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“Le Pietre di Grottacalda”; progetto ideato da Salvatore Trapani

Un grande Parco Minerario finanziato con i fondi europei del Recovery Fund. E’ quello che propone l’ennese Salvatore Trapani, presidente regionale dell’Associazione Amici delle Miniere e già presidente del Parco Minerario Floristella Grottacalda. Salvatore infatti da decenni si batte affinchè il proprio il parco minerario ennese una delle più importanti testimonianze di Archeologia Industriale del meridione d’Italia abbia una sua legittima consacrazione sia da un punto di vista turistico, economico e storico culturale. Ed adesso questa proposta progettuale chiamata “Le Pietr di Grottacalda” che ha presentato a diverse istituzioni come al Commissario Straordinario del Parco Minerario di Floristella Nicola Neri, al Presidente della Regione Nello Musumeci, all’Assessore Regionale ai Beni Culturali Alberto Samonà oltre che all’intera deputazione nazionale e regionale della provincia di Enna, ai sindaci dei Comuni che fanno parte dell’ente Parco, vale a dire Enna, Valguarnera, Piazza Armerina ed Aidone, al Prefetto, al Commissario Straordinario del Libero Consorzio dei Comuni ed a tutte le altre figure istituzionali sul territorio che possano avere a cuore lo sviluppo di questo ente.

Progetto Europeo Parco Minerario Floristella-Grottacalda in Provincia di Enna denominato”
“LE PIETRE DI GROTTACALDA”.
Da finanziare con i fondi UE del ” Recovery Fund”
Il sottocritto geom. Salvatore Giuseppe Trapani nella qualità di primo Presidente dell’Ente parco minerario Floristella-Grottacalda (Enna) e in atto di Presidente dell’Associazione Regionale Amici delle Miniere e dei Minatori della Sicilia (dimissionario per motivi di età avanzata) dopo aver letto e riflettuto sul recente deliberato dell’UE e preso atto dei consistenti finanziamenti (fondi UE) del “Recovery Fund” e che da più parti viene ribadito il pensiero che la chiave per la ripartenza dell’Italia è che riparta il Sud e che le Regioni svolgano un ruolo di coesione (monito del Presidente Mattarella), ritiene importante segnalare alla Vostra attenzione la seguente proposta (scheda di progetto) riguardante l’ipotesi di un progetto di archeologia industriale di area vasta denominato “Interventi 2
pilota di restauro,consolidamento e valorizzazione del patrimonio minerario Grottacalda” che si estende per circa 200 ettari nel Comune di Piazza Armerina territorio di Enna.
L’ipotesi che segue propone:
1)Assumere la Tesi di Laurea dell’ex Allievo Vincenzo Mancuso: “Archeologia Industriale: Interventi di restauro,consolidamento e valorizzazione del Patrimonio Minerario Grottacalda”. Relatori Ch.mo Prof. Ing. Antonella Versaci e Ch.mo Prof. Ing. Francesco Lo Iacono – Allievo Vincenzo Mancuso – Corso di Laurea magistrale in Architettura A.A.2017/2018; come: IPOTESI di Proposta scheda progetto della Regione Sicilia Assessorato Regionale Beni Culturali e all’Identità Siciliana d’intesa con l’Università degli Studi Kore di Enna, sui “Resti dell’ex Miniera Grottacalda della Montecatini in Provincia di Enna da proporre alla Comunità Europea da finanziare con i fondi UE del ” Recovery Fund”.
Premessa: Il Governatore di Bankitalia Ignazio Visco ha dichiarato: <<(…) con il “Recovery fund” l’Europa è stata solidale con l’Italia, l’Italia sia responsabile non perda l’occasione di ricostruire il Paese, perchè non ce ne sarà un’altra…Ora o mai più!>> (v. quotidiano LA SICILIA Domenica 31 maggio 2020 pag. 2).
