Parlare di clima oggi porta con sé una enorme responsabilità. Nei nostri articoli, ormai da anni, cerchiamo di spiegare le dinamiche del cambiamento in atto senza allarmismi e con dati certi. La cosa più importante resta quella di evitare la confusione tra meteo e clima. La meteorologia infatti analizza i fenomeni atmosferici nel breve periodo e nulla spiega delle tendenze decennali. Da questo punto di vista niente esclude, anzi è probabile, che nei prossimi mesi o nella prossima stagione fredda potremo avere un ritorno in grande stile delle piogge. Se questo, come speriamo tutti, accadrà, sicuramente molti diranno come gli allarmi lanciati quest’anno fossero infondati e che siccità e piogge si sono sempre alternate, soprattutto al sud. Ed è vero. Cosa però c’è di sbagliato in questo approccio? Che non si guarda alle tendenze più a lungo termine, che è ciò di cui si occupa non la meteorologia ma la climatologia. Ebbene, se anche ritornerà a piovere e a fare un inverno vero, i 3 gradi in più nelle temperature medie che si hanno oggi rispetto a quaranta anni fa restano lì, come dato climatico di fondo, pronto a condizionare il nostro futuro: tre gradi in pochi anni, un dato sconvolgente.
Mi sembrava doveroso fare questa precisazione e mi sembra doveroso che la distinzione di cui abbiamo parlato, tra eventi transitori e tendenze, la abbiano in mente tutti, soprattutto chi si occupa di informazione ambientale. Perché se da un lato il negazionismo è frutto di mera ignoranza dei dati climatici, dall’altro lato, collegare ogni evento anomalo al riscaldamento globale è ugualmente sbagliato e direi pure controproducente: è un po’ come gridare al lupo.
Per quanto riguarda la previsione, purtroppo nessuna novità: la fase calda continuerà per la seconda decade di luglio, con minime oscillazioni, che porteranno un nuovo picco da domenica prossima. Saremo con valori di 6 gradi circa sopra la norma (33-35 gradi a Enna alta), ma il problema più grave resta la durata di tali configurazioni che ormai normalmente è più che doppia rispetto al passato. Una anomala normalità. In foto, la diffusione delle polveri sahariane, che coincide con lo spostamento sostanziale, sul Mediterraneo, della circolazione atmosferica nordafricana: saranno più abbondanti nei prossimi giorni. Ne riparleremo.
Al prossimo aggiornamento.
Luca Alerci
Associazione MeteoPalermo ONLUS


