Presentato a Enna il libro “Il terrorismo Italiano” di Giovanni Bianconi
Al Teatro Neglia di Enna, nell’ambito della rassegna “Gli anni di piombo, nel racconto di 4 autori”, sono state ricordate importanti pagine di storia alla presenza di Giovanni Bianconi, in occasione della presentazione del suo ultimo saggio “Il terrorismo Italiano”. Sul palco vi erano anche il giornalista parlamentare, già vicedirettore dell’agenzia ANSA Paolo Corallo, quale moderatore e Alessandro Centonze, Consigliere della Corte di Cassazione. L’iniziativa è stata intervallata dalle letture di alcuni passi del suo libro da parte di alunni dell’Istituto “Napoleone Colajanni”.
Ad aprire la serata è stata Claudia Serio, che ha fornito una presentazione generale dei protagonisti dell’evento, per poi passare la parola al sindaco Maurizio Dipietro che ha ringraziato le istituzioni, le autorità, il presidente dell’Università Kore Cataldo Salerno e lo scrittore Giovanni Bianconi.
Dopo la presentazione e i saluti vi è stata la lettura di un passo dell’opera “Io so” del poeta Pier Paolo Pasolini e a seguire l’avvio del dibattito che si è sviluppato affrontando prima il terrorismo di destra, nato nei primi anni 70 e in particolare con la Strage della Loggia nel 1974 a Brescia, mediante una bomba nascosta in un cestino che provocò la morte di otto persone e il ferimento di altre centodue. Questo evento è stato analizzato con molti particolari dal Consigliere della Corte di Cassazione Centonze, in quanto si è occupato del relativo procedimento penale, dopodiché ha narrato e illustrato quelle che sono le diverse organizzazioni terroristiche.
Dopo un ulteriore analisi di gruppi terroristici neri, è intervenuto lo scrittore Bianconi, autore di numerosi testi su vari appartenenti al terrorismo italiano sia di destra che di sinistra, il quale ha dibattuto sulla nascita di quello rosso, in particolare delle Brigate Rosse, nate originariamente in Veneto e in Emilia-Romagna, sviluppatesi in seguito alla presenza di numerose fabbriche e quindi di operai. Un particolare approfondimento è stato dato all’atto terroristico più grave compiuto dalle Brigate Rosse, quello del rapimento e dell’omicidio, del presidente della Democrazia Cristiana, di Aldo Moro avvento nel 1978 a Roma.
Sia Bianconi che Centonze, protagonisti dell’incontro, hanno dato vita ad un’interessante analisi riguardo l’organizzazione logistica, le dinamiche e le possibili motivazioni oscure che hanno provocato la cosiddetta “strategia della tensione”, che ha connotato per oltre un decennio, dai primi anni 70 fino agli anni 80, la storia italiana.
Valeria Restuccia


