ritardi attivazione riserva idrica comuni Ancipa-dipendenti
Spettabili Direttori, Signor Prefetto,
come ormai tristemente noto, 5 comuni della provincia di Enna dipendono quasi esclusiva-
mente dal bacino Ancipa, che è ormai quasi completamente esaurito.
In conseguenza della gestione inefficace, “a braccio” e poco trasparente della crisi idrica, come
ampiamente dimostrato dagli scarsi risultati ottenuti negli scorsi mesi dagli enti che invece
dovrebbero tutelare i cittadini, vogliamo esprimere la nostra critica al cambio di direzione della
crisi, repentino, che la Cabina di Regia sembra aver intrapreso, a nostro avviso senza alcuna
valida motivazione tecnico scientifica.
Dal comunicato della Protezione Civile regionale del 19 novembre, apprendiamo infatti che i
480 mila metri cubi di riserva previsti si sono ridotti a 400 mila m3 e che la riserva inizialmente
prevista a partire dal 15 novembre, in via esclusiva per i soli 5 comuni, si è trasformata in un
“Piano di distacco graduale dei Comuni del Nisseno e dell’Ennese ancora alimentati dal Lago
Ancipa”.
NicosiaAssociazione di promozione sociale
Vicolo I Trappeto S. Agata n. 19 – 94014 Nicosia
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Il Presidente – ing. Fabio BRUNO
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Avevamo già espresso dubbi sul quantitativo riservato ai 5 comuni (e quindi sulle tempistiche
del distacco), per via della fauna ittica (che non è stata trasferita) e la presenza di non trascura-
bili detriti di fondo diga; d’altra parte avevamo verificato che, fatti salvi questi “problemini
trascurabili”, l’attivazione della riserva il 15 novembre avrebbe garantito alle popolazioni coin-
volte la fornitura d’acqua fino a fine febbraio.
In pratica, per i non addetti ai lavori, proseguendo con l’attuale flusso d’erogazione di circa
160.000 m3 a settimana (206 l/s più le perdite), il volume residuo nell’invaso si esaurirebbe in
3 settimane a partire dal 15 novembre (e quindi il 6 dicembre), ma riducendo l’erogazione di
acqua dall’Ancipa da 206 l/s a 32 l/s, si passerebbe da un consumo settimanale di 160.000 m3
ad un consumo di 25.000 m3 (inclusivi delle perdite di rete), ovvero teoricamente durerebbe
sei volte tanto, coprendo il periodo fino a fine febbraio, inclusi circa 100.000 m3 per la soprav-
vivenza dei pesci. Queste sono evidenze scientifiche a prova di smentita.
Il comunicato della Cabina precisa, inoltre, che “Siciliacque già dal 3 novembre ha avviato una
graduale riduzione dei prelievi, oggi arrivata al 60%”. Affermazione non rispondente a verità
o, quantomeno, errata: una riduzione di tale portata dovrebbe essere ben visibile nel grafico
idrometrico del livello dell’acqua dell’invaso Ancipa (visionabile sul sistema AEGIS della pro-
tezione civile regionale e qua allegato), che invece nell’ultimo mese ha una pendenza sostan-
zialmente costante (e un abbassamento di livello di 6,85 metri).
Ovviamente non possiamo avere certezza assoluta a causa del fatto che gli ultimi dati ufficiali
dei volumi degli invasi, in particolare di Ancipa, pubblicati sul sito dell’Autorità di Bacino il
giorno 19 alle 15:45, risalgono guarda caso proprio al 3 novembre1. Non abbiamo la certezza
assoluta, ma abbiamo una certezza matematica: una discontinuità nell’erogazione deve neces-
sariamente provocare una discontinuità nella curva idrometrica. Altra evidenza scientifica a
prova di smentita.
Siamo certi che sono nelle vostre disponibilità i dati volumetrici settimanali e giornalieri
dell’invaso, li abbiamo richiesti parecchie volte, perché non ce li date? Perché non li rendete
immediatamente pubblici? Perché attendere non meno di due settimane prima di pubblicarli?
Che ne è della trasparenza degli enti pubblici?
Ebbene alla data di oggi, 22 novembre, sono già trascorsi sette giorni da quel fatidico 15 no-
vembre ma dal grafico del livello non risulta alcuna apprezzabile riduzione di erogazione e,
come già descritto nella nostra precedente istanza del 18/11/2024 (identificativo messag-
gio: opec210312.20241118091416.122501.263.2.59@pec.aruba.it), questi 135.000 m3 in più
utilizzati (160.000 – 25.000) equivalgono a quasi 6 settimane in meno di riserva per i 5 comuni
1 https://www.regione.sicilia.it/istituzioni/regione/strutture-regionali/presidenza-regione/autorita-bacino-di-
stretto-idrografico-sicilia/novembreAssociazione di promozione sociale
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in questione, che quindi in assenza di piogge avranno acqua (sempre razionata ogni 7 giorni)
fino a metà gennaio, invece che fino a fine febbraio.