Si evidenzia che il Governo italiano entro il 15 ottobre deve inviare a Bruxelles la finanziaria per il 2021, come ogni anno, ed entro la stessa data anche le schede di progetto per spendere i 209 miliardi del Next Generation Eu, il piano straordinario europeo di contrasto alla recessione in corso,noto come Recovery Fund1
– La presente nota vuole essere una mia modesta proposta di scheda
1Quotidiano La Repubblica lunedi 31 agosto 2020 pag.2
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progetto riguardante la Città mineraria ex Montecatini di Piazza Armerina in provincia di Enna distrutta e vandalizzata,in particolare, sintesi della proposta:
luogo dell’intervento,
foto tratta dall tesi di Giorgio D’Anna Università di Palermo anno 2017
https://iris.unipa.it/retrieve/handle/10447/220936/398183/tesidottorato_giorgiodanna.pdf
questa la sintesi della proposta:
1)Recuperare i valori dell’archeologia industriale del pozzo Mezzena dell’ex miniera Grottacalda
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( Pozzo Mezzena )
2)Recuperare e mettere in sicurezza la Ciminiera Grottacalda;
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Nell’immagine il primo sopralluogo del consiglio d’amministrazione dell’ente parco minerario floristella -grottacalda alla miniera dismessa Grottacalda ( a sinistra il presidente neo eletto Salvatore G.Trapani che conversa con Anna Barbera componente il consiglio d’amministrazione dell’Ente Parco).
3)Recuperare (dai resti) l’ex Cinema Montecatini (in foto accanto la ciminiera) da asservire a nuovo luogo d’incontro e di cultura.
4)Progetto multimediale in 3D – come quello di Palmira distrutta dall’ISIS – a cura dell’Università Kore di Enna (film da proiettare nella sala ex Cinema Montecatini ai turisti visitatori) del parco minerario Floristella-Grottacalda. Il progetto multimediale dovrebbe riguardare tutti “i resti” della miniera Grottacalda da far rivivere (ricostruzione del “complesso minerario immaginato” perchè non più possibile la ricostruzione!).
5)Aprire al culto e alla valorizzazione la Chiesa di S.Barbara con il sostegno del clero di Piazza Armerina.
6)Dal faro notturno ,collocato nella sommità della ciminiera, illuminare (la notte) tutta la Città Mineraria Grottacalda.
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Da evidenziare che in atto nel luogo opera in positivo una azienda agrituristica con 30 posti letto e per l’accoglienza di 100 pasti giornalieri (l’insediamento e l’attività della stessa è iniziata dal 1996 con l’apertura al pubblico del parco minerario Floristella – Grottacalda).
Infine per dare forza e credibilità anche – ai fini del turismo internazionale (come per le miniere dismesse in Europa) – all’idea progettuale qui esposta si ritiene di dover proporre l’idea di un recupero della Valle dei calcheroni progettata e realizzata come nella foto ai piedi dei Palazzo Pennisi di Floristella, oggi in stato di degrado per mancata manutenzione ad opera dell’Ente parco minerario Floristella-Grottacalda, che fu progettata e realizzata a cura del Prof. Arch. Massimo Lo Curzio già docente di archeologia industriale Università di Reggio Calabria.
Il recupero della Valle dei calcheroni da asservire ad “Anfiteatro dello zolfo” ha molto similitudine con l’Anfiteatro di Segesta e questa idea da me proposta alla drammaturga Lina Prosa ha trovato consenso, che coniugato al recupero e al progetto del Museo Regionale dello zolfo nel palazzo Pennisi di Floristella, sull’esempio del Palazzo Baronow – Museo industria dello zolfo – (Polonia).
