“Ma allora conviene vendere le patite?!”
Fine Luglio, movimenti di mercato, assetti societari da stabilire e confermare, stage, tornei e documentazioni varie, questa dovrebbe essere l’estate calcistica dilettante del calcio siciliano. Ed invece non è così, quantomeno non per tutti, perché alcune realtà non fanno mercato, non sistemano l’organigramma, non avviano la stagione in tutte le sue forme.
Strategia diversa? No, semplicemente attesa di una sentenza che potrebbe cambiare per sempre la storia di quelle società che si sono trovate coinvolte nello scandalo del calcio scommesse.
Le sentenze sono arrivate, in attesa di eventuali ricorsi sono stati decretati -10 punti per il Troina, -8 punti per il Rotonda, mentre sono state prosciolte Licata e Acireale. Diversi soggetti divisi tra allenatori, giocatori, dirigenti e personale vario sono stati invece colpiti da multe ed ammende, squalifiche ed inibizioni, tra le più note si cita la squalifica di 5 anni ai danni del portiere Daniel Serenari. E’ stato invece prosciolto da tutte le accuse Mr Terranova.
I commenti degli addetti ai lavori non sono stati sicuramente al miele, si aspettavano radiazioni, forti e diverse penalizzazioni, e per chi non si è mai piegato a certi modi di fare leggere di queste condanne e provvedimenti fa pensare una sola cosa “ma allora conviene vendere le partite?!”.
Una procura sportiva che si è dimostrata timida e poco decisa su un aspetto che colpisce al cuore di migliaia di appassionati che ancora credono in qualcosa, in questo sport, che per molti è diventato puro business, sporco tra l’altro.
Si attendono adesso i provvedimenti della procura della Repubblica, dal momento che sono stati riscontrati reati penali e civili a diversi soggetti. Si spera che almeno questa sia sintomo di giustizia.


