L’affondo freddo tra giovedì e sabato ha fatto il suo dovere, facendo registrare temperature consone ad un mese invernale; inoltre, complice il persistente nucleo di venerdì pomeriggio, ha portato accumuli superiori a quelli ipotizzati (15 i millimetri nelle 48 ore del peggioramento). Ma questo era in effetti nell’aria, considerando la facilità con cui da un mese e mezzo la pioggia cade abbondantissima.
Da oggi, domenica 22 febbraio, e soprattutto da domani si apre, dicevamo, un periodo soleggiato, stabile e mite, molto mite: avremo valori di 4-5 gradi sopra la media, con punte anche maggiori. Sarà primavera, soprattutto di giorno. E febbraio, lo ripeto, chiuderà con un notevole sopra media, sulla scia di quello che succede da decenni, con intensità ahimè crescenti.
Certo, dopo tanta pioggia, una fase asciutta è necessaria e utilissima, ma magari non con questi eccessi termici.
Questo è, tradizionalmente, un periodo adatto per le piantumazioni, oggi più che mai utili anzi indispensabili: gli alberi, oltre all’innegabile valore estetico capace di redimere anche le aree più degradate, sono fondamentali per condizionare in meglio il nostro microclima. Lo abbiamo scritto più volte, se pensiamo di essere impotenti contro il cambiamento del clima, sbagliamo, il nostro futuro, quello delle nuove generazioni, dipende da noi. Importante è scegliere le essenze più adeguate al nostro ambiente, resistenti e tenaci: querce, frassini ossifilli, cipressi piramidali, tanto per citare i più diffusi. Ne riparleremo.
Al prossimo aggiornamento.
Luca Alerci


