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Le ferite diventano voce: Palermo accoglie la mostra fotografica “Women for Women Against Violence”

Riccardo Marzo 23, 2026 7 minuti letti

Le ferite diventano voce: Palermo accoglie la mostra fotografica “Women for Women Against Violence”
Un progetto che unisce violenza e tumore al seno e invita a trasformare il dolore in rinascita
Presentata a Villa del Gattopardo verrà aperta al pubblico con vernissage nel pomeriggio a Palazzo Cefalà

Palermo, 23 marzo 2026 – Grande partecipazione a Palermo per la presentazione alla stampa della mostra fotografica “Women for Women Against Violence”, che si è svolta nella suggestiva cornice di Villa del Gattopardo, luogo simbolo della cultura e dell’identità siciliana. Uno spazio carico di storia che ha accolto istituzioni, partner e testimonial per il lancio di un progetto di forte impatto sociale, capace di unire in un unico racconto le due principali emergenze femminili: la violenza di genere e il tumore al seno.
Ideato e prodotto da Donatella Gimigliano, Presidente dell’Associazione Consorzio Umanitas, la mostra, nata per celebrare i dieci anni del progetto, da sei anni anche programma televisivo in onda su RAI – utilizza il linguaggio della fotografia per dare voce a storie vere di dolore, forza e rinascita. La presentazione, curata dalla giornalista Giulia Noera, ha visto gli interventi delle istituzioni e dei protagonisti del progetto, che hanno sottolineato il valore civile e culturale dell’iniziativa. Il Vicesindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Palermo, Giampiero Cannella, ha dichiarato: “Questa mostra non è solo un’esposizione artistica, ma un atto di testimonianza civile e di grande valore umano. Attraverso volti e storie reali ci mette davanti a una verità che non possiamo ignorare: la violenza sulle donne esiste e riguarda tutta la comunità. Allo stesso tempo racconta un’altra ferita profonda, quella del tumore al seno: esperienze diverse, ma accomunate da dolore, paura, solitudine e da un cambiamento radicale del corpo e della vita delle donne. Questa mostra ci invita a non restare indifferenti, a trasformare l’emozione in responsabilità e la responsabilità in impegno concreto. Come istituzioni abbiamo il dovere di ascoltare, sostenere e agire, promuovendo cultura e consapevolezza: è da qui che nasce il cambiamento. Un grazie sincero a chi ha reso possibile tutto questo, ma soprattutto a chi, con la propria storia, ci insegna ogni giorno cosa significa resistere”.
Tommaso Dragotto, Presidente della Fondazione Dragotto e owner di Sicily by Car, ha evidenziato il valore sociale del progetto e l’importanza di sostenere iniziative capaci di generare consapevolezza e impatto sul territorio. Margherita Tomasello, Presidente Gruppo Terziario Donna Confcommercio Palermo, ha richiamato l’attenzione sull’importanza del coinvolgimento del mondo imprenditoriale e del tessuto economico locale nel promuovere una cultura del rispetto e della dignità delle donne. Letizia Davì, Presidente LILT Palermo, ha ribadito: “La LILT di Palermo opera ogni giorno al fianco di tutte le donne per la tutela della loro salute e le invita a non avere timore, ma a lottare per una cultura fondata sul rispetto del proprio corpo e della propria dignità. Dobbiamo impegnarci tutti per trasformare il dolore in consapevolezza, la paura in forza e l’isolamento in condivisione, soprattutto quando si vive la malattia”. Al centro del progetto, la visione della sua ideatrice, Donatella Gimigliano: “Dieci anni fa ero una paziente oncologica, con una storia familiare segnata dal tumore al seno. Parallelamente ero già impegnata a sostegno delle donne vittime di violenza. Quelle stesse cicatrici le ho riconosciute nei loro sguardi: da questa consapevolezza è nato un progetto che dà voce alla rinascita e trasforma le ferite in forza”. Particolarmente intenso il contributo dei testimonial presenti, tra cui Nicolò Maja, orfano del femminicidio (strage Samarate), con i nonni Ines e Giulio, Ilaria Capponi: ex modella Armani, influencer che, con le loro storie personali, hanno restituito al pubblico il senso più autentico del progetto: trasformare il dolore in consapevolezza e la sofferenza in forza condivisa.
Tra i momenti più intensi e carichi di emozione della conferenza stampa, quello dedicato a Nicolò Maja, che ha profondamente colpito i presenti trasformandosi in un simbolo di speranza e vicinanza concreta. Grazie all’impegno di Tommaso Dragotto, al giovane sono stati fatti pervenire videomessaggi di affetto e incoraggiamento da parte di grandi protagonisti del pAlermo Calcio, sua squadra del cuore, tra cui Filippo Inzaghi e Matteo Brunori, che hanno voluto fargli sentire tutta la loro vicinanza. Ma il momento più toccante è arrivato con l’annuncio di un regalo speciale: l’invito a Palermo per assistere in tribuna a una partita del Palermo FC. Un gesto di straordinaria sensibilità che ha regalato a Nicolò un’emozione autentica e travolgente, visibilmente commosso davanti a una sorpresa capace di trasformarsi in un ricordo indelebile. Un frammento di umanità vera, che ha saputo restituire il senso più profondo dell’intero progetto: essere accanto alle persone non solo con le parole, ma con azioni concrete capaci di generare luce, anche nei percorsi più difficili.

