Sanità: Cgil e Fp Sicilia, dal governo regionale ancora una volta spettacolo indecoroso
Mannino e Agliozzo: “Riorganizzazione senza trasparenza a tutela di chissà quali interessi”
“Se la situazione resta tale la Cgil si mobiliterà”
Palermo, 10 dic-“In tema di sanità stiamo assistendo ancora una volta a uno spettacolo indecoroso, dietro il quale si muovono chissà quali interessi. Si riorganizza il settore senza confronto con nessuno, neanche con quei soggetti come i sindaci con i quali sarebbe obbligatorio. Non è neanche chiaro se si stia confezionando il piano nelle sedi deputate. E da quello che trapela c’è proprio da temere che ci sarà un ulteriore colpo al servizio sanitario pubblico. Se la situazione resta questa, la risposta della Cgil sarà dura”. Lo affermano i segretari generali della Cgil e della Funzione pubblica siciliane, Alfio Mannino e Gaetano Agliozzo. “Secondo le indiscrezioni che hanno preso il posto della trasparenza dell’azione politica che sarebbe d’obbligo sempre e soprattutto al riguardo di un settore delicato come la sanità- dicono Mannino e Agliozzo- si sta procedendo a smantellare la medicina del territorio e i servizi nelle aree interne. Le assunzioni annunciate ,inoltre-aggiungono- sono una goccia nell’oceano: non basteranno neanche a coprire i posti che si liberano quest’anno. E senza personale – sottolineano i due sindacalisti-le liste d’attesa- oggi lunghissime con prenotazioni per prestazioni importanti anche dopo due anni- potranno solo allungarsi, i servizi saranno più inadeguati rispetto ai bisogni, le strutture previste dal Pnrr resteranno scatole vuote, il personale sanitario sarà ancora di più sotto stress”. “Se queste sono manovre per lasciare spazio ai privati- sostengono- ci chiediamo cosa ne sarà del diritto alla salute che solo un sistema pubblico universalistico può garantire.
Mannino e Agliozzo ricordano che “la sanità sconta un vuoto d’organico stimato in 18 mila unità tra medici, infermieri,Oss e personale amministrativo. Le strutture di medicina di prossimità previste dal Pnrr, come le case di comunità, sono in larga misura al palo- rilevano- e quando ci sono non hanno personale. Vanno allora rimossi i tetti di spesa- dicono i segretari di Cgil e Funzione pubblica- e va varato un piano di rilancio della sanità pubblica con attenzione alla riorganizzazione delle rete ospedaliera senza abbandonare le aree periferiche e interne, al potenziamento della medicina del territorio e all’integrazione socio sanitaria. E con la previsione di un organico reale sufficiente a fare funzionare il sistema garantendo il dritto alla salute dei cittadini”.