Una settimana di ritardo sulle tre settimane disponibili prima dell’esaurimento totale dell’in-
vaso! Come si fa a parlare di “piano di distacco graduale” quando ogni giorno di ritardo del
distacco totale riduce la riserva per i comuni Ancipa dipendenti di quasi una settimana?
Ma anche la soluzione che si prospetta all’orizzonte, ossia la distribuzione con autobotti, è
improponibile tanto è irrazionale.
Infatti:
1. Premesso che lo svuotamento dell’Ancipa è un problema non risolvibile per almeno
due anni (salvo piogge atlantiche);
2. è vero che in passato si sono verificate situazioni di crisi idrica ma, questa volta, la
situazione è molto più grave: la crisi non si era mai verificata nei periodi invernali.
3. la soluzione estrema della distribuzione in piazza mediante autobotti, manifesta una
grave errata valutazione: non avete tenuto in considerazione il fatto che, se l’acqua
dovesse esaurissi totalmente e per questi comuni si dovesse ricorrere alla impensabile
distribuzione in piazza mediante autobotti, l’acqua non potrebbe ugualmente essere uti-
lizzata (se non per il W.C.); dovrebbe essere riscaldata in qualche modo, per poterla
utilizzare per l’igiene personale o per lavare a mano stoviglie e biancheria: un ulteriore
costo, ma soprattutto un insostenibile carico, per tutti i cittadini, e anche per gli ospe-
dali, case di cura, residenze per anziani, famiglie con persone non autosufficienti e molti
altri.
Riuscite ad immaginare gente che nel 2024 sostituisce le docce con bacinelle di acqua riscal-
data sui fornelli?
E poi: sapete bene che le nostre città non si sviluppano in pianura. Dunque, immaginate – per
esempio – i cittadini che dovranno caricarsi l’acqua dalla piazza di Nicosia al quartiere di Santa
Maria Maggiore (60m di dislivello in 400 metri di percorso, pendenza media del 15%), oppure
dalla piazza al quartiere del SS. Salvatore, oppure al quartiere Cappuccini: vogliamo provare?
Parliamo di garantire alla popolazione un bene primario. L’accesso all’acqua è un diritto fon-
damentale e inalienabile, che va garantito a tutti!
Siete sicuri di stare facendo tutto il possibile per evitarci questa sorte? Potete dimostrare che
c’è gente che lavora H24 per trovare soluzioni? Potete dimostrare che avete appianato tutte le
procedure burocratiche necessarie per autorizzare e velocizzare i nuovi allacci? Potete dimo-
strare che in un qualsiasi giorno della settimana c’è gente che lavora a questi nuovi pozzi che
permetteranno di scollegare i comuni da Ancipa?Associazione di promozione sociale
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Viviamo in un territorio privo di servizi e infrastrutture, con strade fatiscenti, dove l’acqua
viene razionata ormai da 5 mesi, ora andiamo incontro anche ad un inverno senza acqua calda…
insomma, con i dovuti distinguo, un po’ come un territorio di guerra. E tra poco è Natale!
Pertanto, dobbiamo ripeterci e, quindi, reiteriamo le nostre richieste:
1. intervenire immediatamente affinché ci venga garantita una riserva sufficiente d’ac-
qua, per evitare che il servizio venga interrotto e si debba ricorrere alle autobotti;
2. nel medio termine, intervenire per garantire azioni che consentano che l’esigua risorsa
idrica dell’invaso Ancipa venga erogata solo ed esclusivamente per gli usi idropota-
bili, che venga ridotto il numero di Comuni serviti dall’invaso, e che si intervenga
immediatamente per ridurre le perdite in rete.
In sostanza, fintantoché il deficit idrico non sarà colmato, l’invaso dovrà essere fruito esclusi-
vamente dai Comuni della provincia di Enna: si debbono scollegare i Comuni per i quali si
sono trovate nuove fonti idriche e si provveda, ad esempio, a mettere in funzione l’invaso Blufi
per la provincia di Caltanissetta.
Se questa soluzione non dovesse essere praticabile, si dovrà trovare il modo di far confluire
nell’invaso Ancipa acqua proveniente da un diverso sistema acquifero, accelerando tutte le
opere programmate, anche mediante l’utilizzo di strutture emergenziali provvisorie.
Ancora “speranzosi” in un serio cambio di marcia, porgiamo i nostri saluti.
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