“Women for Women Against Violence” si presenta come un’esperienza espositiva immersiva e coinvolgente: 21 ritratti fotografici di grande formato raccontano storie vere di donne che hanno vissuto la violenza o il tumore al seno e che hanno scelto di trasformare la propria esperienza personale in un messaggio pubblico di consapevolezza, responsabilità civile e rinascita. Accanto a loro, testimonial, premiati con il Camomilla Award, riconoscimento della kermesse che s’ispira alle virtù benefiche del fiore della pianta che aiuta quelle malate a guarire, per l’impegno nella sensibilizzazione sulle tematiche, contribuiscono ad amplificare la forza del messaggio. Scatti d’autore firmati da Tiziana Luxardo, erede della storica dinastia di fotografi italiani.
Un elemento di forte unicità e valore simbolico della mostra è il richiamo all’arte giapponese del kintsugi, antica pratica che insegna a riparare le fratture mettendole in evidenza attraverso l’oro. Questo riferimento prende forma nella fotografia simbolo che ritrae Valentina Pitzalis, vittima di una brutale violenza, accanto alla sorella Francesca, affetta da tumore al seno. Questo richiamo rafforza l’unicità e il valore simbolico della foto: l’arte non cancella le ferite, ma le rende visibili e preziose, trasformandole in forza collettiva.
Ogni opera è accompagnata da un QR code che consente ai visitatori di ascoltare direttamente la voce delle protagoniste, creando un dialogo intimo e diretto tra chi guarda e chi racconta.
Scegliere Palazzo Cefalà come sede della mostra significa collocare un progetto dal forte valore sociale all’interno di un luogo che racconta storia, identità e cultura. Rivolta a un pubblico ampio e trasversale l’iniziativa dedica un’attenzione particolare alle nuove generazioni, considerate protagoniste fondamentali del cambiamento culturale. L’ingresso gratuito, la forza delle storie reali e il dialogo intergenerazionale rendono la mostra uno spazio vivo di aggregazione civile e culturale, capace di stimolare empatia, riflessione e partecipazione attiva. L’evento, capace di valorizzare l’identità del territorio e, al contempo, di aprirlo a una riflessione profonda su temi di stringente attualità, si inserisce pienamente nel percorso di crescita culturale, sociale e turistica della città, contribuendo a costruire un’immagine di Palermo moderna, sensibile e attenta ai diritti e alla salute delle persone.
L’iniziativa, realizzata con il sostegno di Fondazione Sicilia e la partnership di Sicily By Car, Tasca d’Almerita, ZetaPrinting e Panificio Attardi, con il patrocinio del Senato della Repubblica, del Comune di Palermo, LILT, Confcommercio Terziario Donna Palermo, Fondazione Dragotto e Fondazione Italia Giappone, Associazione Mete Onlus, si inserisce nel più ampio percorso itinerante del progetto in tutta Italia, Un progetto itinerante in tutta Italia, grazie anche al supporto di Enel, che ha saputo trasformare esperienze intime in un patrimonio collettivo di consapevolezza, costruendo ponti tra generazioni e contesti sociali differenti. Nel pomeriggio, la mostra aprirà ufficialmente alle 18.00 con un vernissage a Palazzo Cefalà. L’esposizione sarà aperta al pubblico da lunedì 23 marzo a venerdì 10 aprile 2026. Orari: da lunedì a venerdì h. 12.00 – 18.00 – sabato e domenica dalle h. 9.00 alle 19.00.

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