“Paesaggi Aperti ad Enna”
17 Ottobre 2024 ore 16:00 – 19:00
Sede Ordine Architetti PPC Enna, Via Sant’Agata 90 – Enna
Il giorno 17 ottobre dalle 16.00 alle 19.00 negli spazi della Sede Ordine Architetti PPC di
Enna in Via Sant’Agata 90 – Enna si terrà l’incontro “Paesaggi Aperti a Enna”: il
secondo dei seminari di monitoraggio del progetto di ricerca “Paesaggi Aperti.
Comunicazione, partecipazione, empowerment delle comunità”, realizzato in Sicilia
dall’Istituto Nazionale di Architettura IN/Arch con la sezione territoriale IN/Arch Sicilia e
finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca grazie al bando FRES “Fondo per la
ricerca in campo economico e sociale” annualità 2021-22.
L’evento di Enna è organizzato dall’Istituto Nazionale di Architettura IN/Arch con la sezione
territoriale IN/Arch Sicilia in collaborazione con l’Ordine degli Architetti PPC della
Provincia di Enna. Nel condividere gli esiti del progetto di ricerca, il seminario “Paesaggi
Aperti a Enna” propone una occasione di confronto volta a favorire lo sviluppo di future
collaborazioni e di nuovi progetti con focus particolari sulla Sicilia. Il primo seminario di
monitoraggio si è tenuto a Ragusa e, dopo questo secondo incontro ad Enna, si prevede un
ulteriore seminario di monitoraggio a Siracusa.
Si parte alle ore 16.00 con i saluti istituzionali di Sebastiano Fazzi (Presidente Ordine
Architetti PPC Enna. A seguire Mariagrazia Leonardi (presidente IN/Arch Sicilia) e Lucia
Pierro (consigliere IN/Arch Sicilia) introdurranno il progetto PAESAGGI APERTI.
Si passerà quindi la parola ai progettisti del Workshop di rigenerazione urbana “Paesaggi
Aperti per riabitare Favara”, caso studio affrontato nel corso del progetto di ricerca pensato
per valorizzare culture e competenze locali mediante un processo multidisciplinare di
formazione e comunicazione delle conoscenze volto a implementare le “comunità di
patrimonio” e, utilizzando pratiche collaborative nel paesaggio che rileggono l’esperienza
comunitaria sviluppata in Sicilia da Danilo Dolci a partire dagli anni ’50 con l’obiettivo di
valorizzare culture e competenze locali rafforzando la complessa rete di relazioni fisiche,
economiche e sociali che attraversano questi territori.
Lillo Giglia; Giovanni Fiamingo, Giovanna Russo, Domenica Benvenga (NextBuild);
Salvo Terranova, Giorgia Testa, Arianna Lo Re (lineaT studio); Francesco Moncada e
Mafalda Rangel (Moncada Rangel) e Lucia Pierro (AutonomeForme.Architettura),
progettisti del caso studio “Paesaggi Aperti per riabitare Favara”, condivideranno la proposta
di rigenerazione urbana del sistema urbano che si snoda lungo Via Reale, uno degli
assi del centro storico di Favara oggi reso sempre più degradato e inaccessibile a causa
dell’abbandono di gran parte delle abitazioni e dei vari crolli determinati da decenni di
incuria. Ciò malgrado Via Reale, come altre parti del centro storico di Favara, preserva
ancora il suo riconoscibile patrimonio di memoria ed un disegno urbano tuttora
organicamente visibile caratterizzato dalla continuità tra spazio esterno e spazio interno, tra
strada, corti e manufatti formando il tessuto connettivo compatto della città antica. Si tratta
quindi di una condizione feconda per delineare nuove strategie di ri-generazione urbana
capaci di ri-abitare e ri-gnificare i luoghi affrontando in modo sistemico – e con audacia – le
sfide del degrado urbano, dei cambiamenti climatici, del declino demografico e
dell’integrazione sociale dei migranti.
A seguire, l’intervento di Mariagrazia Leonardi, Silvia Porcaro e Alessia Zimbili ed il
contributo dei Progettisti: Giulia Labruna, Rossella Zappalà (ACA Amore Campione
Architettura); Giovanni Calabrese, Antonio Carcione ed Eleonora Strazzeri (Ellenia+Tre
Architettura)Workshop “Paesaggi Aperti per Antico Corso” dedicato alla valorizzazione dello
spazio pubblico che s’innesta tra i grandi interventi di ristrutturazione urbana previsti dalle
Legge Regionale 13/2015 per il quartiere, il verde pubblico, la fruizione delle numerose
presenze archeologiche che permangono nell’area, la valorizzazione paesaggistica delle
tracce della colata lavica del 1669. Nel sovrapporsi del layer barocco a quello greco o
romano, la Collina di Montevergine, ricadente nel perimetro del Parco Archeologico e
Paesaggistico di Catania e della Valle dell’Aci e nel perimetro delle aree UNESCO, è
emblematica dell’identità di Catania come città doppia e offre una condizione feconda per
delineare strategie di rigenerazione urbana e di empowerment delle comunità capaci di
recuperare il senso della memoria dei luoghi affrontando anche le sfide del degrado urbano,
del recupero della biodiversità, dell’integrazione intergenerazionale, dell’accessibilità e
dell’inclusione sociale.
L’incontro sarà moderato da Maurizio Caudullo (Vice Presidente IN/Arch Sicilia) e da
Ignazio Lutri (consigliere IN/Arch Sicilia) ed a seguire è previsto un dibattito a cura di
Sebastiano Fazzi (Presidente Ordine Architetti PPC Enna).
“Paesaggi Aperti” parte dalla consapevolezza che la Sicilia – con la sua dimensione
mediterranea, isolana ma non isolata – può offrire un terreno di prova ove sviluppare pratiche
di empowerment e coinvolgimento delle comunità che rendano possibile la scoperta e
costruzione di nuovi “Paesaggi Aperti” al cambiamento e all’ascolto reciproco. I seminari
di monitoraggio costituiscono in tal senso una importante tappa del progetto di ricerca
“Paesaggi Aperti” poiché permettono di intessere una importante rete di scambio e
confronto sulle esperienze di partecipazione sociale e di rigenerazione recentemente
attivate nell’isole.
Come ci dice Sebastiano Fazzi, Presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Enna, “i temi
che verranno trattati sono temi di grande attualità che interessano l’intero territorio
nazionale. I progetti di rigenerazione urbana affrontati con questa ricerca, devono infatti
servire da stimolo alle nostre comunità, per l’attuazione di processi di rigenerazione urbana
necessari e indispensabili alle nostre città.
Anche nel nostro territorio, grazie al DPCM 17 dicembre 2021, abbiamo avuto modo di
affrontare con fondi PNRR, temi e progetti che mirano a favorire processi di rigenerazione
urbana. Sono cinque i concorsi di progettazione attivati ed espletati, che hanno dato
l’opportunità alle stazioni appaltanti, di dotarsi di PFTE, attualmente in attesa di fondi per la
loro realizzazione. Infine – conclude Fazzi – auspichiamo che la legge sulla rigenerazione
urbana, attualmente al Senato, possa vedere al più presto la sua promulgazione dando la
possibilità ai nostri territori di migliorare la qualità del patrimonio costruito, al fine di
perseguire la coesione sociale, la tutela dell’ambiente e del paesaggio, e la salvaguardia
delle funzioni ecosistemiche del suolo, contribuendo al miglioramento della qualità della
vita”.


