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Navetta Gratuita a Enna: l’ex assessore Biagio Scillia “Adesso un finto risparmio che non giova al cittadino”

Amicus Plato, sed magis amica veritas – (mi è amico Platone, ma mi è più amica la verità!)
Le ragioni rappresentate dall’Assessore Ferrari per organizzare la nuova gestione del servizio navetta non possono restare prive di considerazione. L’assessore punta tutto su una maggiore economicità, ma raddoppia l costi. Ci offre maldestramente una visione distorta della realtà, per nascondere che un servizio che costava 1,29 euro a km dal 3 maggio, costerà oltre 2,60 euro a Km.
Un finto risparmio dunque, che non giova al cittadino, e soprattutto non rende efficiente un servizio che sino a prima del Covid era funzionante, apprezzato da tutti, un tassello fondamentale all’interno di una visione più ampia di viabilità, di cui oggi, ahimè non si ha più traccia.
Da Assessore, ho avuto modo di valutare punto per punto lo stesso piano di azione che oggi si propina e che portò poi alla formulazione di una gara di appalto, perché così come era ed è proposto, ha un onere superiore in termini economici ed in termini di efficacia.
Facile è trovare il risparmio su servizi completamente diversi. Uno, quello in atto, è svolto da due navette (da 18 posti) che fanno 108 corse giornaliere, e offre un’app che mappa la localizzazione dei mezzi e, in tempo reale, fornisce i dati di attesa; l’altro, quello proposto oggi dall’Assessore, alla modica cifra di oltre 2,60 euro a KM, consisterà in una sola navetta che effettuerà 54 corse.
Va quindi chiarito all’utente che a parità di condizioni (1 sola navetta e 54 corse) con il precedente servizio prima spendevamo 1,29 centesimi a Km, in futuro spenderemo 2,60 euro a KM oltre il biglietto di 0,60 centesimi pagato dal comune per ogni passeggero della navetta.
Quindi un servizio dimezzato, costoso e che allunga i tempi di attesa.
L’Assessore ha certamente l’obbligo di fare chiarezza, su ciò che offre, sui costi reali, e sulle ragioni di non fare una gara pubblica, che di certo non sono determinate da motivi di economicità che di fatto non esistono, anzi.
Perché quindi peggiorare l’offerta data ai cittadini con un costo che è superiore?
E allora chiediamoci se la programmazione di un servizio dovrebbe basarsi sui presunti saldi, o su una visione più ampia della situazione. Non si tratta di chi deve fare o non fare il servizio, ma di pretendere quantomeno gli stessi benefici a parità di costo, perché quello a cui stiamo assistendo è vedere peggiorare l’offerta data ai cittadini con un costo raddoppiato.
Mi verrebbe da dire…cronache di una morte annunciata.

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