Ieri sera a prescindere dal bellissimo concerto insieme ad Enzo Avitabile e con la presenza anche di Max Busa, Mario Incudine dal palco alle migliaia di persone presenti ha lanciato un importante messaggio in particolare a tanti giovani che nascono nella nostra città e che si sentono per certi versi rassegnati già in partenza a non potere avere futuro nel luogo dove sono nati.
Un messaggio che io condivido in toto, “cu resta arrinnesci”, che in pratica è la sua storia artistica e di vita, fatta di successi ma che parte da molto lontano da una stanza del Cral del Comune di Enna in via della Resistenza a Enna bassa (la prima volta io l’ho visto esibire li) e con tantissimi sacrifici. Ma nello stesso tempo un percorso fatto di sogni che lo ha portato ad essere oggi un ambasciatore della ennesità in tutto il mondo.
Mario come lui stesso ha detto dal palco, gira in lungo ed in largo non solo l’Italia ma alla fine la sua casa, la sua famiglia è a Enna “dove io ho deciso di vivere e dove vive la mia famiglia”. La sua storia quindi dovrebbe essere presa da esempio per tanti giovani che se si sentono di avere delle qualità ognuno nei propri settori che abbiano il coraggio di giocarsi le proprie carte nella loro città che abbiano il coraggio di sognare, perché tutti hanno il diritto di sognare.
Ed a mio avviso come dice Mario “cu resta arrinnesci”, anche se la strada che si troverà di fronte non sarà facile e non esente da ostacoli. Ma alla fine però il traguardo c’è e sarà tagliato in modo vincente.
Riccardo Caccamo
(foto Martina Melfa)



Sicuramente. Direi a Mario Incudine a Enna Cu ie raccumannatu arrinnesci