Oggi ho tenuto un bellissimo incontro sui Riti della Settimana Santa di Enna, la storia delle confraternite, il loro ruolo ieri e oggi ,le nostre tradizioni presso una scuola ennese. Un bellissimo momento di condivisione e scoperta insieme a tanti bambini, in cui ho dialogato con loro, tramite nuvole di parole, video, foto, slides,immagini legate alla loro etá e con parole semplici, cercando di trasmettere quanto di bello racchiuda la nostra storia, quanto importante sia ciò che ci è stato trasmesso e abbiamo il dovere di tramandare.
Primo di una serie di incontri sulla valorizzazione della cultura locale.
Ho parlato tante volte di Settimana Santa, in contesti informali e formali, da presentazioni di libri a servizi televisivi, eventi culturali, ma penso sia stato proprio oggi il momento più importante, più forte, quello più denso di significato, dalla piú alta missione, che ho sentito proprio tutta : parlarne ai bambini della nostra città. Si , proprio loro, chiamati ad essere i cittadini , le cittadine del domani, i futuri confrati anche.Ho sentito un grande onere , che dovrebbe essere di ciascuno di noi quando parliamo di “Settimana Santa”.
Un viaggio tra le mantiglie colorate, i suoni della banda , i canti del coro, i sapori e gli odori della nostra terra.
Le loro domande, la loro genuinità, la loro semplicità mi hanno permesso di cogliere, ancora una volta, quanto di bello abbiamo tra le mani, quel senso di appartenenza e fierezza che ho cercato, nella semplicità, di trasmettere loro. E che alcuni di loro, così piccoli, sentono già forte.
Perché, mettendo da parte per un attimo ( se e ove possibile ) l’aspetto religioso, la nostra Settimana Santa , le nostre confraternite sono storia locale che si intreccia con storie, quelle di famiglie presenti e passate, con persone, eventi, gesti. La nostra Settimana Santa è appartenenza , un carattere fenotipico del nostro DNA ennese, che a volte banalizziamo, ricusiamo, bistrattiamo.
Come sarebbe bello se lo sguardo di quei bambini potesse, invece, farsi nostro, dei più grandi intendo, per sentire, come loro, la voglia di esserci, di partecipare, di vivere.
Da qui, dalla lodevole iniziativa di maestre così attente a veicolare ai bambini ciò che è storia e cultura della nostra cittá, e che ringrazio di vero cuore per avermi coinvolto, nasce in me il desiderio di un progetto che spero di concretizzare nei mesi a venire “La Settimana Santa Ennese raccontata ai bambini”, un modo per permettere loro di conoscere , gustare, comprendere, capire ciò che sono chiamati a vivere nel presente e a tramandare in futuro.
Abbiamo concluso con questa frase, che poi è il senso di quanto fatto
” Le tradizioni sono il filo invisibile che ci tiene insieme, il luogo sicuro dove tornare. A noi il dovere di tramandarle “.
Non può esserci niente di più vero. In un tempo di così grande incertezza soprattutto.
Pagina Facwbook Luca Ballarò


