nel progetto PROTECHMED sulla transizione digitale e tecnologica. Si è concluso con successo a Ragusa il Sicily Camp. Debuttano i visori intelligenti per la gestione delle serre (AGROVISION- smart glasses).
RAGUSA 05-06-2026 – Con il workshop dal titolo “Co-design of technological solutions for sustainable horticulture in the Mediterranean region”, coordinato da Svi.Med. e in collaborazione con l’Università di Catania (Corso di Laurea in Management delle Imprese per l’Economia Sostenibile, DEI e Di3A), e svoltosi stamani presso l’Aula Magna del Consorzio Universitario di Ragusa Ibla, si è conclusa il Sicily Camp, la tre giorni di confronti dedicato alla transizione ecologica e digitale del comparto orticolo del Mediterraneo. L’iniziativa si inserisce nell’ambito del progetto europeo PROTECHMED (Promoting innovative solutions for the Technological Transition of the Mediterranean horticultural sector). Ad introdurre i lavori del workshop il prof. Pierluigi Catalfo, presidente del Corso di Laurea MIES dell’Università di Ragusa.
La tre giorni è stata un momento di confronto internazionale sulla gestione sostenibile ed intelligente delle colture protette grazie al coinvolgimento di partner istituzionali, centri di ricerca, imprese, stakeholder e organizzazioni provenienti da Italia, Grecia, Tunisia, Turchia e Libano tutti uniti dall’obiettivo di rendere l’orticoltura mediterranea più sostenibile e intelligente nel contesto delle recenti sfide globali.
Tra hi-tech e visite in campo, il debutto ufficiale di AGROVISION
Attraverso questo importante appuntamento, i partner del progetto hanno potuto condividere le migliori pratiche, le tecnologie e le metodologie attualmente implementate nel distretto agritech orticolo della Sicilia sud-orientale. I primi due giorni sono stati dedicati alle visite tecniche nelle aziende che stanno già riscrivendo il futuro dell’orticoltura. Si è iniziato nel pomeriggio del 3 giugno con la visita alla serra aeroponica (progetto INTESA) di Moncada OP (Ispica) e all’azienda Causarano (Donnalucata) per conoscere il loro innovativo approccio agricolo basato su Sensori e Internet of Things (IoT). In particolare, SVI.MED ha presentato e mostrato ai partecipanti gli smart glasses AGROVISION, speciali visori che consentono un monitoraggio avanzato di clima e colture. Nello specifico, si tratta di un sistema di assistenza tecnica a distanza grazie ad occhiali intelligenti (smart glasses) collegati alla piattaforma digitale del progetto. Sensori e centraline installati nella serra raccolgono i dati ambientali e agronomici (temperatura, umidità, irrigazione, ecc.) che vengono poi inviati a una piattaforma software che li elabora e li visualizza in una dashboard. L’operatore che lavora in serra, indossando gli smart glasses AGROVISION, può visualizzare le informazioni utili leggendo i dati delle centraline e dei relativi sensori in serra: interagisce con la piattaforma tramite smart glasses e allo stesso tempo può ricevere supporto da un tecnico collegato da remoto. Un salto nel futuro commentato con entusiasmo da Giovanni Iacono, presidente di SVI.MES. ETS, che ha definito il progetto unico nel suo genere e capace di rivoluzionare la gestione delle colture. «Questo sistema permette a un agronomo o a un tecnico fitosanitario di valutare lo stato delle piante in tempo reale e individuare eventuali patologie senza essere fisicamente sul posto – sottolinea il dott. Iacono –. Inoltre, la tecnologia consente di collegare più esperti alla stessa sessione (multicall) e, grazie alla traduzione automatica, abbatte le barriere linguistiche tra i partner internazionali. Infine, la generazione automatica di report digitali in PDF, completi di immagini e note, garantisce una tracciabilità precisa di tutto il lavoro svolto».
Le visite in campo sono proseguite il giorno dopo con tappa a Vittoria per visitare l’azienda agricola Isolagrande srl specializzata in coltivazioni idroponiche, poi nei pressi di Punta Braccetto per conoscere più da vicino l’innovazione delle serre agrivoltaiche di Serra Archimede REGRAN ed infine con l’ultima tappa del tour presso l’azienda agricola Alba Bio specializzata in coltivazioni biologiche. I partner hanno potuto osservare in prima persona diverse metodologie di coltivazione, dal biologico alla coltivazione fuori suolo, passando per i sensori tecnologici, l’idroponica ed i sistemi agrivoltaici integrati creando uno scambio diretto di know-how e un’analisi delle migliori pratiche tecnologiche sviluppate nel territorio ragusano.
