Privatizzazione SAC, Campo (M5S): Operazione tutt’altro che vantaggiosa per i siciliani, dalla Regione risposte vaghe
La proposta: Creazione di una rete aeroportuale siciliana pubblica di tutti gli aeroporto sul modello pugliese.
Ragusa 3 agosto 2026 – “Riguardo alla privatizzazione degli aeroporti di Catania e Comiso, abbiamo sempre posto molti dubbi e presentato ufficialmente domande a cui non abbiamo mai avuto risposte, questo acuisce i nostri sospetti su un’operazione che tutto sembra fuorché economicamente vantaggiosa per la sicilia e i siciliani. Un’opera che ha ricevuto corposi investimenti pubblici ora viene ceduta con l’assenza di uno studio indipendente che dimostri la maggiore convenienza della vendita rispetto al mantenimento del controllo pubblico. Una compravendita milionaria s’è non miliardaria che avviene mentre la Camera di commercio del Sud-Est, principale azionista della SAC, è ancora amministrata da un commissario nominato da Schifani che evidentemente ha tutto l’interesse a gestire per un suo tramite l’operazione”.
Lo dichiara Stefania Campo, deputata regionale del Movimento 5 Stelle all’Assemblea regionale siciliana, che ha trasmesso al presidente della IV Commissione Ambiente, Territorio e Mobilità dell’Ars, Giuseppe Carta, una nota contenente ben quindici quesiti sulla procedura avviata per la vendita della maggioranza delle azioni della SAC.
“Ho chiesto alla Commissione di inserire le mie domande unendole a quelle richieste di informazioni che saranno inoltrate alla società. Nella precedente audizione avvenuta a metà maggio, avevamo posto gli stessi quesiti e abbiamo ricevuto risposte vaghe e in alcuni casi non pertinenti alla domanda, come se si facesse finta di non capire e si rispondesse su altro. Questa mancanza di trasparenza di Sac nella gestione della vendita non ha fatto altro che accentuare dubbi e sospetti”.
Particolare attenzione viene riservata al futuro dell’aeroporto di Comiso: “Nella procedura – sottolinea la deputata ARS – non risultano ancora fissati investimenti minimi, livelli di traffico, nuove rotte, standard occupazionali, scadenze e penali specifiche per Comiso. Quali garanzie impediranno che lo scalo ibleo venga utilizzato soltanto come aeroporto di emergenza o di riserva, mentre traffico, risorse e investimenti saranno concentrati su Catania? Comiso senza una tutela pubblica sarà sacrificato agli interessi industriali del futuro socio privato”.
Per l’esponente del Movimento 5 Stelle esiste un’alternativa concreta alla privatizzazione: la creazione di una rete aeroportuale siciliana pubblica, capace di coordinare Catania, Palermo, Comiso e Trapani e di integrare nella programmazione anche Lampedusa e Pantelleria. “La rete aeroportuale pugliese dimostra che un sistema pubblico e coordinato tra più scali non è affatto un’ipotesi astratta. Anche in Sicilia esistono già le condizioni per realizzarlo: nonostante la frammentazione tra diverse società di gestione, i quattro maggiori aeroporti dell’Isola restano sotto il controllo di enti territoriali pubblici. Pertanto non dovrebbe essere complicato per Schifani riunirli sotto un unico cappello di gestione coordinata dalla regione ma lui ha scelto di disperdere questo patrimonio, ma lui ha scelto di disperdere questo patrimonio per chissà quali altri interessi.” – conclude Campo.


