Ma Enna è una città o un parcheggio per gli universitari?
A seguito di una “segnalazione” da parte di una cittadina che entra a gamba tesa sui lavori di realizzazione della prima sezione della ciclovia Caltanissetta Enna.
La signora, che evidentemente non è usa rispettare i limiti di velocità in quel tratto di strada, dice che a causa dei lavori, peraltro ampiamente segnalati secondo le norme del Codice della Strada, ha rischiato di trovarsi ad impattare frontalmente con i mezzi provenienti in senso opposto di marcia.
La cosa che però fa particolarmente specie, è che invece di plaudire all’arrivo della prima tratta ciclabile in città, segno ovunque di innovata attenzione per la mobilità alternativa e sostenibile si un commento totalmente negativo ed irrisorio verso tale infrastrutturazione.
“Certo fa specie che tale pista ciclabile o marciapiedi così larghi vengano realizzati in piena cittadella universitaria, dove giornalmente sono centinaia le macchine parcheggiate.
Con la realizzazione di questa corsia, ciclabile o pedonale che sia, verranno di fatto aboliti tantissimi parcheggi, senza contare che con il clima ennese la pista ciclabile potrà essere utilizzata solo per alcuni mesi l’anno, mentre l’università funziona sempre, 365 giorni l’anno.”
Chi ha scritto evidentemente non ha mai frequentato una sede universitaria qualsiasi, dalla famosissima Libera Università di Roccacannuccia alla antichissima sede felsinea della Alma Mater Studiorum.
Le bici, a maggior ragione se assistite, sono la risposta alla congestione, alle difficoltà di spostamento degli studenti non di rado appiedati e costretti a mantenere il loro domicilio a poche centinaia di metri dalla sede universitaria sottostando così a speculazioni non da poco, a dover legare la scansione del proprio tempo al trasporto pubblico e parapubblico.
Grave appare, quindi, che si possa pensare e peggio descrivere, la innovatività di una infrastruttura moderna e sostenibile come una azione a nocumento di uno status quo che, a nostro avviso è oramai in piena obsolescenza.
Legambiente non solo plaude alla realizzazione ma auspica che altre, nuove tratte di ciclovia vadano ad arricchire la città di Enna consentendo ai cittadini di fare della ciclabilità la scelta nuova e vincente rispetto le sfide che l’uso della automobile pone in maniera sempre più impattante.
Legambiente attende che non 10 ma 100 chilometri di ciclovie corrano tranquille in una città a misura di uomo e non di auto.
Il Circolo Legambiente Erei Enna
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