Polizia Penitenziaria: SAPPE, “ricostruzioni false su riassetto Corpo e DAP, rischio per sicurezza agenti”
ROMA – Il SAPPE interviene sulle recenti ricostruzioni giornalistiche riguardanti il riassetto organizzativo della Polizia Penitenziaria, definendole “gravemente inesatte” e, in alcuni casi, “strumentali”, con possibili ricadute sulla sicurezza del personale.
Secondo Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, la rappresentazione della Direzione generale delle specialità come una struttura creata dall’attuale governo “non corrisponde ai fatti”. Le basi normative dell’assetto, si sottolinea, risalgono infatti a provvedimenti adottati tra il 2017 e il 2019, sotto esecutivi di diverso orientamento politico, che hanno ridisegnato l’organizzazione dirigenziale del Corpo. “Un ordine di servizio – evidenzia il SAPPE – non istituisce nuove strutture, ma dà attuazione a quanto già previsto dalla legge”.
Nel mirino anche le ricostruzioni relative alle carriere dei dirigenti, con riferimento alle promozioni per meriti straordinari. Il SAPPE respinge le insinuazioni di favoritismi, ricordando che si tratta di procedure “tra le più rigorose e sottoposte a controlli multilivello, fino alla verifica della Corte dei conti”. I percorsi professionali citati, aggiunge il sindacato, “si sono sviluppati in un arco temporale lungo e sotto governi diversi, circostanza che esclude letture di parte”.
Critiche anche all’utilizzo mediatico di episodi di cronaca, come una recente cena a Roma, ritenuti dal SAPPE “strumentalizzati per delegittimare anni di lavoro istituzionale a favore del Corpo”. “I risultati ottenuti in termini di autonomia funzionale e rafforzamento delle strutture – si legge – appartengono alla Polizia Penitenziaria e non possono essere messi in discussione da polemiche costruite ad arte”.
Sul piano operativo, il sindacato smentisce ipotesi di riduzione dei controlli su funzioni sensibili, come il regime 41 bis o le attività del GOM e del NIC. “La nuova struttura opera sotto il coordinamento del vertice dipartimentale e alle dirette dipendenze del Capo DAP, senza modificare la catena di comando”, viene precisato.
Capece conclude auspicando che “valutazioni politiche contingenti non compromettano le conquiste ordinamentali e operative raggiunte”, ribadendo la necessità di garantire “strutture solide e adeguate” agli agenti impegnati quotidianamente “in condizioni difficili tra sovraffollamento e carenza di organico”.


