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Poste, Cisl, Fail, Confsal e Ugl: “Ridurre drasticamente servizi per contenere il contagio. E subito lo smart working”

Poste, Cisl, Fail, Confsal e Ugl: “Ridurre drasticamente servizi per contenere il contagio. E subito lo smart working”
Palermo – I servizi postali siano ridotti drasticamente e si avvii velocemente lo smart working. A chiederlo sono Cisl Slp, Failp Cisal, Confsal Comunicazioni e da Ugl Comunicazioni, che aggiungono: “Ci rendiamo conto che quest’emergenza sia stata un fulmine a ciel sereno per tutti e che l’Azienda, non senza difficoltà debba ottemperare anche a contraddizioni evidenti ma, non possiamo di certo mettere a repentaglio la salute dei Lavoratori, delle loro famiglie e anche dei clienti”. Secondo i sindacati di categoria non si possono applicare le disposizioni di sicurezza. “I portalettere – affermano Cisl Slp, Failp Cisal, Confsal Comunicazioni e da Ugl Comunicazioni – si recano nelle case dei siciliani, gli impiegati allo sportello, senza tutele strutturali, operano a distanza ravvicinata con i clienti. Va avviata una drastica riduzione dei servizi per tutelare i lavoratori che, in quanto fortemente esposti, diventano a loro volta dei potenziali “trasmettitori di contagio. Gli stabilimenti e gli uffici senza sanificazione, ad oggi, sono potenziali portatori di virus. La paura delle persone/dipendenti in questo periodo è enorme e non sappiamo più come gestirla”. L’azienda ha già ridotto alcuni servizi ma, come sottolineano le sigle sindacali, ancora non basta. Nel settore postale ha stabilito che il 75% deve essere presente mentre per gli impiegati dei servizi finanziati siamo al 50%. Lo smart working tarda ad arrivare. Cisl Slp, Failp Cisal, Confsal Comunicazioni e da Ugl Comunicazioni propongono di lasciare soltanto presidi di uffici postali con erogazione di pochi servizi essenziali, tra i quali il caricamento degli atm per l’erogazione del contante; questo consentirebbe la garanzia di liquidità. I sindacati lanciano un appello ai cittadini affinché si rechino agli uffici postali per evidente esigenze e non per consulenza sui servizi. “Usino i numeri dedicati – concludono – evitino di affollare le nostre sedi per pratiche che sono decisamente rinviabili. Stiano a casa nell’interesse di tutti”.

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