Migranti: ieri alla Prefettura di Agrigento primo incontro sul tema del superamento dei ghetti. Il Pnrr stanzia per la Sicilia 35 milioni, di questi quasi 2 milioni assegnati al comune di Ribera
Tonino Russo ( Flai Cgil Sicilia) “Alloggi dignitosi e trasporti sicuri come una delle tappe per l’integrazione e la lotta allo sfruttamento”
Agrigento, 17 lug- Ieri, nel corso di un incontro alla Prefettura di Agrigento chiesto dalla Cgil e dalla Flai, è stato affrontato il tema del superamento dei ghetti e degli insediamenti rurali informali di migranti per il quale il Pnrr stanzia 200 milioni per tutto il territorio nazionale, 35 dei quali per 8 comuni siciliani. Quello di Agrigento, è stato il primo degli incontri sollecitati dal sindacato. Al Comune di Ribera, nella provincia in questione, sono stati assegnati 1.880.000 euro che dovranno servire a predisporre soluzioni dignitose di accoglienza per le lavoratrici e i lavoratori agricoli migranti. Il sindaco di Ribera, Matteo Ruvolo, ha reso noto durante l’incontro di avere già individuato un immobile e di stare lavorando per attivare convenzioni per il suo utilizzo per i migranti. Da più parti è stata sottolineata la necessità che le risorse assegnate vengano utilizzate realmente per lo scopo a cui sono destinate e che non vengano spostate per altre criticità. All’incontro hanno partecipato anche organismi, enti e associazioni impegnate nel settore ( Oim, Intersos, Proxima per citarne alcune). Con il convincimento comune che “la lotta allo sfruttamento e al caporalato- dice una nota- inizia dal dare risposte ai lavoratori dal punto di vista degli alloggi e dei trasporti , creando per loro condizioni di vita dignitose” è stato deciso di operare in rete per aggredire il fenomeno dello sfruttamento.
“Abbiamo chiesto alla Prefettura – dice il segretario Generale della Flai Cgil Sicilia Tonino Russo – che al prossimo incontro partecipino tutte le associazioni datoriali del settore agricolo ( anche Confagricoltura e Cia). Strumenti quali la ‘Rete del Lavoro Agricolo di Qualità’ e la Legge 199/2016 sul contrasto allo sfruttamento e al Caporalato – sottolinea Russo- devono iniziare a funzionare creando prevenzione”. Russo rileva inoltre che leggi come la “Bossi Fini” non permettono a molti lavoratori agricoli presenti nel nostro territorio di uscire dalla clandestinità e avere una vita dignitosa”. Altro temi sul tappeto “la necessità di un luogo pubblico dove domanda e offerta possano incontrarsi , dando la possibilità a tutte le aziende che hanno bisogno di manodopera di non essere costrette a rivolgersi ai caporali per il suo reperimento”. Da parte della Prefettura è scaturito l’impegno di delineare una road map , affinchè da settembre queste tematiche vengano affrontate in maniera costante per cercare di dare delle risposte rapide ai lavoratori restituendo loro dignità.


