Scippo dei servizi e spopolamento in Sicilia: dalle aree interne parte la battaglia di
Futuro Nazionale ed Enna 1054. Un invito formale alla Regione Siciliana per una
vigilanza attiva e condivisa.
Le aree interne della Sicilia non possono più assistere passivamente a una sistematica
spoliazione dei propri diritti. Dall’intero entroterra ennese a tutte le comunità rurali e
montane della Sicilia centrale, i territori interni dell’isola subiscono da anni uno “scippo”
silenzioso ma devastante: la chiusura di presidi sanitari, lo smantellamento degli uffici
giudiziari periferici, il taglio dei trasporti e il ridimensionamento delle scuole. Di fronte a
una pianificazione nazionale e regionale che rischia di rassegnarsi a un declino demografico
e infrastrutturale irreversibile, il Comitato Costituente di Futuro Nazionale Enna 1054 si
oppone con forza, evidenziando come non bastino più interventi provvisori o palliativi
dell’ultimo minuto. Con questo documento, Futuro Nazionale rivolge un invito formale e
accorato al Governo della Regione Siciliana affinché eserciti appieno il proprio
fondamentale ruolo di vigilanza su questi temi sensibili. La Regione è chiamata a farsi
garante attiva dei diritti dei residenti dell’entroterra, monitorando con attenzione le
dinamiche del territorio per prevenire e bloccare ogni ulteriore frammentazione dei presidi
dello Stato e dei servizi di prossimità.
“Il dramma dello spopolamento e la fuga dei nostri giovani non sono una condanna
inevitabile, ma il risultato di dinamiche politiche ed economiche che hanno
progressivamente isolato il cuore pulsante della Sicilia”, dichiara in una nota il Comitato
Costituente Enna 1054.
“Il diritto alla salute, alla giustizia, alla mobilità e alla dignità economica sono pilastri
costituzionali che vanno garantiti a ogni singolo cittadino dell’entroterra. Invitiamo
formalmente il Presidente della Regione e gli assessori competenti a porre la massima
attenzione e vigilanza su queste criticità, aprendo un canale di ascolto reale con i territori
prima che la situazione diventi irreversibile”. Per invertire la rotta e avviare un piano di
rinascita della Sicilia interna, Futuro Nazionale Enna 1054 propone soluzioni strutturali su
cui si sollecita una attenta riflessione e azione legislativa da parte delle istituzioni regionali:
Vigilanza sulla Sanità di Prossimità e difesa dei servizi giudiziari: È necessario superare
la logica dell’accentramento che penalizza le comunità dell’interno. Il comitato ha già
formalizzato una dettagliata richiesta di informazioni all’ASP e all’Assessorato Regionale
della Salute per tutelare la piena operatività dei quattro ospedali chiave della provincia
(Enna, Leonforte, Nicosia e Piazza Armerina). Parallelamente, si chiede di preservare e
valorizzare gli uffici dei Giudici di Pace nei comuni dell’entroterra. Rivolgiamo un invito
alla Regione affinché vigili affinché questi presidi di legalità e giustizia di prossimità non
vengano sacrificati sull’altare dei tagli lineari, evitando ai cittadini lunghi e complessi
spostamenti anche per una causa più semplice.
Monitoraggio delle infrastrutture e trasparenza nei cantieri: La viabilità nelle aree
interne rappresenta una criticità cronica, segnata da cantieri lumaca e collegamenti carenti.
Il comitato segnala i forti ritardi infrastrutturali – tra cui i casi emblematici di Pisciotto e
Villa Farina nel territorio ennese – auspicando una vigilanza attenta da parte degli organi
regionali sul rispetto dei cronoprogrammi, per garantire finalmente all’entroterra reti stradali,
ferroviarie e digitali (banda ultra-larga).
Misure di fiscalità di vantaggio strutturale: Per contrastare la desertificazione
demografica ed economica dei piccoli comuni siciliani, i contributi una tantum non sono più
sufficienti. Occorre una strategia normativa regionale lungimirante e condivisa, volta a
introdurre sgravi fiscali pluriennali e agevolazioni per le imprese, gli artigiani, i
commercianti e le giovani coppie che scelgono di scommettere sul futuro dei borghi interni.
Il comunicato si conclude con un appello alla coesione: “La nostra non è una protesta fine
a se stessa, ma una proposta di collaborazione e mobilitazione per la sopravvivenza della
nostra identità culturale ed economica. Difendere i servizi essenziali, dalla salute alla
giustizia, significa difendere il futuro dell’intera regione. Siamo certi che la Regione
Siciliana saprà cogliere questo invito formale, rispondendo con la necessaria sensibilità
istituzionale”.
Il Referente del Comitato Costituente 1054 di Enna di Futuro Nazionale
Avv. Carmelo Mirisciotti


