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MOVITI FERMA, IL NUOVO ALBUM DI ELEONORA BORDONARO PRESENTAZIONE IN PRIMA NAZIONALE A CATANIA 6 marzo, ore 21.15, Cine Teatro Odeon

MOVITI FERMA, IL NUOVO ALBUM DI ELEONORA BORDONARO
PRESENTAZIONE IN PRIMA NAZIONALE A CATANIA
6 marzo, ore 21.15, Cine Teatro Odeon
Prodotto da Puccio Castrogiovanni, è un album fortemente percussivo. Intimo e dirompente
“Gioiosamente arrabbiato, con i piedi radicati al suolo, gli occhi al cielo e il coltello in mano”
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Eleonora Bordonaro farà partire da Catania, in prima nazionale, il viaggio del suo nuovo lavoro discografico, MOVITI FERMA, con un concerto intimo e dirompente allo stesso tempo, che si terrà venerdì 6 marzo al Cine Teatro Odeon.
La cantautrice di Peternò salirà sul palco accompagnata da Puccio Castrogiovanni (marranzano, plettri, fisarmonica e percussioni); Marco Corbino (chitarra); Michele Musarra (basso); Salvo Farruggio (batteria). Al concerto parteciperanno anche: Agostino Tilotta, Marina Latorraca, Denis Marino, Gaspare Balsamo, Pierpaolo Latina, Jacarànda Piccola Orchestra dell’Etna e Sambazita.
In Sicilia sono previste altre date: il 4 aprile a Palermo (Arci Tavola Tonda), e il 2 e 3 maggio a Taormina (Teatro Odeon). Il 16 aprile l’album sarà invece presentato a Roma con un concerto all’Auditorium Parco della Musica.
MOVITI FERMA, prodotto da Puccio Castrogiovanni, è un album dedicato proprio a Catania, fortemente percussivo. Senza retorica, né desiderio di compiacere. Nervoso ed elettrico nel senso di pieno di linfa, “gioiosamente arrabbiato, con i piedi radicati al suolo, gli occhi al cielo e il coltello in mano”. È un disco che non parla di donne ma fa parlare le donne. Sul coraggio, la parità di trattamento, sulla maternità.
Il titolo si riferisce ad un modo di dire tipico di Paternò, dove “muvirisi” non significa muoversi, ma restare. “Un ossimoro, della lingua e del pensiero – spiega la Bordonaro – che svela l’atavico dualismo tra evolversi o resistere, tra partire e restare. Tra il desiderio di andare e la condanna all’immobilità. Per fortuna. Di questo e anche di corpo e desiderio parla ‘Moviti ferma’”.
Nato in Sicilia, ‘Moviti ferma’ racconta la creatività di una terra che resiste, non si adagia sulle brutture di questi tempi incerti, ma pulsa di vita attraverso la musica: “È un disco corale, la cui ispirazione è condivisa. Generato dalla necessità di sentirsi parte di un mondo affettuoso. È un racconto individuale reso possibile dal sostegno di una collettività, che ne rappresenta forza e paesaggio. È un pensiero alla mia generazione che è andata via credendo di essere libera di scegliere il proprio mondo. Si è ritrovata spezzata per sempre. Perché chi è libero lo è anche di tornare”.
Per questo ‘Moviti ferma’ ha voluto raccogliere e accogliere le migliori energie delle ultime generazioni per condividere un pezzo di percorso. Musicisti, poeti, autori, attori e scrittori.
Cesare Basile, che più di tutti ha raccontato gli ultimi incrociando il blues, la musica africana e la canzone d’autore in un siciliano vero e raffinatissimo, ha arrangiato Tridici maneri ri farisi munnu, un dolce inno alla vita e al mondo del poeta Biagio Guerrera; Marinella Fiume, coautrice di Sprajammu di la luna, un inno femminista naif e sgangherato, eccessivo e festoso con la tromba vulcanica e femminile dell’unica forestiera tra i musicisti, la lucana Marina Latorraca; Agostino Tilotta anima degli Uzeda, storica noise band catanese, che ha accompagnato con la sua chitarra il racconto sognante dell’attore e drammaturgo Gaspare Balsamo, il quale ha immaginato una processione di donne all’alba.
E poi due orchestre mescolate insieme per I Dijevu di Vurchean: l’orchestra Sambazita e Jacaranda Piccola Orchestra dell’Etna, che fanno festa suonando su una melodia della tradizione del samba della comunità nera di Bahia con un testo in gallo italico di San Fratello.
Fabrizio Puglisi che ha accarezzato e strapazzato il suo pianoforte dando vita, insieme al contrabbasso di Giovanni Arena, a A Merca, una piccola storia biografica sul diverso modo di uomini e donne di intendere le sfide; I Lautari, storico gruppo che da trent’anni rinnova la tradizione siciliana con inventiva, ironia e virtuosismo, hanno cullato Omu a Mari di Gaspare Balsamo, ispirato al romanzo ‘Horcynus Orca’ di Stefano D’Arrigo e all’incontro di un marinaio, un uomo semplice con la seduzione delle femminote; Carmelo Chiaramonte cuciniere errante. Chef inventivo, antropologo del gusto, conoscitore dell’animo umano attraverso i sapori, che ha scritto Picchio Pacchio, una ricetta per le melanzane che sottende una gustosa allusione sessuale e Giovanni Calcagno coautore di Moviti ferma, che si avvale del groove di Michele Musarra.
LE PRIME DATE DEL TOUR:
6 marzo Teatro Odeon, Catania
21 marzo Panama, Rennes (Bretagna)
22 marzo Les Pianos, Parigi
4 aprile Arci Tavola Tonda, Palermo
15 aprile Teatro Bertold Brecht, Formia
16 aprile Auditorium Parco della Musica, Roma
2 e 3 maggio Teatro Odeon Taormina

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