Di recente la Lega regionale per l’Ambiente attraverso un comunicato del suo Presidente On. Zanna Gianfranco ha ribadito che la destinazione urbanistica del Palazzo Pennisi di Floristella è quella del Museo Regionale dello zolfo del quale si reclama il finanziamento regionale come da progetto presentato dalla Soprintendenza di Enna e all’esame istruttorio 7
(da tempo) degli Uffici dell’Assessorato Regionale Beni culturali oggi rappresentato dall’Assessore Regionale Alberto Samonà.
Queste ipotesi, di fatto farebbe del parco minerario Floristella Grottacalda un grande museo all’aperto e sotterraneo come a Schwarz (Austria), come alla miniera di salgemma Wielizka (Polonia), come a Iron Bridge Museum (Gran Bretagna)… e Floristella si unirebbe a Grottacalda (come un tempo) in una rete mobilità polivalente, che ci introduce direttamente al concetto di “greenway”, in luogo della tratta ferroviaria dismessa Floristella-Grottacalda.
foto tratta dall tesi di Giorgio D’Anna Università di Palermo anno 2017
https://iris.unipa.it/retrieve/handle/10447/220936/398183/tesidottorato_giorgiodanna.pdf
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L’Anfiteatro dello zolfo trova naturale destinazione nella valle dei 8
calcaroni di Floristella recuperata e migliorata nella fase di avvio dell’Ente parco minerario Floristella-Grottacalda (Enna), tale ipotesi trova il consenso della drammaturga siciliana Lina Prosa.
L’Anfiteatro dello zolfo a Floristella (a valle)
con il Museo Regionale dello zolfo nel Palazzo Pennisi di Floristella
(a monte) .
L’Anfiteatro di Segesta
Il progetto europeo proposto dovrebbe essere redatto 9
dall’Università Kore di Enna, Facoltà di Ingegneria e Architettura, avvalendosi della tesi di laurea: “Archeologia Industriale – Interventi pilota di restauro, consolidamento e valorizzazione del Patrimonio Minerari di Grottacalda (EN) ” dell’ex allievo Arch. Vincenzo Mancuso, con i Relatori Prof. Ing. Antonella Versaci, Prof. Ing. Francesco Lo Iacono e a mio parere avvalendosi di studiosi che in precedenza hanno lavorato nell’area mineraria di riferimento (vedi esempio del Prof. Arch. Massimo Lo Curzio gìà docente Università Mediterranea di Archeologia Industriale di Reggio Calabria e già componente il Comitato tecnico scientifico dell’Ente parco minerario Floristella-Grottacalda, prof. Arch. Fausto Carmelo Nigrelli Piazza Armerina già Sindaco di Piazza Armerina ai tempi in cui fu approvato il PRG vigente della Città).
A parere dello scrivente il progetto preliminarmente dovrebbe essere presentato e discusso con le Autorità rappresentati in indirizzo, con le Comunità interessate, e con un convegno pubblico da svolgere nella sede dell’Università Kore di Enna alla presenza degli Eurodeputati della Sicilia e subito dopo dovrebbe essere proposto all’Europarlamento per il finanziamento con i fondi del “Recovery fund”, tenendo in forte considerazione che il sito di Floristella-Grottacalda fa parte della rete dei geositi europei e del Rocca di Cerere UNESCO Global Geopark (Sicilia).
La miniera Grottacalda ha anche un “posto” speciale nella storia d’Italia perchè fu luogo tanto importante da meritare una visita di Mussolini “Duce d’Italia” nell’agosto del 1937.
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Si evidenzia che l’area mineraria Grottacalda è territorio nel Comune di Piazza Armerina e che la zona interessata – sin dai tempi del Sindaco Arch. Nigrelli – ha una destinazione urbanistica come area mineraria dismessa e in conseguenza è sottoposta alla normativa dettata dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio di cui al DL 22 gennaio 2004 n.42 Art.10 comma 4 che mette in rilievo “i siti minerari, tanto da includerli tra i beni culturali da tutelare quando questi presentino caratteristiche storiche ed etnoantropologiche di rilevanza oggettiva .
