RIFORMA DELLA DIRIGENZA REGIONALE: UNA SCELTA NON PIÙ RINVIABILE. IN GIOCO
IL RICAMBIO GENERAZIONALE, I CONCORSI E L’EFFICIENZA DELLA REGIONE
La riforma della dirigenza regionale è indispensabile e non può più essere rinviata. Ogni ulteriore
ritardo rischierebbe di compromettere un percorso di modernizzazione amministrativa atteso da
anni e necessario per rafforzare l’efficienza della macchina regionale.
La riforma della dirigenza regionale rappresenta una delle misure più importanti e attese per
garantire stabilità organizzativa, efficienza amministrativa e capacità operativa
all’Amministrazione della Regione Siciliana. Per questo motivo desta forte preoccupazione
l’ipotesi di ulteriori rallentamenti nel percorso legislativo di un provvedimento che riguarda
direttamente il buon funzionamento delle istituzioni e la qualità dei servizi resi a cittadini e
imprese.
Il disegno di legge attualmente all’esame della I Commissione Affari Istituzionali dell’Assemblea
Regionale Siciliana non può essere ridotto a terreno di confronto tra schieramenti politici. La
posta in gioco è molto più ampia: si tratta di rafforzare la struttura amministrativa regionale,
valorizzare le professionalità esistenti e creare le condizioni per il necessario ricambio
generazionale attraverso l’avvio delle procedure concorsuali attese da anni e indispensabili per
garantire il futuro dell’Amministrazione regionale.
Da tempo i dirigenti regionali operano in un contesto caratterizzato da una progressiva riduzione
degli organici e da responsabilità sempre più rilevanti. Nonostante tali difficoltà, continuano ad
assicurare la continuità amministrativa e il funzionamento degli uffici, spesso gestendo
competenze sempre più estese e complesse. Una situazione che richiede risposte concrete e
tempestive.
Ritardare ulteriormente una riforma finalizzata a rafforzare l’organizzazione amministrativa
significherebbe mantenere la Regione in una condizione di incertezza organizzativa che non
giova né all’Amministrazione né ai cittadini. La Sicilia ha bisogno di una pubblica amministrazione
capace di programmare, decidere e attuare efficacemente le politiche di sviluppo e gli interventi
necessari alla crescita economica e sociale del territorio.
La I Commissione Affari Istituzionali ha oggi l’opportunità di offrire un segnale concreto di
responsabilità e maturità istituzionale, consentendo il rapido completamento dell’esame del
provvedimento. Allo stesso modo, il Parlamento regionale è chiamato a compiere una scelta
attesa da lungo tempo, nell’interesse esclusivo della Regione Siciliana.
La riforma della dirigenza regionale non appartiene a una maggioranza o a un’opposizione. Non
appartiene neppure a una singola categoria di lavoratori. Appartiene alla Sicilia e al suo futuro
amministrativo.
Da questa riforma dipendono non soltanto il miglioramento dell’assetto organizzativo
dell’Amministrazione regionale, ma anche il necessario ricambio generazionale della dirigenza e
l’avvio delle procedure concorsuali indispensabili per garantire alla Regione le professionalità di
cui avrà bisogno nei prossimi anni. Ogni ulteriore rinvio rischierebbe pertanto di produrre effetti
negativi destinati a riflettersi sull’intero sistema amministrativo regionale.
Per queste ragioni si auspica una rapida conclusione dell’esame del disegno di legge e il suo
tempestivo approdo in Aula, affinché il Parlamento siciliano possa esprimersi su una riforma
attesa da anni e non più rinviabile.
La credibilità delle istituzioni si misura anche nella capacità di portare a compimento le riforme
necessarie al buon funzionamento della pubblica amministrazione. La riforma della dirigenza
regionale rappresenta una di queste.
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