Workshop di co-progettazione
La giornata conclusiva si è svolta nell’Aula Magna del Consorzio Universitario di Ragusa Ibla con il workshop dal titolo “Co-design of technological solutions for sustainable horticulture in the Mediterranean region”. Nella prima parte della giornata le delegazioni provenienti da Italia, Grecia, Tunisia, Turchia, Libano e Malta hanno potuto approfondire le Buone Pratiche delle aziende agricole coinvolte e prendere parte ad incontri B2B per trasformare le osservazioni registrate in campo in piani operativi. Si è discusso pertanto di gestione dell’acqua e dei nutrienti, di efficienza energetica, di piattaforme IoT/DSS, di gestione integrata dei parassiti (IPM) e di economia circolare. Nella seconda parte della mattinata, attraverso la metodologia del Living Lab, i partecipanti sono stati suddivisi in cinque gruppi di lavoro paralleli per confrontarsi su cinque azioni pilota e definire così raccomandazioni e progetti concreti garantendo che le pratiche eco-innovative siano efficacemente adattate alle esigenze regionali. I focus a cui hanno lavorato sono stati la digitalizzazione e i sistemi fuori suolo con implementazione dell’assistenza remota tramite Smart Glasses (AR), sensori avanzati, modelli di coltivazione fuori suolo; innovazioni nella Vertical Farm; gestione intelligente dell’acqua attraverso sistemi di supporto alle decisioni (DSS) e piattaforme di irrigazione basate sull’IoT, il biologico e infine, un focus è stato dedicato alla gestione avanzata dei nutrienti.
Il Sicily Camp ha registrato un grande interesse tra i partecipanti, soprattutto grazie agli incontri bilaterali. Questi momenti hanno permesso di tradurre la teoria in soluzioni concrete, facilmente applicabili dalle aziende al proprio rientro. Attraverso domande specifiche e sessioni B2B, i partecipanti si sono focalizzati sulla risoluzione di problemi reali, facilitando il trasferimento delle competenze nei rispettivi paesi. L’iniziativa ha rappresentato un’importante opportunità anche per il territorio, permettendo alle aziende locali di creare sinergie per future collaborazioni. Al centro dei colloqui, i temi chiave del momento: l’ottimizzazione delle performance produttive e la riduzione degli sprechi, asset fondamentali per tutelare le risorse del pianeta e rispondere alle sfide dei cambiamenti climatici.
A dare il suo saluto in rappresentanza del comune di Ragusa è stata l’assessora comunale Catia Pasta. «PROTECHMED è un progetto di scambio di innovazione tecnologica che oggi sta dando la possibilità di un confronto effettivo tra i vari partner coinvolti – ha affermato-. Uno scambio di esperienze e di conoscenze virtuoso che dà valore aggiunto alla ricerca. È una grande opportunità per le aziende, non solo siciliane ma anche dei vari Paesi aderenti al progetto, che hanno così in mano strumenti utili per monitorare al meglio i propri ambienti produttivi».
Il prof. Pierluigi Catalfo ha sottolineato la valenza di questi momenti per il futuro del settore agricolo nel territorio. «Collaborazioni e contaminazioni tecnologiche diventano strade per costruire una pace più stabile tra Paesi – ha dichiarato il prof. Catalfo -. L’Unione Europea ha varato un nuovo documento che raggruppa le strategie tecnologiche legate all’intelligenza artificiale e si pone come terza via rispetto a quella cinese e statunitense. Questo progetto, che è orientato allo sviluppo di un’agricoltura innovativa è un campo di prova importantissimo per tutte le colture mediterranee protette. Colture e culture aggiungo. E quindi diventa un fatto importante non solo dal punto di vista tecnologico ma anche dal punto di vista manageriale e culturale».
A dare il suo saluto ai presenti il dott. Giuseppe Iacono, presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali di Ragusa che ha evidenziato come «la produzione in ambiente protetto rappresenti certamente uno dei settori produttivi più importanti del nostro territorio. Il ruolo del Dottore Agronomo e del Dottore Forestale è determinante per una visione rivolta alla riduzione della pressione ambientale e la tutela delle risorse naturali. Il monitoraggio dell’ambiente di coltivazione, attraverso sensori e modelli – ha aggiunto – permette una sensibile riduzione degli input, efficace ed ottimale, con particolare tutela della risorsa idrica. In questo contesto, il progetto PROTECHMED mira ad una condivisione coordinata dei migliori protocolli di gestione».
Grazie al Sicily Camp, le parti interessate della quadrupla elica – mondo accademico, industria, autorità pubbliche e società civile – hanno avuto un’opportunità per collaborare al fine di identificare le sfide, testare soluzioni e co-creare percorsi di innovazione scalabili per accelerare la transizione ecologica e digitale del settore orticolo.
Il progetto ha attivato un gruppo Telegram che continuerà ad alimentare una rete di attori interessati alle tematiche trattate dal progetto https://t.me/protechmed_livlab/1


