NICOSIA: MOLTO PARTECIPATO INCONTRO DEL COMITATO REFERENDARIO PER IL “NO”.
Numerosi interventi di rappresentanti politici, professionisti ed ampia partecipazione del pubblico all’incontro del Comitato per il NO.
Sabato 21 febbraio, presso l’auditorium dell’ex teatro comunale di Nicosia, si è svolto – con un’ampia partecipazione di cittadini – l’incontro organizzato dal Comitato del No al referendum costituzionale in programma il 22 ed il 23 marzo.
Tutti i relatori, esponenti politici, sindacali, avvocati ed altri professionisti, hanno concordato sulla inutilità e pericolosità per gli assetti e gli equilibri costituzionali della riforma Meloni-Nordio, che non migliora in nessun modo il servizio giustizia.
le ragioni del No espresse da tutti i relatori possono essere sintetizzate nella formula: OCCORRE UNA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA E NON DELLA MAGISTRATURA.
La riforma proposta non è affatto capace di migliorare il servizio giustizia per i cittadini: non vengono ridotti i tempi dei processi, non vengono aumentate le dotazioni organiche sia di personale, che di mezzi e di risorse, non vengono stabilizzati i precari.
Dal tavolo dei relatori è stato ribadito l’allarme per lo stravolgimento dell’assetto costituzionale, l’alterazione dell’equilibrio tra i poteri dello Stato, il pericolo concreto della sottoposizione del potere giudiziario, e segnatamente della magistratura inquirente, all’esecutivo. La riforma della magistratura – è stato evidenziato nel corso del dibattito – si inserisce in un vasto programma di scassinamento della Costituzione attraverso i successivi passaggi dell’Autonomia differenziata e del Premierato,
Il dibattito – che si è protratto per oltre tre ore – è stato organizzato e moderato da Aldo La Ganga, rappresentante provinciale di Europa Verde AVS .
Indi ha preso la parola l’avvocato Piergicomo La Via, portavoce provinciale del Comitato, che ha ampiamente sviscerato il tema referendario, non solo sotto il profilo giuridico, ma anche in ordine alle problematiche politiche implicate dalla riforma.
Si sono susseguiti qualificati ed articolati interventi della Dott.ssa Stefania Leonte, Sostituto Procuratore presso la Procura di Caltanissetta, che ha illustrato, censurandoli, i profili tecnico-giuridici del nuovo assetto profilato nella riforma; dell’avv. Pietro Gurrieri, autore del libro Dividi et impera; dell’avv. Francesco Alberghina, responsabile provinciale di Controcorrente (movimento politico del deputato regionale Ismaele La Vardera), di Gabriella Grasso dell’esecutivo regionale di Europa Verde AVS.
E’ seguito, quindi, l’intervento del prof. Antonello Catania, ex sindaco di Nicosia ed attuale segretario del Circolo PD di Nicosia e Villadoro, del Prof. Antonio Allegra Filosico, consigliere comunale di Nicosia del Movimento 5 Stelle, e dell’On. Lidia Adorno, deputato regionale pentastellata ed, ancora, dell’On. Stefania Marino, deputato nazionale del PD.
Anche la parlamentare nazionale, con dovizia di argomentazioni, ha denunziato i pericoli non solo per il servizio giustizia, ma anche per l’intero sistema costituzionale di equilibrio tra i poteri inerenti alla riforma
In conclusione si è svolto l’intervento dell’avvocato Salvatore Timpanaro, che ha sostenuto le ragioni del NO alla luce della sua ultraquarantennale esperienza giudiziaria, sostenendo che il passaggio dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti è anzi un valore aggiunto ed un arricchimento di esperienza e sottolineando il pericolo per la già preannunciata modifica dell’articolo 109 della costituzione con la sottoposizione della P.G. all’Esecutivo e non più alla magistratura. Antonio Malaguarnera, segretario provinciale della CGIL di Enna, ha sottolineato la necessità del coinvolgimento nella campagna referendaria degli indecisi.
Le conclusioni dei lavori sono state infine affidate all’on. Fabio Venezia, deputato regionale del PD, che con un appassionato intervento ha infiammato l’uditorio, sottolineando il valore della Costituzione nata dalla Resistenza e che, in atto, è sotto attacco da parte di forze politiche che certamente non né condividono i fondamenti antifascisti.


