Energie rinnovabili: Mannino, “Il rischio di stop ai progetti di eolico off shore per i mancati incentivi e agli altri per le aree è un fatto gravissimo. A rischio anche il polo logistico di Augusta che creerebbe decine di migliaia di posti di lavoro. Il governo regionale non può stare anche questa volta a guardare”
“Su Termini Imerese no a operazioni di pura finanza o che non prospettino sviluppo industriale dell’area”
Palermo, 14 mag- La Cgil Sicilia, col segretario generale Alfio Mannino, esprime grande preoccupazione sul fatto che, come conseguenza delle incertezze che si aprono sulle rinnovabili, “possano saltare anche i 50 milioni destinati a potenziare il porto di Augusta, che dovrebbe accogliere il polo logistico per la costruzione e assemblaggio delle pale eoliche”. “E’ un rischio talmente grave- dice Mannino- che sarebbe il caso che il governo regionale intervenga per evitare questa ulteriore mannaia sul futuro della Sicilia. Dal progetto infatti-sottolinea- deriverebbero una prospettiva produttiva importante e decine di migliaia di posti di lavoro”. Mannino aggiunge che “sono note a tutti la centralità delle politiche energetiche per lo sviluppo e le potenzialità della Sicilia sulle rinnovabili. L’ esclusione dell’eolico off shore dagli incentivi Fer2 e il caos sui criteri di identificazione delle aree idonee e non per le rinnovabili, dopo la sentenza del Tar che obbliga il ministero a riscrivere entro 60 giorni il relativo decreto, mettono in allarme- afferma Mannino- sulla possibilità di realizzare i progetti e su tutte le ricadute occupazionali che ne deriverebbero”.
“Dopo avere acconsentito a progetti come quello dello smantellamento della chimica di base- dice Mannino- il governo regionale cosa intende fare adesso? Intende tacere sulle rinnovabili, su Augusta e anche sul futuro dell’area industriale di Termini Imerese?” A proposito di Termini Imerese, il segretario della Cgil Sicilia punta il dito su “operazioni finanziarie che non prospettano nulla di buono per il futuro industriale”. Ma anche sul rischio di “attenzioni legate alla esclusiva logistica, che farebbero di fatto morire l’area industriale e non porterebbero granchè al territorio. La disattenzione del governo nazionale alla Sicilia si conferma- conclude- e con essa la totale acquiescenza del governo regionale”.


