Nei giorni scorsi sono intervenuto in Assemblea Regionale Siciliana in merito all’ultimo rapporto dell’ISPRA sul 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐮𝐦𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐢𝐧 𝐒𝐢𝐜𝐢𝐥𝐢𝐚.
Il Rapporto ha fornito un quadro aggiornato dei processi di trasformazione del territorio regionale all’interno di un più ampio quadro di analisi delle dinamiche delle aree urbane, agricole e naturali.
Il Rapporto ha anche evidenziato una 𝐬𝐢𝐭𝐮𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐩𝐫𝐞𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐒𝐢𝐜𝐢𝐥𝐢𝐚, che è tra le regioni italiane con più consumo netto di suolo (608 ettari nel 2022). In Sicilia il suolo attualmente consumato è di 167.684 ettari, pari al 𝟔,𝟓𝟐% 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐚 𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞, con un consumo pro capite di 346 mq per abitante. Le province con il consumo di suolo più elevato sono Palermo e Catania, mentre la provincia di Siracusa è quella che ha avuto il maggiore incremento nell’ultimo anno (+140 ettari).
Negli ultimi anni l’iniziativa della regione e delle amministrazioni locali sembra essere riuscita solo marginalmente, e solo in alcune parti del territorio, ad arginare l’aumento delle aree artificiali, rendendo evidente la forza del fenomeno e il fatto che gli strumenti attuali non abbiano mostrato ancora l’auspicata efficacia nel governo del consumo di suolo.
Tutto ciò rappresenta un grave vulnus per la capacità della Sicilia di adattarsi ai 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐜𝐥𝐢𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐢, con territori sempre più fragili che non possono più permettersi questo tasso di 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐮𝐨𝐥𝐨.
Appare chiaro che solo idonee politiche regionali e locali di contenimento del consumo di suolo possono consentire il raggiungimento dell’obiettivo europeo del suo azzeramento, garantendo una ripresa sostenibile dei territori attraverso la promozione del capitale naturale e del paesaggio, la 𝐫𝐢𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 e la 𝐫𝐢𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐮𝐫𝐛𝐚𝐧𝐚 e l’edilizia di qualità, oltre al riuso delle aree contaminate o dismesse.
Chiediamo con forza al Governo regionale di provvedere ad una revisione delle politiche regionali in materia di tutela del territorio intraprendendo azioni mirate per limitare il fenomeno del consumo del suolo. Chiediamo, inoltre, di definire un 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐨 𝐞𝐝 𝐞𝐟𝐟𝐢𝐜𝐚𝐜𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐝𝐫𝐨 𝐧𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨 e per un maggiore orientamento delle politiche territoriali verso la 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐚𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞 e la 𝐭𝐮𝐭𝐞𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐚𝐞𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨.
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