Università popolare: Intellettuale e impegno civile
Giovedì pomeriggio, nel giardino di villa Bonsignore, l’Università popolare ha ragionato sulla domanda: “l’intellettuale quale vantaggio reca al suo paese?” Il professore Lorenzo Vicari, contestualizzando il ruolo dell’intellettuale nella società in cui opera, ha fatto un excursus antropologico della figura e del ruolo dell’intellettuale e fra Pasolini e Ungaretti è approdato a Emilio Speciale, senza dimenticare le poesia del leonfortese Enzo Barbera.
La società moderna accoglie un gran numero di intellettuali o sedicenti tali. Ne incontriamo a ogni passo. La TV, i media, i social, pullulano di intellettuali. Sembra quasi che oggi non ci sia cosa più facile che essere intellettuale. Ma a che diritto le persone si attribuiscono tale qualifica? Forse perchè appartengono alla cerchia privilegiata ed esclusiva di color che sanno o perchè hanno letto un centinaio di libri? Ostici e ai più incomprensibili? O perchè fra loro, eletti, comunicano con un linguaggio complicato e incomprensibile? Ponendosi al di sopra della massa, della “gintuzza”, che ha da apprendere sempre e mai da insegnare. Insomma chi è l’intellettuale? L’intellettuale è chi non sa di esserlo o chi a intellettuale non si atteggia? L’intellettuale è un lievito spirituale, il cui scopo è quello: di agitare le acque stagnanti e paludose, di svegliare le menti intorpidite dalla pigrizia mentale, di demolire l’omologazione dominante e disturbare la quiete collettiva. L’intellettuale è l’elemento di disturbo e di contrasto che non accomoda e pacifica, ma turba e provoca con graffiante ironia le sopite coscienze dei benpensanti. L’intellettuale è un fomentatore. Uno spacciatore di dubbi e non perchè più colto dei “sapituri”. L’intellettuale è chi scava nella profondità della quotidianità perchè lo spirito della cultura è dinamico e vitale. Non è intellettuale il competente che moralizza sui social disprezzando i social e chi ne fa uso, ma chi opera senza tregua senza mai fossilizzarsi nelle forme statiche e ripetitive dell’abitudine compiaciuta. L’intellettuale costituisce un elemento prezioso per qualsiasi società perchè risponde a una vocazione . Alberto Moravia nel salutare Pasolini disse: “ Pasolini cercò di provocare reazioni attive e benefiche nel corpo inerte della società italiana. E la sua diversità consisteva appunto in questa provocazione benefica. Proprio in quanto egli era un elemento prezioso per qualsiasi società. Qualsiasi società sarebbe stata contenta di avere Pasolini tra le sue fila. Con lui abbiamo perso prima di tutto un poeta. E di poeti non ce ne sono tanti nel mondo, ne nascono tre o quattro soltanto in un secolo”.
In conclusione alla domanda iniziale così possiamo rispondere: “ l’intellettuale è la coscienza collettiva attraverso la quale una comunità prende consapevolezza di sé”.
In attesa di capire cosa i governanti siciliani faranno della loro terra, l’Università popolare annuncia il programma autunnale: Chiacchierata sul Covid con la dottoressa Nunzia Maria; Parole e significato della Cura di Battiato; Agricoltura e abbandono delle campagne; femminicidi e prevedibili raptus e storia di un partigiano monarchico. Il programma potrebbe subire modifiche e aggiustamenti. Mancando l’Università popolare di una sede, vagherà di volta in volta e grata a quanti vorranno ospitarla fin da ora invita chiunque volesse a partecipare perchè le lezioni sono aperte a tutti.
Gabriella Grasso