Nella Città di Piazza Armerina da anni è attivo “Il museo della Lega Zolfatai (1903)” di recente riaperto al pubblico con una “Mostra permanente della Civiltà Mineraria” anche come attrattore turistico in una Città già fortemente attraversata dalla corrente turistica europea che si reca agli “Scavi del Casale”.

Il proponente infine sottolinea che l’area del parco minerario Floristella-Grottacalda è stata nel tempo oggetto di una
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CONVENZIONE
tra
IL DIPARTIMENTO DI SCIENZE DELLA TERRA
DELL’UNIVERSITA’ DI BOLOGNA
e
IL PARCO MINERARIO FLORISTELLA GROTTACALDA
SSTUDIOTUDIO G GEOMORFOLOGICOEOMORFOLOGICO, I, IDROGEOLOGICODROGEOLOGICO EE S SPELEOLOGICOPELEOLOGICO DELDEL TTERRITORIOERRITORIO DELDEL P PARCOARCO M MINERARIOINERARIO F FLORISTELLALORISTELLA G GROTTACALDAROTTACALDA
e che i risultati degli studi sono custoditi negli archivi dell’Ente Parco Minerario.
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Si trascrive qui uno stralcio dello studio del Prof. Carlo Elmi dell’Università di Bologna Dipartimento Scienze della Terra a conferma del notevole valore ambientale del luogo che si propone al finanziamento con i Fondi Europei del Recovery Fund per il recupero, la valorizzazione e la fruizione turistica di un luogo, in quei tempi – dopo la chiusura delle miniere di zolfo in Sicilia – colpito dall’emigrazione di massa e i minatori (con le loro famiglie) in fuga verso le miniere floride e attive d’Europa .
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-/-
Infine si ritiene che la recente legge urbanistica varata dall’Assemblea Regionale Siciliana che introduce nel governo del territorio il “Piano Urbano Generale” (PUG) in luogo del vecchio Piano Regolatore Generale (PRG), per l’attuazione della presente ipotesi progettuale – in considerazione che tale ipotesi attiene territori intercomunali sarà necessaria una sinergia tra Comune di Enna e Comune di Piazza Armerina nel governo dei rispettivi territori.
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Il proponente ha visitato in passato 1993-1998, su invito dell’ANIM (Associazione Nazionale Ingegneri Minerari) e dell’Università di Bologna Dipartimento Scienze della Terra nella qualità di Presidente dell’Ente parco minerario Floristella-Grottacalda (1993/1998), parchi e musei minerari in Europa così elencati: Austria ( parco minerario di Schwarz nel Tirolo), Polonia miniera di salgemma di Wielizka, Gran Bretagna Iron Bridge Gorge Museum. Nel 1998 ha partecipato alla Conferenza di Cagliari (Conferenza Generale dell’Unesco) che aveva istituito la rete mondiale dei Geositi/Geoparchi.
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Salvatore G.Trapani in testa che guida il trenino dentro la miniera di Scwazer
Il proponente è anche l’Autore della trilogia dello zolfo:
1)Donna Flo Il parco minerario Floristella – Grottacalda, 2014;
2)Sikelia – Le miniere di zolfo di Villarosa di Sicilia, 2018;
3)Il disastro della Miniera Trabonella – La Moderna Edizioni Enna, 2020.
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Note di Salvatore Giuseppe Trapani
aderente a DEMOS Enna già presidente dell’Ente Parco Minerario Floristella Grottacalda (1993-1998) e in atto Presidente dell’Associazione Regionale Amici delle Miniere e dei Minatori della Sicilia dimissionario per motivi di salute (82 anni vecchiaia).
e-mail: – slvtrtrapani@gmail.com – 15
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La presente proposta sottoposta al parere preventivo dell’arch.Vincenzo Mancuso Autore della Tesi di Laurea ha avuto il consenso e l’autorizzazione a procedere con e-mail dell’1 agosto 2020.
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